Tante card per la FAO

Quasi a titolo di risarcimento per essere stata costretta a far slittare al 10-13 giugno 2002 il Vertice mondiale sull’alimentazione, già da tempo messo in calendario per i giorni 5/9 novembre, la FAO è stata letteralmente coperta di omaggi. Si va dai tre francobolli alle quattro card che Telecom ha distribuito in tutta fretta, tenendo tuttavia all’oscuro la stampa di questa iniziativa. Pur non essendo nuovo, il comportamento della società di Tronchetti Provera seguitava a stupire. Negativamente.

Da quando abbandonò di fatto il settore delle carte telefoniche da collezione, lasciato ad una compagnia privata della quale Telecom faceva comunque parte, la compagnia telefonica che aveva trasferito la sede storica da Torino a Milano, evitava accuratamente di informare la stampa specializzata. Costringendo i collezionisti a un fastidioso, e non sempre possibile passaparola.

Com’è per l’appunto successo con le card Combattere la fame per ridurre la povertà, ognuna delle quali caricate per 5.000 lire e prodotte in 393.000 esemplari. All’apparenza uguali, le immagini del diritto sono solo simili in quanti mutano i prodotti agroalimentari collocati sul lato superiore sinistro e anche la figura femminile collocata al centro. In tutti e quattro i casi, le donne chiamate a rappresentare i popoli sottoalimentati (un eufemismo dietro il quale si cela fame e morte per denutrizione) sono mostrate mentre accudiscono ad un’attività agroalimentare.

Il Vertice mondiale cinque anni dopo, cancellato ben prima dell’attacco all’America dell’11 settembre (a mettere paura era stata in realtà la piazza no global del G9 genovese), era chiamato infatti a trovare soluzioni più radicali di quelle adottate nel 1996, in quanto l’obiettivo che allora la società mondiale si era data era quello di ridurre alla metà il numero dei sottoalimentati – più di 800 milioni – entro il 2015.

Ciò non ha impedito, nonostante i fatti legati all’Afghanistan e l’indubbio peggioramento della situazione economica, che il 16 ottobre si celebrasse la Giornata mondiale dell’alimentazione, istituita dalla Fao nel novembre del 1979 e che da allora si tiene in 150 Paesi. La data scelta per la “Giornata”, da sempre ispirata al motto “Il cibo per tutti”, non è casuale: si tratta infatti del giorno della fondazione, cinquant’anni prima, della Fao, che ha sede a Roma. Alla Fao, dal 2 novembre 2001, in apertura della trentunesima sessione della Conferenza, sono stati ammessi il Principato di Monaco, Nauru, L’Uzbekistan e la Jugoslavia. Con i nuovi arrivati i membri erano così 183 più la Comunità Europea.

Un tema specifico, che rapresenta il filo conduttore delle manifestazioni – sottolineava Paolo Succi, capo del coordinamento Polo Onu-Roma – viene scelto ogni anno. Per il 2001 il tema è stato “combattere la fame per ridurre la povertà”, riportato sulle quattro card tricolori, nella convinzione che la battaglia contro la povertà non può essere vinta senza eliminare la sottoalimentazione, nel contempo causa ed effetto della povertà stessa.

Scopo di queste celebrazioni è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo delicato tema e, al tempo stesso, di sottolineare la vocazione storica dell’Italia come sede delle istituzioni mondiali per l’agricoltura. Le celebrazioni hanno infatti coinvolto anche le altre Organizzazioni internazionali delle Nazioni Unite che operano nel settore agro-alimentare e con sede Roma. Si tratta del Pam (in inglese la sigla è Wfp), programma alimentare mondiale; dell’Ifad, Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo; dell’Ipgri, Istituto internazionale per le risorse fitogenetiche. Con l’emblema della Fao i restanti tre simboli sono collocati al rovescio delle card sulle quali è altresì rappresentata la scultura “Il seme”, realizzata da Roberto Joppolo.

In precedenza Fao card sono state tra l’altro prodotte nel 1995, per i cinquant’anni di fondazione dell’Organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricolura. Da 5.000 lire, la card fu prodotta in 35.000 esemplari. C’è, poi, stampata in 260.000 esemplari, la carta telefonica, anche in questo casa caricata per 5.000 lire e scaduta il 31 dicembre 1998, per il Vertice mondiale dell’alimentazione del 1996. Per il summit romano che doveva dimezzare il numero degli affamati del mondo, venne pure realizzata, in due differenti tipologie, una card telefonica destinata alla stampa.

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