Un giro molto architettonico

Palazzi, chiese, ponti e stadi hanno messo i dentelli nei francobolli Europa-Cept del 1987. Una cavalcata tra forme, stili e tendenze di quella che è stata definita “la più bella utile delle arti”.

Centotrentuno anni fa, il 6 ottobre 1887, nasceva a Chaux-de-Fond, in Svizzera, Charles Edouard Janneret, detto Le Corbusier, probabilmente il più grande architetto contemporaneo (Svizzera, 911).

All’autore della famosa Cappella di Ronchamp (Francia, 1394A e 1435) le Poste di Parigi hanno dedicato in occasione del centenario un francobollo da 3,70 franchi, uscito il 13 aprile 1987, raffigurante il celebre “Modulor”, l’uomo a braccio alzato che per Le Corbusier doveva costituire la misura aurea di tutte le costruzioni.

E proprio per il centenario la Conferenza europea delle poste e telecomunicazioni ha individuato nell’arte moderna, con particolare riferimento all’architettura, il tema comune per il giro Europa. Sono nati così decine di “progetti dentellati”, che ci offrono un quadro quanto mai vasto ed interessante dell’architettura contemporanea.
Ma quali sono i criteri, gli ideali che ispirano oggi quella che è stata definita come la più utile delle arti?

È probabilmente impossibile rispondere a questa domanda. La civiltà contemporanea non è infatti legata ad un unico codice religioso o sociale, come avveniva ai tempi del Medio Evo, per esempio, o dell’Impero romano o delle città-stato greche, epoche in cui l’intera comunità partecipava all’architettura, per di più ispirata generalmente da un unico ideale religioso o politico.

Oggi siamo in presenza di una pluralità di stili e di tendenze, figli, oltre che della varietà di materiali disponibili per le costruzioni, della moderna società delle comunicazioni che ha enormemente avvicinato culture, storia e tradizioni di popoli in passato lontanissimi fra loro. Ma se l’architettura non può evitare di esprimere qualcosa delle convinzioni della società che l’ha tenuta a battesimo, allora possiamo individuare proprio nel nostro interesse per la scienza e la tecnologia, per l’utilità e il benessere sociale, l’ideale riflesso nelle costruzioni del XX secolo.

Questa pluralità di stili e di tendenze appaiono evidenti sui francobolli del giro Europa-Cept del 1987: una galleria di disegni, progetti e realizzazioni che dimostrano come l’efficacia strutturale degli edifici, pur così importante nell’architettura contemporanea, non è mai stata sufficiente ad appagare l’occhio e la mente dell’uomo, perché questo ha sempre sentito il bisogno di dare alle sue costruzioni anche e soprattutto il significato di simboli dei propri ideali e delle proprie convinzioni.

Pur senza rispettare la tradizionale divisione fra architettura civile, religiosa e militare, abbiamo quindi cercato qui di seguito di descrivere i più interessanti dei francobolli del giro Europa-Cept 1987 dividendoli per tipologia di costruzioni. Un elenco completo di tutte le emissioni è fornito al fondo dell’articolo.

Abitazioni. Dalla tradizionale casa in legno del francobollo norvegese da Kr. 2,70, che ci ricorda come sempre, nell’architettura popolare i materiali usati nella costruzione delle abitazioni siano stati quelli più facilmente reperibili sul posto, e più funzionali alle sue condizioni climatiche, si passa alla “Casa ideale” di Vienna, progettata dall’immaginifico Friedensreich Hundertwasser, e raffigurata sul 6 scellini di Austria. È il trionfo della fantasia, dell’abitazione vista dal grande artista austriaco come la “terza pelle” dell’essere umano (la seconda sono gli abiti).

Per questo l’uomo libero deve poter vivere in una casa che si distingua dalle altre, da quelle dei vicini “internati”. Case diverse, dunque, sia pur rigorosamente “naturali”, come quelle di Venezia dove, secondo Hundertwasser, “l’architettura è cresciuta come fosse un albero, con gli stessi criteri della creazione”.

E nella natura è perfettamente immersa anche Villa Devereux, la splendida dimora dei coniugi Hickman raffigurata sul 15p di Jersey. La villa, progettata dall’architetto Derek Mason, si integra completamente con l’ambiente rurale circostante grazie ai materiali tradizionali con cui è costruita, come il granito tipico di Jersey, il legno teak e l’ardesia del Galles.

Estremamente funzionali sono invece le abitazioni, le botteghe e i laboratori artigianali della Rue Mallet-Stevens di Parigi (Francia F. 3.40). Dovute alla matita del grande architetto Robert Mallet-Stevens (cui la strada è dedicata), le costruzioni sono caratterizzate da volumi geometrici semplici, senza ornamenti superficiali: cubi, parallelepipedi e cilindri organizzati armoniosamente, con grandi finestre ed ampie terrazze che ne rivelano il carattere aperto ed intimo allo stesso tempo. Un’architettura coerente e pulita che ha segnato i dogmi “modernisti” sviluppatisi nel primo dopoguerra.
Abitazioni modernissime, infine sul 24 franchi del Belgio, che mostra il grattacielo St. Maartensdal di Lovanio.

Edifici religiosi. Dalle case degli uomini a quelle di Dio il passo è più breve di quanto si possa pensare. L’architettura contemporanea, contrariamente a quella dei secoli passati, nella costruzione degli edifici religiosi privilegia infatti il rapporto dell’uomo con Dio alla glorificazione ed esaltazione della maestà divina o della potenza della Chiesa.
Nascono così chiese come quella di Santa Maria e San Pietro mostrata dall’11p di Jersey: l’architetto Bill Davies ha realizzato la fabbrica tenendo innanzitutto presente le esigenze dei fedeli, cosicché nessuno di questi si trova, durante le funzioni, a più di 18 metri dall’altare. Ampi parcheggi sono stati ricavati sotto l’edificio costruito in granito e mattoni.

Maximum raffigurante la Stazione Termini e il francobollo Europa-Cept da lire 700
Maximum raffigurante la Stazione Termini e il francobollo Europa-Cept da lire 700

Allo stesso modo il progetto della cappella di Schellenberg (Liechtenstein, 90r), realizzata agli inizi degli anni ’60 da Eduard Lander, prevedeva un annesso centro comunitario, fondamentale per la vita non solo religiosa ma anche sociale e culturale del villaggio.
Addirittura su un’autostrada, simbolo stesso della potenza e dell’agire dell’uomo contemporaneo, sorge la splendida Chiesa dell’Autostrada del Sole di Firenze, opera di Giovanni Michelucci (Italia, L. 600). A Michelucci, uno dei maestri dell’architettura contemporanea, sono dedicati pure i due francobolli di San Marino (L. 600 e L. 700), che mostrano un suo disegno e la realizzazione finale dell’interno della Chiesa della Madonna della Consolazione di Borgomaggiore.

La potenza divina sembra essere, al contrario, esaltata dalla massiccia struttura della chiesa di San Giuseppe di Manikata, Malta, raffigurata sul 35c emesso dalle Poste dell’isola mediterranea.
Il santuario si ispira in modo manifesto ai templi megalitici maltesi e, specie negli interni, al tradizionale barocco delle chiese locali. Ma un segno umano è pur sempre presente: l’ordine rigoroso e funzionale della fabbrica, dichiaratamente rifacentesi all’architettura rurale.

Altre chiese, infine, sono raffigurate su francobolli Europa-Cept di quell’anno: si tratta della chiesa di Louvain-la-Neuve (Belgio, F13) e di quella di San Marco a Stoccolma (Svezia, Kr. 3.10), progettata sul finire degli anni ’50 dall’architetto Sigmund Lewerentz.

Edifici pubblici. Dal regno di Dio torniamo a quello dell’uomo, molto meno felice e continuamente minacciato da guerre e divisioni. Proprio per superare quest’ultime e per evitare conflitti è sorta, sia pur tra mille difficoltà, la Comunità Europea, che ha alcuni dei suoi più importanti uffici dislocati nel Lussemburgo.
Qui ad esempio ha sede dal 1952 la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, chiamata a dirimere questioni di diritto comunitario.

La Corte occupa dal 1972 un edificio di avanzata concezione, allargato nel 1986 per le accresciute esigenze dell’istituzione. Sul francobollo lussemburghese da 20 franchi il palazzo compare sullo sfondo, mentre in primo piano è raffigurata la bellissima scultura, opera di Henry Moore, che ne adorna il giardino.

Dall’Europa all’Atlantico. Le isole Azzorre non appartengono geograficamente né al continente europeo né a quello africano, ma costituiscono politicamente tre distretti della Repubblica portoghese. La sede della loro Assemblea Regionale è dal 1983 ospitata dagli edifici progettati dagli architetti Correia Fernandes e Luis Miranda, dotati di un grande anfiteatro all’aperto e di una grande saka-auditorium. La bellissima cupola in rame spicca sul francobollo da E 74.50 delle Azzorre, che mostra il pulito disegno del complesso, perfettamente integrato nell’ambiente circostante.

Un ruolo fondamentale all’interno della vita politica e sociale del mondo contemporaneo è svolto dalle comunicazioni e dalla posta in particolare.
E proprio alla sede principale delle Poste sono dedicati due dei quattro francobolli Europa-Cept di Guernsey (15p x 2). L’edificio, progettato da Philip La Bern, sorge nella Guelles Road di St. Peter Port. Al piano terra ospita gli uffici aperti al pubblico, mentre al primo piano vi sono la sezione amministrativa e l’ufficio filatelico.

Anche Cipro ha dedicato un francobollo da 18c alla sede centrale delle poste e comunicazioni, ospitata nel palazzo realizzato dagli architetti J. e A. Philippou.
La Turchia ha invece ricordato su uno dei due valori emessi per il giro Europa (L. 200) la sede dell’Istituto di assicurazioni sociali di Zeyreck, Istambul. Sintesi di architettura tradizionale turca e modernissimi concetti costruttivi, gli edifici sono stati realizzati nel 1963 su disegni di Sedad Hakki Eldem.

Alcuni degli annulli del giro Europa-Cept 1987
Alcuni degli annulli del giro Europa-Cept 1987

Scuole, biblioteche e musei. La nuova Scuola secondaria di Guernsey (22p x 2), progettata da David Nettleship, si pone in evidenza per la sua struttura per “aree” diversificate, atte allo sviluppo delle attività non solo didattiche ma anche di vita sociale e ricreativa degli alunni. Una particolare attenzione è stata rivolta al risparmio energetico, con l’installazione di pannelli solari per il riscaldamento dell’edificio e della annessa piscina.

Più fantasiosa si rivela la Scuola elementare di Gamprim, raffigurata sul 50r del Liechtenstein. Ricoperta di legno, come gli altri edifici del villaggio, la scuola è stata realizzata da Hubert Ospelt e Walter Boss. Particolare attenzione meritano gli interni, che si ispirano al mondo fantastico dei bambini.

Un particolare della Scuola Montessori di Amsterdam appare invece sul 75c olandese. L’edificio fu progettato dall’architetto Herman Hertznerger, nei cui lavori, pur basati su teorie funzionalistiche, conservano un ruolo predominante la dimensione umana e la cura dei particolari.

Alla Scuola superiore di Høje Tastrup è infine dedicato uno dei due valori danesi (Kr. 3.80), mentre l’altro francobollo di Copenaghen, da 2.80 corone, mostra l’interno della Biblioteca comunale di Gentofte.

Ad un precursore del neoempirismo è dovuto il progetto della Biblioteca municipale di Stoccolma (Svezia Kr. 2.10 e Kr. 3.10). Si tratta di Erik Gunnar Asplund, di cui si ricordano anche l’Esposizione di Stoccolma del 1930, che segnò la sua adesione al razionalismo, e l’ampliamento del Municipio di Göteborg.

Un’importante biblioteca è ospitata pure dall’Istituto di storia turca di Ankara (Turchia L. 50) realizzato su progetto di Turgut Cansever e Ertur Yener.

A musei e centri di esposizioni sono invece dedicati i due dei quattro francobolli Europa Cept di Gran Bretagna. Il primo, e il più famoso, è il centro Pompidou di Parigi (22p), progettato dal britannico Richard Rogers e dall’italiano Renzo Piano. Il centro, che ospita mostre d’arte, biblioteche ed eventi culturali, è stato reso celebre dalla sua originale architettura: gli ascensori, le scale mobili e i tubi del sistema di aerazione, posti in evidenza all’esterno della struttura per drammatizzarne l’aspetto, lo rendono quasi simile ad una nave che naviga ardita nel mare della cultura.

L’altro francobollo inglese (31p) mostra la Staatsgalerie di Stoccarda, il museo più frequentato in Germania, creato dai britannici Michael Wilford e James Stirling. Quest’ultimo è uno dei più noti esponenti della cosiddetta “englishness”, lo stile architettonico che si affermò in Gran Bretagna nel secondo dopoguerra. Stirling collaborò anche al grande programma di edilizia universitaria, firmando tra l’altro la facoltà di ingegneria di Leicester del ’95 e la famosa Facoltà di storia di Cambridge del ’64.

Teatri, centri sportivi e sociali. La galleria delle strutture culturali, sociali e ricreative del giro Europa-Cept 1987 si apre con la Casa del Nord, raffigurata sui due valori da Kr. 3 e Kr 5.50 delle Faeroer.

La Casa, costata nel 1983 circa 10 miliardi di lire è un centro sociale per esposizioni artistiche ed eventi culturali e teatrali. Dotata di un teatro di 640 m², è stata progettata da Ola Steen, Norvegia e dall’islandese Kolbrun Ragnarsdottir.
La sua struttura, con il tetto erboso tradizionale che si inserisce meravigliosamente nell’ambiente naturale circostante, è veramente frutto della collaborazione fra i Paesi nordici. Si pensi che il legno utilizzato è svedese, il ferro e il vetro danesi, il tetto islandese e finlandese, la copertura norvegese.

Altri teatri sono raffigurati sul 22p di Man (Gaiety Theatre) e sul 55c di Olanda, che mostra un disegno per il Teatro del Balletto di Scheveningen, progettato da Ren Koolhaas.
Il Centro di servizi sociali di Funchal appare invece sul valore da E. 74.50 di Madera. Il complesso, che fa parte di un progetto urbanistico integrato comprendente anche un policlinico, un asilo, gruppi di abitazioni e parcheggi coperti, fu realizzato negli anni ’60 su progetto di Raul Chorão Ramalho.

Da notare il contrasto apparente tra la struttura in calcestruzzo e le persiane delle finestre, le cosiddette “tapa-sol”, elemento architettonico tradizionale dell’isola.
Un altro centro ricreativo e sportivo che ben collega passato e presente è quello di Fort Regent, raffigurato sul 22p di Jersey. In questo caso si tratta addirittura della fusione della moderna struttura con i resti delle fortificazioni del XIX secolo. Il centro è opera degli architetti Breakwell e Davies.

Lo sport domina sui francobolli di Lussemburgo, Monaco e Andorra Francese. Il 12 franchi lussemburghese mostra il Centro sportivo nazionale di nuoto di Kirchberg, caratterizzato dalla bella copertura in cemento senza piloni di sostegno dalla caratteristica forma di ventaglio.

La piscina olimpica del centro, progettato dal francese Roger Taillibert, fu danneggiata da un grave attentato dinamitardo nel settembre 1985.
Una piscina ed una veduta esterna dello stadio, compaiono anche su valori da F. 2.20 e F. 3.40 di Monaco, dedicati al complesso sportivo dello Stadio Louis II, nato nel nuovo quartiere di Fontvieille. Gli amanti della montagna, infine, saranno attratti dal francobollo da 3.40 franchi di Andorra Francese, che mostra la stazione sciistica di Pleta de Ordino.

Banche e sedi di aziende private. Re, principi e papi un tempo facevano a gara nel costruire templi al loro potere e alla loro grandezza. Oggi il vero potere risiede nella finanza, e le banche ed i grandi gruppi economici sono fra i maggiori committenti di grandi opere architettoniche.

La sede della European Investment Bank del Lussemburgo compare sul 34p di Gran Bretagna. Il palazzo, che spicca con le sue linee pulite in contrasto con gli antichi edifici della vecchia Lussemburgo, è opera di Sir Denys Lasdun, un altro dei maggiori esponenti nella già citata “englishness”.

Sul 18p di Londra è mostrato invece il Willis Faber & Dumas Building di Ipswich. Paragonato ad un enorme pianoforte a coda, a causa della flessuosa facciata ricoperta di vetro scuro anti-sole, l’edificio è stato progettato dall’architetto Norman Foster.
Una banca è stata scelta anche per illustrare il 74.50 escudos del Portogallo. Si tratta dell’agenzia della Banca Borges & Irmão di Vila do Conde. Disegnato da Alvaro Siza negli anni ’70, il palazzo si stacca volutamente dagli edifici monumentali vicini con le sue vetrate ed i suoi muri ciechi.

La Regie Renault, la grande casa automobilistica francese, commissionò invece a Claude Vasconi la nuova fabbrica di Billancourt 2000 che compare sul 2.20 franchi di Parigi. Vasconi costruì il nuovo stabilimento, denominato Atelier 57 Metal, realizzando una solida ma agile ossatura in calcestruzzo, acciaio e vetro.

Ponti e stazioni. I ponti costituiscono uno dei temi più apprezzati dai collezionisti tematici, ed ad essi sono stati dedicati tre francobolli veramente interessanti.
Si tratta del valore ds 80pf della Germania Federale, che raffigura l’ardita struttura del Ponte Köhlbrand di Amburgo, costruito nel 1974 dalla Thyssen Engineering e di due ponti jugoslavi.

Il primo, che compare sul 200 dinari di Belgrado, unisce l’isola di Krk alla costa adriatica. Progettato da Ilija Stojadinovic, è naturalmente dedicato al maresciallo Tito.
Il secondo francobollo slavo, da 400 dinari, mostra i tre ponti costruiti da Joze Plecnik sulla Ljubljanica, il fiume che bagna Lubiana.

Alla famosissima e bella stazione ferroviaria di Roma Termini, opera di Pierluigi Nervi, è infine dedicato il 700 lire italiano, mentre la stazione marittima di Man appare sul 12p dell’isola britannica.

Concludiamo questo veloce giro nell’architettura europea con il francobollo da 60pf della Germania Federale, che mostra uno dei capolavori architettonici contemporanei, il padiglione tedesco all’Esposizione internazionale di Barcellona.
Il padiglione, che sebbene costruito con materiali stabili andò distrutto con tutte le opere effimere dell’Esposizione, fu realizzato nel 1929 da Mies van der Rohe, uno dei più grandi maestri dell’architettura contemporanea.

Sintesi perfetta tra neoplasticismo e classicità, il Padiglione era senza dubbio, come scrisse H.R. Hitchock, “uno dei pochi edifici grazie al quale il secolo XX può gareggiare con le grandi opere del passato”.

 

Il giro Europa-Cept del 1987

Eccezion fatta per la serie del 1981, il cui successo finì col filiare l’annuale francobollo folcloristico, le “presenze” italiane nel periodico “giro” Europa delle Poste e Telecomunicazioni non sono mai state esaltanti. Sovente, anzi, s’è trattato di francobolli scialbi, se non addirittura deprimenti. Di “figurine” senza capo né coda, con immagini scelte e stampate senza criterio.

Come la Chiesa-tenda nei pressi dello svincolo autostradale per Firenze, realizzata da Giovanni Michelucci, o la stazione ferroviaria di Roma Termini raffigurata, come scriveva il Corriere della Sera, “nell’asettica purezza di un plastico (senza barboni, senza traffico, senza venditori ambulanti o tassisti abusivi)”.

All’assoluto anonimato dei due francobolli italiani, fa da contrappunto l’originalissima e accurata emissione inglese. Quattro francobolli sapientemente impaginati dallo Studio Minale Tattersfield, con su edifici, dislocati in vari Paesi, frutto dell’ingegno di architetti britannici.

Come sempre, naturalmente, ognuno dei Paesi ha interpretato a modo proprio il tema, stavolta incentrato sulle arti moderne-architettura. Vediamo insieme il risultato di queste proposte architettoniche o artistiche diventate francobollo con emblema Europa-Cept.

Andorra francese, 4.5: F. 2,20, Santuario di Meritxell; F. 3,40, Stazione sciistica di Pleta d’Ordino; disegni e incisioni di Jacques Jubert, annullo FDC il 2 maggio.

Andorra spagnola, 4.5: P. 19 e P. 48, Santuario di Meritxell.

Austria, 6.4: S. 6, la “Casa Ideale” di Hundertwasser, Vienna; disegno di Auguste Böcskör, incisione di Wikfgang Seidel, tiratura 3,3 milioni, annullo FDC a Vienna.

Azzorre, 5.5: E 74.50, Sede dell’Assemblea regionale delle Azzorre, architetti Correia Fernandes e Luis Miranda; disegno di José Luis Tinoco, tiratura 600.000; E. 298, foglietto, tiratura 200.000, annulli FDC a Lisbona, Porto, Coimbra, Faro, Funchal e P. Delgada.

Belgio, 11.5: F. 13, Chiesa di Loviano la Nuova, architetto Jean Cosse, tiratura 9 milioni; F. 24, Torre “St. Maartensdal” a Lovanio, architetti Renaat Braem, Jan De Mol e G. Moerkerke, tiratura 2,4 milioni; disegni di Gerard Gaudaen, incisioni De Schutter, annulli FDC il 9 e 10 maggio a Bruxelles, Deurne, Diksmuide, Hornu e Vise.

Cipro, 11.5: 7c, Banca centrale, architetti M.N. Zambylas e A.C. Joannides, tiratura 800.000; 18c, Sede del’Ente cipriota delle comunicazioni, architetti J. e A. Philippou, tiratura 1.2 milioni.

Danimarca, 4.5: Kr 2.80, Biblioteca centrale di Gentofte; Kr. 3.80, Scuola superiore di Høje tastrup; disegni di Henning Larsen, incisioni di Czeslaw Slania, annullo FDC a Copenaghen.

Faroer, 6.4: Kr. 3 e Kr 5.50, casa del nord, architetti Ola Steen e Kolbrun Ragnarsdottir, incisioni di Czeslaw Slania, annullo FDC a Torshavn, stampa in minifogli da 20.

Finlandia, 15.5: Mk. 1.70, Biblioteca centrale di Tampere, architetti Raili E Reima Pintilä, tiratura 8 milioni; Mk. 2.30, Monumento “Stoa” di Helsinki, scultura di Hannu Sirén, tiratura 4 milioni; disegni di Pirkko Vahtero, annullo FDC ad Helsinki.

Francia, 27.4: F. 2.20, Atelier 57 Métal di Billancourt 2000, architetto Claude Vasconi; F. 3.40, Rue Mallet Stevens, architetto Robert Mallet Stevens; disegni e incisioni di Jacques Jubert; annulli FDC il 25 e il 26 aprile a Parigi e Strasburgo.

Germania Federale, 5.5: 60pf, Padiglione tedesco all’Esposizione di Barcellona 1929, architetto Mies van der Rohe; 80pf, Ponte Köhlbrand ad Amburgo, progettato dalla Thyssen Engineering di Dortmund; disegni di Bruno K. Wiese, annullo FDC a Bonn.

Gibilterra, 17.2; 22p, Neptune House; 29p, Ocean Heights; disegni di M. Infante, stampa in minifogli da 10. Nota. L’emissione è europeistica ma non Cept.

Gran Bretagna, 12.5: 18p, Willis Faber & Dumas Building, Ipswich, architetto Norman Foster; 22p, Centro Pompidou di Parigi, architetti Richard Rogers e Renzo Piano; 31p, Staatsgalerie di Stoccarda, architetti James Stirling e Michael Wilford; 34p, European Investment Bank del Lussemburgo, architetto Sir Danys Lasdun; disegni di Minale Tattersfield; annulli FDC a Edimburgo e Ipswich.

Grecia, 4.5: D. 40, Composizione, scultura di Achille Aperguis; D. 130, Luce di Delfi, scultura di Gerassimov Sklavos; disegni di Panayotis Gravvalo, tiratura 1.5 milioni, annullo FDC ad Atene; D. 3.40, libretto contenente due serie prive di dentellatura superiore ed inferiore, tiratura 150.000. La serie è stata stampata in minifogli da 8 coppie.

Guernsey, 5.5: 15p x 2, Sede centrale delle Poste a St. Peter Port, architetto Philip La Bern; 22p x 2, Scuola secondaria di St. Peter Port, architetto David Nettleship, annullo FDC, stampa in minifogli da 10 coppie.

Irlanda, 14.5: 28p, Sede del “Bord na Mona”, Baggot Street, Dublino, e scultura di John Behan, tiratura 2 milioni; 39p, Chiesa di Santa Maria a Cong, tiratura 500.000; disegni di Michael Lunt, annullo FDC a Dublino.

Islanda, 4.5: Kr. 12 e Kr. 15, Vetrate della Cappella di Fossvogur, opera di Leifur Breidförd; disegni dello stesso artista, annullo FDC a Reykjavik.

Italia, 4.5: L. 600, Chiesa dell’Autostrada del Sole, Firenze, architetto Giovanni Michelucci; L. 700, Stazione Termini di Roma, architetto Pier Luigi Nervi, tiratura 5 milioni, annullo FDC a Roma.

Jersey, 23.4: Chiesa di Santa Maria e San Pietro, architetto Bill Davies; 15p, Villa Devereux, architetto Derek Mason; 22p, Complesso ricreativo di Fort Regent, architetti Breakwell e Davies; stampa in minifogli da 10, annullo FDC.

Jugoslavia, 30.4: D. 200, Ponte Tito, progetto di Ilija Stojadinovic; D. 400, I tre ponti sulla Ljublianica, Lubiana, architetto Joze Plecnik; disegni di Dimitrije Cudov, annullo FDC a Belgrado, stampa in minifogli da 9.

Liechtenstein, 9.3: 50r, Scuola elementare di Gamprin, architetti Hubert Ospelt e Walter Boss; 90r, Chiesa di Schellenberg, architetto Eduard Ladner; disegni di Hans Peter Gassner, annullo FDC a Vaduz, stampa in minifogli da 20.

Lussemburgo, 4.5: F. 12, Centro sportivo nazionale di nuoto, architetto Roger Taillibert, F. 20, Corte di giustizia delle Comunità Europee e scultura di Henry Moore; annullo FDC a Lussemburgo.

Madera, 5.5: E. 74.50, Centro di sicurezza sociale di Funchal, architetto Raul Choâo Ramalho; disegno di José Luis Tinoco, tiratura 600.000; E. 298, foglietto, tiratura 200.000, annulli FDC a Lisbona, Porto, Coimbra, Faro, Funchal e P. Delgada.

Malta, 15.4: 8c, Complesso turistico Acquasun Lido; 35c, Chiesa di San Giuseppe di Manikata; disegni di Richard England, annullo FDC a La Valletta, stampa in minifogli da 10; -.10, 8c, 35c, cartolina postale “Hafnia ’87”.

Man, 29.4: 12p, Terminal marittimo; 12p, Torre del rifugio; 22p, Teatro Gaiety; 22p, Villa Marina; disegni di Ronald Maddox, stampa in 2 minifogli da 5 coppie, annullo FDC a Douglas.

Monaco, 23.4: F. 2.20, Veduta dello Stadio Louis II; F. 3.30, Piscina olimpica Principe Alberto; disegni e incisioni di Jacky Larriviere; F. 28, foglietto contenente 5 serie; annullo FDC a Monaco.

Norvegia, 3.4: Kr. 2.70, Edificio in legno, tiratura 11 milioni; Kr. 4.50, Edificio in vetro e pietra, tiratura 8 milioni; disegni di Leif F. Anisdahl, annullo FDC a Oslo.

Olanda, 12.5: 55c, Teatro del Balletto di Scheveningen, architetto Rem Koolhaas; 75c, Scuola Montessori di Amsterdam, architetto Herman Hertzberger; tiratura 12 milioni.

Portogallo, 5.5: E. 74.50, Agenzia della Banca Borges e Irmāo di Vila do Conde, architetto Alvaro Siza; disegno di José Luis Tinoco, tiratura 600.000; E. 298, foglietto, tiratura 180.000, annulli FDC a Lisbona, Porto, Coimbra, Faro, Funchal e P. Delgada.

San Marino, 12.3: L. 600 e L. 700, Chiesa della Madonna della Consolazione a Borgomaggiore, architetto Giovanni Michelucci, tiratura 400.000.

Spagna, 4.5: P. 19, Edifici per uffici in Pasea de la Castellana, Madrid, architetto Javier Sainz de Onza; P. 48, Museo nazionale d’arte romana a Merida (Badajoz), architetto Rafael Moneo; disegni di Emilio Tunon, tiratura 4 milioni.

Svezia, 14.5: Kr. 2.10 e Kr. 3.10, Biblioteca statale di Stoccolma, architetto Gunnar Asplund; Kr. 3.10, Chiesa di San Marco a Stoccolma, architetto Sigurd Lewerentz; disegni di Hans Kündig e Bengt Serenander, incisioni di Zlatko Jakus; Hr. 18.60, libretto contenente 3 coppie se-tenant dei valori da Kr. 3.10 con copertina disegnata da Hans Kündig, annullo FDC a Stoccolma.

Svizzera, 26.5: 50c, Scarabeo, scultura di Bernhard Luginbühl; 90c, Fontana del carnevale, opera di Jean Tinguely, e Teatro Municipale di Basilea; disegni di Celestino Piatti, annullo FDC a Berna.

Turchia, 28.4: L. 50, Sede dell’Istituto di storia turca di Ankara, architetti Turgut Cansever e Ertur Yener; L. 200, Sede dell’Istituto di assicurazioni sociali di Zeyrek, Istanbul, architetto Sedad Hakki Eldem; disegni di Kaya Dinçer, tiratura 600.000, annullo FDC ad Ankara.

 

Ma il più grande è Le Corbusier

C’è un grande assente nella possente parata di palazzi, facciate e balconi a marchio Europa-Cept. Si tratta di Charles Edouard Jeanneret-Gris, più noto come Le Corbusier. “Corbu”, per gli intimi, il più grande architetto del secolo, di cui nel 1987 ricorreva il centenario.

La Cappella di Ronchamp di Le Corbusier sul valore da F. 1.25 e su quello da 40c
La Cappella di Ronchamp di Le Corbusier sul valore da F. 1.25 e su quello da 40c

100 edifici, 170 progetti non realizzati, 65 piani urbanistici, 400 pitture a olio, 7 affreschi, 200 litografie, 40 tappezzerie, 50 sculture, 20 mobili, 5 libri, 6000 autografi, 32000 disegni dello studio d’architettura: un’eredità immensa nella quale, volendo, si poteva pescare a piene mani. Così non è stato.

La Francia, è vero, non ha mancato di rendere omaggio al Picasso dell’architettura moderna, con un pezzo da 3.70 franchi sul quale Jacques Jubert, il bozzettista, ha collocato l’impronta del “Modulor”. Ovvero la “misura armonica a scala umana applicabile universalmente all’architettura e alla meccanica” che Le Corbusier elaborò nel 1940 ed elesse a schema supremo di tutti i suoi progetti.

Cinquantotto anni fa, Le Corbusier vivente, le Poste di Parigi raffigurarono su francobollo una delle più significative opere dell’architetto che ha cambiato il nostro modo di abitare e di vivere. Si tratta della Cappella di Notre-Dame-du-Haut, a Ronchamp, progettata e costruita tra il 1950 e il 1955, nella quale è realizzata la sua “sintesi delle arti maggiori”. Un francobollo, questo parigino del 1965, prodotto dapprima con nominale da 1.25 franchi, quindi riedito con valore da 40c, solo all’apparenza uguale a tanti altri.

Ma andiamo per ordine. Cominciando dal progetto grafico. Due a firma Jacques Combet, i disegni ognuno dei quali misurante 200×135 mm (il formato del francobollo moltiplicato per sei). Con scritte rispettivamente raggruppate alla base o distribuite tra il bordo superiore e i lati. La scelta cadde sul secondo dei due progetti, che Combet bulinò indicando a sinistra il nome di Le Corbusier e a destra il proprio. Invertendo, in tal modo, una regola non scritta ma ampiamente applicata in base alla quale il nome dell’incisore è collocato sulla sinistra mentre quello del disegnatore è piazzato a destra.

Le ombreggiature sono più leggere nel francobollo in rotolo rispetto a quello in foglio
Le ombreggiature sono più leggere nel francobollo in rotolo rispetto a quello in foglio

Ottenuto il “visto si stampi” il 23 maggio 1964 dall’allora ministro delle Poste Jacques Marette, il pezzo da 1.25 franchi fu impresso, in fogli da 50, mediante calcografia a tre colori. Iniziata il 27 maggio, la produzione in gruppi di tre si concluse il 29 gennaio 1964.
In prevendita a Ronchamp il 13 e il 14 giugno, ed in distribuzione generale dal successivo 15 giugno, la cappella di Notre-Dame-du-Haut venne tolta dalla circolazione il 27 aprile 1968.

Per sette mesi la carta valore postale fu largamente impiegata per rendere franche le raccomandate il cui costo, a far tempo dal 15 gennaio 1965, salì di 5 centesimi (in verità ad aumentare da 25c a 30c fu la lettera, dato che il diritto di raccomandazione rimase immutato: 1 franco), Pressoché nella stessa data (lo scatto entrò in vigore il 18 gennaio) l’affrancatura della cartolina diretta all’estero passò da 30c a 40c, mentre dal 13 febbraio 1969 ad andare a 40c fu il costo della lettera (50 c dal 4 gennaio 1971).

Tale aumento era evidentemente già da tempo nell’aria. Infatti il 22 luglio 1964 il ministro Jacques Marette aveva vistato una nuova edizione della Cappella di Ronchamp, fissandone per l’appunto il valore in 40 centesimi.

La produzione, anche in questo caso a tre colori rispondenti ai numeri 1607, 1313 e 1714 del capitolato dell’Imprimerie des timbres-poste, avvenne in più riprese. Esattamente dal 2.11.1964 al 15.1.1965, dal 23.4.1965 al 12.5.1965, dal 10.3.1966 al 4.4.1966 e dal 2.2.1967 al 20.2.1967 (da quest’ultima fornitura venne prelevato il quantitativo poi soprastampato F.20 CFA, ad uso perciò delle Poste di Saint-Denis, nel dipartimento della Reunion, dove il francobollo venne posto in vendita dal 24 settembre 1967).

Salvo che a Ronchamp, la carta valore postale venne ritirata in data 27.4.1968. Una volta terminate le scorte, e senza alcun preavviso, a Ronchamp il francobollo riapparve in bobina da 1.000 pezzi con perforazione 12¾ x 13, anziché col passo 13 x 13 adottato per l o stesso francobollo precedentemente stampato in fogli, e con doppia numerazione, al verso, ogni dieci esemplari. Leggermente diversa anche la lunghezza, che è di 35,5 millimetri per l’esemplare impresso in fogli e di 36 millimetri per quello stampato in bobina.

Nel cilindro da stampa dei rotoli il 40c era disposto orizzontalmente, mentre nella produzione in foglio aveva una posizionatura verticale
Nel cilindro da stampa dei rotoli il 40c era disposto orizzontalmente, mentre nella produzione in foglio aveva una posizionatura verticale

Per produrre il francobollo in rotoli – l’esperimento non ebbe seguito e la distribuzione fu effettuata manualmente – l’Imprimerie des timbres-poste realizzò un nuovo cilindro. Sul quale il francobollo, pur partendo dalla medesima incisione base (con tratti peraltro più leggeri e in alcuni casi più corti), venne disposto orizzontalmente anziché verticalmente com’era avvenuto per la precedente produzione in fogli. Alla diversa posizionatura del francobollo sull’asse del cilindro corrisponde naturalmente una differente inchiostrazione (con colori attenuati nei tagli verticali, mentre nel caso del francobollo stampato in foglio ad avere tonalità più leggera sono le incisioni ottenute orizzontalmente mediante il bulino).

Oltre ad un certo numero di più o meno evidenti diversità, il francobollo in bobina ha due collanti. Ossia gommatura giallastra nella prima e colla tropicale (come d’altra parte indicato a chiare lettere sul contenitore delle bobine) nella seconda. Quest’ultima resasi necessaria nel 1972, allorché il mercato filatelico “scoprì” la cappella di Ronchamp stampata in bobina nel 1968, ma venduta solamente a partire dal 1970. A differenza della prima tiratura, la seconda (ma qualcuno avanza l’ipotesi di una terza impressione) venne messa in vendita in tutti i principali punti vendita filatelici di Francia.

Un giro molto architettonico

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