Una collezione in cornice

È quella che si trova nella sagrestia del Duomo Albani di Urbino: una vera e propria ‘sala del tesoro’. Il “Medagliere di Clemente XI”, qui conservato, ha purtroppo nel catalogo che lo illustra il suo punto debole. Proviamo a revisionarlo insieme.

Il Museo Albani di Urbino è parte del complesso del Duomo e, più precisamente, si trova nella sagrestia, anzi, è la sagrestia, in quanto a questo scopo venne in origine adibita. Il museo nasce grazie alla munificenza degli Albani di Urbino, una nobile famiglia che dette alla Chiesa numerose personalità di alto livello oltre a un papa: Clemente XI (1700-1721).

Il Medagliere del Museo Albani di Urbino: Comprende 37 medaglie di Clemente XI. Al centro del Medagliere, la medaglia di massimo modulo di Clemente XI, opera di C. Dubut. Se ne conosce solo un altro esemplare alla Biblioteca Vaticana
Il Medagliere del Museo Albani di Urbino: Comprende 37 medaglie di Clemente XI. Al centro del Medagliere, la medaglia di massimo modulo di Clemente XI, opera di C. Dubut. Se ne conosce solo un altro esemplare alla Biblioteca Vaticana

 

Papa Clemente volle rifare la sagrestia, ingrandendo quella del ‘400, e si affidò all’architetto Alessandro Specchi. La sagrestia divenne quindi la “sala del tesoro” del Duomo, in cui vennero depositati gli innumerevoli doni della famiglia Albani alla città di Urbino, oltre a quelli di altre personalità di passaggio: Augusto III, re di Polonia, lasciò un’enorme tazza in ambra rossa; Benedetto XIII invece, donò una rosa di grandezza naturale in oro zecchino, che verrà poi trafugata da Napoleone e poi rifatta da Pio VII.

Quasi tutti i pezzi migliori sono finiti nel 1916 alla Galleria Nazionale in cambio di una sovvenzione per rimettere in sesto la facciata del Duomo. Tra le tantissime opere rimaste si può ammirare una “testa di Maddalena” attribuita a Guido Reni, oltre a bellissimi codici miniati. Per chi vuole saperne di più, c’è un catalogo delle opere contenute in questo piccolo, ma ben fornito museo, edito nel 1984 dalla Calderini, facente parte della collana, patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali, dal titolo “Musei d’Italia – Meraviglie d’Italia” a cura di Don Franco Negroni e Giuseppe Cucci.

 

La collezione di medaglie

“Eseguito nel secolo XIX, raccoglie 40 medaglie commemorative del Pontificato di Clemente XI (più una del secolo successivo, forse aggiunta in seguito ad uno smarrimento)”. Così recita il catalogo a pagina 117, sotto la voce “Medagliere di Clemente XI”; arriviamo, quindi, al punto dolente: il catalogo. Questo piccolo medagliere viene letteralmente “travisato” da questo sciagurato catalogo edito, come già detto, dalla Calderini nel 1984; è una miniera di refusi, inesattezze e lacune.

Ritratto di Gianfrancesco Albani (Papa Clemente XI, 1700-1721) in una superba piastra del 1701
Ritratto di Gianfrancesco Albani (Papa Clemente XI, 1700-1721) in una superba piastra del 1701

Innanzitutto le medaglie non sono 40 , bensì 37, poiché non vengono “notate” le due famose mezze piastre con San Crescentino e con il panorama di Urbino, oltre ad un testone coniato a Roma sempre sotto Clemente XI. Uno strano destino di equivoci accompagna queste mezze piastre che tutt’oggi vengono catalogate spesso come battute in un’inesistente (a quel tempo) Zecca di Urbino.

Inoltre mancano riferimenti al peso e al tipo di metallo. La consultazione è alquanto scomoda perché le note alle medaglie anticipano le foto di queste di un paio di pagine; inoltre si è ricorsi ad un’inutile e confusionaria doppia numerazione per il dritto e il rovescio di ogni esemplare. Ci sono spiegazioni circa il presunto motivo di coniazione delle varie medaglie, ma mancano i riferimenti bibliografici. La canonica trascrizione delle leggende del dritto e rovescio, ad un primo riscontro coi testi ufficiali, fa pensare al medagliere come un concentrato di varianti e inediti, ma si tratta solo di inesattezze nella trascrizione.

Vi sono poi tre scambi di foto. La catalogazione non segue un ordine cronologico, bensì quello dei “buchi” adattati ai diametri delle medaglie e quindi voluti da chi in origine ebbe a disposizione la collezione e che preferì forse seguire un ordine “estetico”.
La collezione rimane comunque di notevole interesse; la qualità delle medaglie è generalmente ottima, quasi tutte FDC. Mentre le mezze piastre e il testone sono in pessime condizioni.

Rovescio della mezza piastra di Clemente XI, anno V di pontificato, 1705
Rovescio della mezza piastra di Clemente XI, anno V di pontificato, 1705

Il pezzo senz’altro più interessante della collezione è la grossa medaglia collocata al centro; in bronzo, diam. mm. 121, del peso purtroppo non rilevato, ricorda il dono di Clemente XI al Duomo di Urbino dell’altare maggiore costruito in onore di San Crescentino, come recita la leggenda del rovescio: “IN . ONOREM . S. CRESCENTINI . MARTYRIS”. Il rovescio riproduce quello della medaglia ufficiale dell’anno VIII, presente anch’essa nella collezione e catalogata dal Bortolotti al n. E708, ovvero l’altare maggiore del Duomo.

L’altare, che si può osservare oggi all’interno del Duomo, venne fatto su ordine e a spese (19.000 scudi) di Clemente XI, da Alessandro Specchi, che realizzò anche Trinità dei Monti a Roma. L’artista si servì di oltre 40 collaboratori per portare a termine l’opera. Nel 1708, l’altare giunse a Pesaro via mare da Civitavecchia.

Una nota di merito va all’ideatore del contenitore delle medaglie formato da una bellissima cornice contenente un ripiano “a gruviera”, per le medaglie, chiuso da una parte e dall’altra da due lastre di vetro. Il tutto veniva appeso da un lato, ad un cardine girevole di modo che si potessero agevolmente osservare da entrambi i lati le medaglie. Oggi questo metodo non è più usato per motivi di restauro e di sicurezza.

 

La revisione del catalogo

Grazie al contributo di Franco Bartolotti abbiamo rivisto la catalogazione sperando che ciò possa essere utile a chi avrà modo di consultare questo che è forse nato più come “elenco” delle opere contenute nel museo, che come catalogo vero e proprio. Abbiamo usato tre classici della medaglistica pontificia che sono: F. Bartolotti, “Medaglie annuali dei romani pontefici”, Rimini 1967; E. Martinori, “Annali della zecca di Roma”, vol. IV, Roma 1921 e lo studio sulle medaglie di Clemente XI di A. Patrignani apparso sul numero del 1953 del Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano.

Pubblichiamo per ogni medaglia il testo virgolettato del catalogo con la sua numerazione originale, facendolo seguire in corsivo dalle nostre note integrative e correttive con i riferimenti bibliografici così abbreviati: BART., MART., PAT.

(462,463)
“Diam. mm. 121.
CLEMENS.XI.PONT.MAX.AN.VII., sotto: C. Dubot. F. Effigie del Pontefice con triregno e piviale. IN.HONOREM.S.CRESCENTINI.MARTYRIS.
Altare maggiore della cattedrale di Urbino, ideato da Alessandro Specchi e donato dal Pontefice”.
È la medaglia più grossa, non catalogata nelle tre opere citate. È opera di C. Dubut, incisore francese che fu attivo tra il 1694 ed il 1709. Qui la firma è letta “C. Dubot”, ma dovrebbe essere C. Dubut oppure C. Dubut F.

(464,465)
“Diam. mm. 52.
CLEMENS.XI.PONT.MAX.A.II., sotto: HAMERANI.OP. Effigie del Pontefice con camauro, mozzetta e stola. LUCET.IN.VULTU.EIUS.
La Sapienza (?) raggiante su trono fra nubi. Sotto: S.V.”.
È in PAT., il quale dice che è “per la Religione Romana” e che “non portando firma alcuna, è sempre stata di incerta attribuzione fra B. Hamerani e F. de Saint Urbain” anche se viene ritenuta del primo; sul catalogo però si legge “S.V.”, ovvero le iniziali del vero autore, che fu F. de Saint Urbain.

Lo stemma di Clemente XI
Lo stemma di Clemente XI

(466,467)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.PONT.M.A.V., sotto F.H.
Stemma del pontefice.
CIVITAS.URBINI., nell’esergo: MDCCV inframezzato da stemma vescovile con leone rampante. Veduta della città di Urbino”.
Mezza piastra col panorama di Urbino.

(468,469)
“Diam. mm. 52.
CLEMENS.XI.PONT.MAX.A.II., sotto: S.URRANY.OP. Effigie del Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
APTATA.SAECULA.VERBO.DEI., nell’esergo: GNOMONE.ASTRONOMICO.AD.USUM.KALENDARI.CONSTRUCTO. Interno di Santa Maria degli Angeli di Roma con meridiana astronomica, voluta dal Pontefice”.
Nel catalogo è riportata la firma “S.URRANY.OP.” ma la firma originale dovrebbe essere “S.V.”; è in PAT.

(470,4711)
“Diam. mm. 30, g. 11,80.
CLEMENS.XI.PONT.MAX.ANNO.I., sotto: JO.HAMERANUS. Effigie del Pontefice con triregno e piviale ricamato con S. Paolo.
FIAT.PAX.SUPER.ISRAEL. 1701.
Figura femminile genuflessa (la Chiesa) che si appoggia al triregno. Allude allo zelo del Pontefice nel pacificare i Principi cristiani”.
BART. E701.

(472,473)
“Diam. mm. 30, g. 17,58
CLE.XI.PONT.M.A.II., sotto: BEA.HAMERANI F. Effigie del Pontefice con camauro, mozzetta e stola.
VADE ET PREDICA, nell’esergo: MDCCII.
Il Pontefice con mitra ed abiti sacri invia in Cina Mons. De Tournon, poi cardinale, per risolvere la controversia sulle cerimonie cinesi”.
Il rovescio giusto è quello della medaglia che segue, la n. 475. Infatti c’è stato uno scambio di foto.

(474,475)
“Diam. mm. 42.
CLEM.XI.PONT.OPT.M., sotto: OPUS HAMERANI.
Effigie del Pontefice benedicente, con triregno e piviale.
AUXILIUM.MEUM.A.DOMINO., nell’esergo: NOVA BASILICA SS.XII.APOST.MDCCII.
Pianta della Basilica dei SS. Dodici Apostoli rimodernata dal Pontefice”.
Il rovescio giusto è quello della medaglia precedente, la n. 473. È in MART. che però non riporta la firma “OPUS HAMERANI”.

(476,477)
“Diam. mm. 32.
CLEM.XI.PONT.M.A.III., sotto: HERMEN.HAMERANI. Effigie del Pontefice con camauro. mozzetta e stola.
ROBUR.AB.ASTRIS. La fortezza, armata, siede in terra con a fianco un leone. Allude alla costanza del Pontefice in mezzo alla guerra di quasi tutta l’Europa”.
PAT.

(478,479)
“Diam. mm. 42.
CLEM.XI.PONT.MAX., sotto: HERMENEG.HAMERANI.
Effigie del Pontefice in camauro, mozzetta e stola. Sull’altra faccia, iscrizione e tipo uguale al n. 475″.
Variante del ritratto della 474 che è in MART.

(480,481)
“Diam. mm. 32.
CLEMENS.XI.P.M.ANN.VII., sotto: E.H.
Stemma del Pontefice.
San Giuseppe col Bambino in braccio; nell’esergo è uno stemma vescovile con leone rampante. Il Pontefice era molto devoto del Santo”.
Testone battuto a Roma, lo “stemma vescovile con leone rampante” è l’armetta di Mons. D’Aste.

La medaglia nn. 496/497
La medaglia nn. 496/497

(482,483)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI. PONT.M.AN.XX., sotto: E.HAMERANUS.S.
Effigie del Pontefice con triregno e piviale.
BONARUM.ARTIUM.CULTUI.ET.INCREMENTO., nell’esergo: INSTIT.SCIENT.BONON.
Facciata del celebre Istituto (Accademia Clementina) di Bologna”.
BART. E720.

(484,485)
“Diam. mm. 38.
CLEMEMS.XI.P.M.AN.X., sotto: HAMERANUS.S.
Effigie del Pontefice con camauro, mozzetta e stola.
IN.HONOREM.S.FABIANI.PP.ET.M., nell’esergo: MDCCX.
Cappella gentilizia della Famiglia Albani dedicata a S. Fabiano Papa, nella Basilica di S. Sebastiano a Roma”.
BART. E710; c’è un triplo sbaglio di foto: il dritto n. 484 va accoppiato al rovescio n. 509 e il dritto n. 508 va col rovescio n. 523. A sua volta il dritto 522 va con il rovescio 485.

(486,487)
“Diam. mm. 36.
CLEMENS.XI.P.M.AN.IIII, sotto: HAMERANUS.
Effigie del Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
UT.ERUANTUR.A.VIA.MALA. Il carcere di correzione, coi ragazzi che lavorano, eretto dal Pontefice presso l’Ospizio Apostolico di S. Michele.
Questo fu l’ultimo lavoro di Giovanni Hamerani, che morì poco dopo”.
BART. E704.

(488,489)
“Diam. mm. 44.
CLEMENS.XI.PONT.MAX., sotto: HERMEN.HAMERANUS.
Effigie del Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
CORPORE.S.LEONIS.MAGNI.TRANSLATO.DIE.XI.APRILIS.MDCCXV.
Allude alla traslazione del corpo del Santo, dalle Grotte Vaticane alla Cappella che porta il suo nome, scolpita dall’Algardi”.
MART.

(490,491)
“Diam. mm. 30.
CLEM.XI.PONT.M.AN.I., sotto: JO.HAMERANUS.
Effigie del Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
INFUNDE.LUMEN., nell’esergo: UT.SINT.ASPERA.IN.VIAS.PLANAS. Lo Spirito Santo irradia la terra. Allude al Pontificato iniziato in tempi difficili a causa della guerra per la successione al trono di Spagna”.
MART.

(492,493)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.AN.VII., sotto: HERMEN.HAMERAN.
Effigie del Pontefice col triregno e piviale.
DEO.SACRA.RESURGET. Rappresenta la macchina ideata da Carlo Fontana per scavare la colonna di granito, rinvenuta presso la Casa dei Missionari a Monte Citorio, che doveva essere eretta davanti alla Curia Innocenziana ma che, danneggiata dal fuoco, fu usata da Pio VI per il restauro dell’obelisco solare da lui eretto”.
BART. E707.

(494,495)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.AN.VI., sotto: HAM(ERA)NUS.
Effigie del Pontefice con camauro, mozzetta e stola.
COMMODITATI.ET.ORNAMENTO.MDCCVI. Il porto di Ripetta, con la nuova gradinata”.
BART E706.

(496,497)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.MAX.AN.XIII., sotto: HAMERANUS.
Effigie del Pontefice con triregno e piviale.
IN.VIAM.PACIS., nell’esergo: MDCCXIII.
Mosé passa il Mar Rosso; allude alla pace fra i Principi cristiani”.
BART. E713, però con “E. HAMERANUS”.

(498,499)
“Diam. mm. 50.
CLEMENS.XI.PONT.OPT.MAX., sotto: HAMERANUS.
Effigie del Pontefice con triregno e piviale.
ADDITO.ANNONAE.PRAESIDIO., sotto: 1704.
I granai di Termini accresciuti con la nuova costruzione presso S. Bernardo”.
MART., ma con “HERMENGILDUS HAMERANUS”.

(500,501)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.PONT.M.AN.XIX., sotto: E.H.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
VENTI.ET.MARE.OBEDIUNT.EI.
Gesù con gli Apostoli sulla barca; allude alla spedizione in Cina di Mons. Mezzabarba, per la controversia sulle cerimonie cinesi. Due esemplari nel medagliere”.
BART E719.

La medaglia nn. 500/501
La medaglia nn. 500/501

(502,503)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.MAX.AN. XIV., sotto: HAMERANI.
Il Pontefice con triregno e piviale.
ARCHICON.SACR.STIGMATUM.F.F. nel giro; all’interno: D.O.M.CLEMENS.XI.P.M.PRIMARIUM.LAPIDEM.IMPOSUIY.DE.MENSE.SEPTEMB.ANNO.SALUTIS.MDCCXIV.
Questa medaglia fu gettata dal Pontefice nelle fondamenta della chiesa delle sacre Stimmate di S. Francesco in Roma”.
MART.

(504,505)
“Diam. mm. 30.
CLEMENS.XI.P.M.AN.XII., sotto: E.H.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
TU.DOMINUS.ET.MAGISTER., nell’esergo: EXEMPL.DEDI.VOBIS. Gesù che lava i piedi a S. Pietro”.
MART.

(506,507)
“Diam. mm. 36.
CLEMENS.XI.P. M.AN.V., sotto: E.H.
Il Pontefice con triregno e piviale.
COMMODIORI.ANNONAE.PRAESIDIO. 1705.
Il granaio, di cui al n. 510, terminato”.
BART E705.

(508,509)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.A.XIII., sotto: E.HAMERANI.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
ECCLESIA.NOVISQUE.AEDIBUS.AD.BALNEA.NUCERINA.CONSTRUCTIS. Al di sopra è una testa di angelo alata”.
508-509, MART. ma con “NOVISQUE”. Come già segnalato il dritto 508 va accoppiato col rovescio 523 mentre il rovescio 509 va accoppiato al dritto 484.

(510,511)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.PONT.M.A.XVIII., sotto: E.HAMERANI.
Il Pontefice con triregno e piviale.
SUPER.FUNDAMENTUM.APOSTOLOR.ET.PROPHET., nell’esergo: CONSTANTINI.BASILICA.STATUIS.ET.PICTURIS.ORNATA. La Chiesa, in vesti di donna, attorniata da due angeli, indica la Basilica di S. Giovanni in Laterano”.
BART. E718.

(512,513)
“Diam. mm. 31.
SALUS.INFIRMORUM ORA PRO NOBIS. Un sacerdote e tre fedeli assistono un ammalato che prega la Madonna di Loreto.
INFIRMUS ERAM ET VISITASTIS ME.
Questa medaglia non appartiene alle emissioni pontificie ed è da assegnarsi al sec. XIX”.
Medaglia posteriore.

(514,515)
“Diam. mm. 40.
CLEMENS.XI.P.M.A.XII., sotto: E. HAMERANI.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
INTER.SANCTOS.SORS.ILLOR (UM).MDCCXII.
I quattro santi canonizzati dal Pontefice: Pio V, Andrea d’Avellino, Felice da Cantalice, Caterina di Bologna”.
BART. E712.

(516,517)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.CREA.XXIII.NOV.MDCC., sotto: HAMERANUS.F.
Il Pontefice con triregno e piviale.
REPLEVIT.ORBEM.TERRARUM. Lo Spirito Santo fra raggi e corona di olivo”.
MART.

(518,519)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.A.XV., sotto: E. HAMERANUS.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
TEMPLO.S.CLEMENTIS.INSTAURATO.
La Basilica di S. Clemente, con i portici, restaurata dal Pontefice”.
BART E715.

La medaglia nn. 510/511
La medaglia nn. 510/511

(520,521)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.MAX.AN.XVI., sotto: HAMERANI.
Il Pontefice con triregno e piviale su cui è ricamato S. Leone magno che scaccia Attila. AUXILIUM.CHRISTIANORUM.
La Madonna del Rosario e folla di fedeli; sullo sfondo è una flotta. Allude alle pubbliche preghiere per la spedizione dei Principi cristiani contro Acmet III”.
BART E716.

(522,523)
“Diam. mm. 45.
CLEMENS.XI.PONT.MAX., sotto: firma non leggibile.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
San Luca che dipinge il ritratto della Vergine.
Sotto: HAMERANO.
Probabilmente eseguita per l’Accademia di San Luca a Roma”.
MART. Come già segnalato il dritto 522 va accoppiato al rovescio 485 e il rovescio 523 al dritto 508.

(524,525)
“Diam. mm. 50.
CLEMENS.XI.PONT.OPT.MAX., sotto: HAMERANUS.
Il Pontefice con triregno e piviale.
ANNO.SAL.MDCCXX.PONT.XX. Una corona di ulivo gira attorno all’iscrizione”.
MART., ma “HERMENEGILDUS HAMERANI”.

(526,527)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.MA.II. Lo stemma del Pontefice sorretto da giovane angelo.
S.CRESCENTINUS.MARTYR.URBINI.PATRONUS., nell’esergo: 1702. Il Santo, a cavallo, uccide il drago”.
Mezza piastra con S. Crescentino.

(528,529)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.AN.VIIII., sotto: HAMERANUS.
Il Pontefice con triregno e piviale.
PORTAVERUNT.TABERNACULUM.FOEDERIS., nell’esergo: MDCCIX. Processione con l’immagine del Cristo di San Giovanni in Laterano”.
BART E709.

(530,531)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.PONT.M.AN.XVII., sotto: HAMERANI.S.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
VIRGO.POTENS.ORA.PRO.NOBIS. La Vergine con il Bambino, copia del mosaico del Maratta nel cortile del Quirinale”.
BART. E717.

(532,533)
“Diam. mm. 50.
CLEMENS.XI.PONT.OPT.MAX., sotto: HERMENEGILDUS HAMERANUS.
Il Pontefice con triregno e piviale.
FACTUS.EST.PRINCIPATUS.SUPER.HUMERUM.EIUS.
Gesù caduto sotto la croce. Allude alla resistenza che il Pontefice fece per tre giorni prima di accettare il pontificato”.
PAT.

(534,535)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.MAX.AN.XI., sotto: E.HAMERANI.
Il Pontefice con triregno e piviale.
DOMINE.DEPRECABILIS.ESTO., nell’esergo: MDCCXI. Figura femminile (la Chiesa) con due putti alati in mezzo a strumenti bellici. Allude alla guerra di successione in Spagna”.
BART E711.

La medaglia nn. 528/529
La medaglia nn. 528/529

(536,537)
“Diam. mm. 38.
CLEMENS.XI.P.M.AN.VIII., sotto: HAMERANUS.F.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
IN.HONOREM.S.CRESCENTINI.MARTYRIS.
Altare maggiore della cattedrale di Urbino, donato dal Papa”.
BART E708.

(538,539)
“Diam. mm. 38, g. 18,22.
CLEMENS.XI.P.MAX.AN.XIV., sotto: HAMERANI.
Il Pontefice con triregno e piviale.
ECCLESIA.ET.DOMIBUS.AD.BALNEA.NUCERINA.CONSTRUCT. nell’esergo: MDCCXIV.
Chiesa ed edifici eretti dal Pontefice presso i Bagni di Nocera”.
BART E714.

(540,541)
“Diam. mm. 50, g. 17,03.
CLEMENS.XI.PONT.M.A.III., sotto: JOAN.HAMERANI.F.
Il Pontefice in camauro, mozzetta e stola.
HAURIETIS.IN.GAUDIO. Il porto di Civitavecchia con la fontana ed il nuovo acquedotto”.
BART. la cataloga con il diametro di mm. 34,50.
Secondo PAT., la coniazione con questo diametro è opera del Saint Urbain ed è posteriore; la coniazione “autentica” ha un diametro di mm. 50 come questa di Urbino. In realtà entrambi le coniazioni con differenti diametri sono originali.

Una collezione in cornice

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