Sidney 2000: è qui la festa?

Anche per questi giochi – come già capitato per Atlanta quattro anni prima – il marchio di Sidney 2000 fu ‘appaltato’ dal Cio allo sponsor (l’Ups). Anche l’Italia fra i Paesi che hanno voluto festeggiare le Olimpiadi australiane. I francobolli di candidatura olimpica.

Cio ingrato. “Il Comitato internazionale olimpico, stando la sua situazione morale, calcificazioni e bave di scandali, sintomi di corruzione antica e prodromi di inevitabile corruzione prossima ventura, – scriveva Gian Paolo Ormezzano – non potrebbe organizzare, e da padrone sereno, la manifestazione chiamata Olimpiade: ma non vuole saperlo e continua a farlo. Sacrificando sull’altare di sponsor danarosi e invadenti perfino la posta e i francobolli”.

Quella per Atlanta 96 è la prima emissione olimpica d'un Paese organizzatore che non utilizza l'emblema della competizione
Quella per Atlanta 96 è la prima emissione olimpica d’un Paese organizzatore che non utilizza l’emblema della competizione

Quei francobolli che in parte permisero il ritorno dei Giochi voluti da Pierre de Coubertin ad Atene dal 6 al 15 aprile 1896. “I primissimi nel mondo – come ricordava Giuseppe Sabelli Fioretti in uno dei primi quaderni di Cronaca Filatelica, uscito a puntate col titolo “Il fascino di Olympia” – con soggetti e finalità sportivi. L’Olimpiade deve molto alla filatelia, anche se finora non ha ricambiato il grande aiuto apportatole con lo stesso entusiasmo”.

Chi sia stato il felice ideatore di tale risorsa filatelica è stato per lungo tempo un fatto controverso. Solo in epoca relativamente recente il quesito ha trovato risposta nei processi verbali della seduta della Camera Ellenica del 15 luglio 1895.

Nel corso del progetto di legge sull’emissione di francobolli commemorativi dei Giochi della prima Olimpiade, il deputato di Epidauria, C. Pamamichalopoulos, rivelava alla camera che l’idea dell’emissione di questi francobolli era dovuta a due giovani filatelisti, i fratelli Demetrio e Giovanni Sacoraphos, che avevano avuto l’iniziativa di indirizzare, in questo intento, una petizione al principe ereditario (il futuro re Costantino) nella sua qualità di presidente del Comitato organizzatore dei Giochi e di iniziare d’altro canto una vera campagna di stampa, per assicurare alla loro idea l’appoggio della pubblica opinione. La serie dei Giochi, dodici valori, portò nelle casse del Comitato organizzatore la bellezza di 40.000, e forse anche più, dracme.

La mitica emissione del 1896 fu illustrata con immagini predisposte da Guilleron e successivamente bulinate da Louis Eugène Mouchon: i Lottatori da 1 e 2 lepta, il Discobolo di Mirone da 5 e 10 lepta, l’anfora con Pallade Atena sui 20 e 40 lepta, la Quadriga bianca e la Vittoria alata sui 25 e 60 lepta, lo Stadio di Atene e l’Acropoli, 1 dracma, l’Ermes di Prassitele, 2 dracme, la Vittoria di Peonio, 5 dracme e l’Acropoli e Partenone, 10 dracme.

Giusto un secolo dopo, ad essere severamente puniti dal Comitato olimpico internazionale sono stati per l’appunto i francobolli e la posta. Gli Stati Uniti, è vero, non hanno fatto mancare i francobolli. Washington nell’occasione sfornò anzi due minifogli: nel primo sono riuniti sedici diversi sport, ad ognuno dei quali è stato attribuito il nominale da 32 centesimi (2490/2509), mentre il secondo riunisce, ripetuto venti volte, il Discobolo da 32 centesimi (2529) chiamato a celebrare il secolo dei Giochi di Olimpia. Su entrambe le emissioni sono raffigurati i cinque cerchi olimpici, ma non l’emblema dei Giochi di Atlanta.

“E questo per il semplice fatto – come ricordò Maurizio Tecardi, segretario generale della Fipo (Federazione internazionale filatelia olimpica) – che l’Ups, la potente multinazionale statunitense che opera nel settore del trasporto di plichi e pacchi, è sponsor ufficiale del Comitato internazionale olimpico”. Di conseguenza tutto ciò che riguarda la spedizione via posta del Cio, a cominciare dagli inviti spediti da Losanna ai singoli comitati olimpici, avviene attraverso l’Ups, mentre fino a qualche anno prima veniva effettuata attraverso i tradizionali canali postali.

L’Ups non si limitò a negare al Paese ospitante l’uso dell’emblema dei Giochi, di proprietà del Comitato organizzatore e degli sponsor, ma altresì vietò che nei villaggi e negli stati le Poste americane aprissero come era sempre stato fatto, propri uffici. “Per qualsiasi tipo di spedizione – ricordava ancora Tecardi – c’era un ufficio Ups”.

La serie olimpica greca del 1896 su lettera per Baden Baden
La serie olimpica greca del 1896 su lettera per Baden Baden

Così come non sono mancati i francobolli, ad Atlanta non sono certo mancati gli annulli postali. Stampigliati peraltro in una sorta di riserva, nello spazio neutro di Olymphilex, la mostra filatelica sportolimpica promossa dal Cio.

“Nel caso di Olymphilex – citava Maurizio Tecardi – l’Ups non ha voce in capitolo in quanto si tratta di una manifestazione propria del Cio. Così all’interno della mostra abbiamo creato un grande ufficio postale, americano bene inteso, il quale aveva in dotazione tutti gli annulli dedicati ai singoli sport.

Chi voleva un determinato annullo, oppure tutti, non doveva far altro che venire ad Olymphilex. Lo stesso, identico, problema, si sta ripetendo ai Giochi di Sidney, dove cercheremo di avere, anche se mi rendo conto che sarà molto difficile, almeno un annullo al Villaggio degli atleti ed un altro, come in questo caso si è fatto ad Atlanta, nell’Albergo della Famiglia olimpica, dove saranno alloggiati il Presidente Samaranch, le Commissioni, eccetera”.

Naturalmente quando il Cio spedisce lettere che rientrano nella routine, le fa prima passare dalle macchine affrancatrici (numero 73734 e 73735) che ha in dotazione. Due delle più recenti riguardano Sidney. Si tratta della targhetta in uso a febbraio (73735), con emblema dei Giochi australiani scritte e date, e di quella usata pressoché in contemporanea (73734) e chiamata a propagandare Olymphilex, l’esposizione mondiale di filatelia anch’essa in svolgimento a Sidney dal 15 al 21 settembre.

Tra le “rosse” dell’anno precedente ce n’è una che ci riguarda da vicino ed è quella della Sessione che il Cio ha tenuto a Seul, durante la quale fu ufficializzata Torino 2006. Giustamente Massimo Mancini, dell’Associazione e dei Circoli e sezioni filateliche di Torino e provincia mise le mani avanti attraverso la richiesta, indirizzata a Poste Italiane, di appositi dentelli di propaganda. Auspicando, al tempo stesso, che Ups o altri sponsor non potessero umiliare, come già fu fatto con Atlanta 96 e Sidney 2000, sia la posta che la filatelia.

“Il fatto è – ricordava Maurizio Tecardi – che con la sponsorizzazione in atto dell’Ups, Poste Italiane per le Olimpiadi del 2006 non può fare niente. Non un francobollo con l’emblema dei Giochi invernali, e men che meno un annullo. Questo, quantomeno, finché dura la sponsorizzazione”. Il contratto in essere doveva scadere a fine 2000. L’anno seguente, invece, a scadere era il mandato di Juan Antonio Samaranch. Un amico, come lui stesso si è sempre dichiarato, della posta e della filatelia. Quale occasione migliore per ritornare al passato, lasciando perdere carrier privati, come l’Ups, e coinvolgendo nella grande festa olimpica, come è sempre stato fatto, le poste locali?

 

Dalle Poste di Melbourne un francobollo per ogni medaglia d’oro australiana

Molto diplomaticamente alle Poste di Melbourne preferirono non commentare l’impossibilità di usare l’emblema di Sidney 2000. “Non fa parte della nostra politica – è stata la risposta di Russel Hick, responsabile del marketing di Australian Post – commentare questioni di questo tipo”. Bocche cucite anche su un’altra iniziativa legata alla prestazione di atleti australiani.

“Per ogni medaglia vinta da atleti locali – l’anticipazione era di Maurizio Tecardi – Australian Post prevede, l’indomani della vittoria. l’emissione di un apposito francobollo. In questo caso le Poste pagheranno una piccola royalty al Comitato organizzatore dei Giochi”.

Intanto, in attesa di tali emissioni, Australian Post mise in calendario un consistente numero di dentelli, compresa l’infornata Australia-Grecia del 15 settembre 2000 col Partenone e la fiaccola olimpica da 45 centesimi e la Sidney Opera House da 1.50 dollari, i quali si andavano ad aggiungere a quelli emessi in precedenza, a cominciare dalla busta postale del 1993. Si tratta della busta di porto pagato con veduta di Sidney sulla quale, immediatamente dopo l’annuncio dell’attribuzione dei Giochi del 2000, vennero apposti i cinque cerchi olimpici e con essi la bandiera australiana.

22.7.1996: 45c, testa d’aquila, koala e fiamma olimpica.
22.3.1999: $ 1.20, fiaccola olimpica e francobollo australiano da 7½c del 1956 con analogo soggetto, celebrativo delle Olimpiadi di Melbourne.
14.9.1999: 45c, emblema dei Giochi di Sidney e veduta della città col celebre ponte Harbur, ad unico arco, aperto al traffico dal 1932 e l’Opera House progettata e in parte realizzata dal danese Jorz Utzon.
20.6.2000: 50c, Sidney Opera House ed emblema dei cerchi olimpici; $ 1.50, Ponte di Sidney e cerchi olimpici.

17.8.2000: 45c, pallanuoto, hockey, vela, baseball, triathlon, equitazione, tennis, ginnastica, atletica, canottaggio.
15.9.2000: 45c, Partenone e fiaccola olimpica; $ 1.20, Sidney Opera House.
Quest’ultima emissione, congiunta con la Grecia e che costituisce un po’ l’annuncio dei Giochi che nel 2004 verranno disputati ad Atene, vide la luce nell’ambito di Olymphilex (15-28 settembre 2000).

Mille e cento le vetrinette messe a disposizione, dentro le quali erano mostrate le collezioni sportive di filatelisti d’Australia, Armenia, Argentina, Bangladesh, Belgio, Canada, Colombia, Croazia, Cuba, Cina, Corea, Germania, Francia, Romania, Giappone, Italia, Nuova Zelanda, Portogallo, Thailandia, Nauru, Svizzera, Lituania, Ungheria, India, Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Turchia, Polonia e Israele. Per l’occasioone le Poste di Melbourne soprastamparono con scritte celebrative i bordi dei dieci sport in minifoglio del 17 agosto 2000.

 

E tra i Paesi emittenti c’è anche l’Italia

Qua e là pur senza esagerare – segno che le grandi abbuffate tematiche non incantano più nessuno – dentelli con i cinque cerchi sono apparsi da qualche tempo. Altri invece erano ancora da venire. Fra queste ultime produzioni rientrano anche i due valori italiani, da 800 e 1.000 lire dapprima messi in calendario per il giorno 15 agosto, giorno d’apertura dei Giochi, e poi fatti slittare all’1 settembre.

Curiosamente l’Italia, sempre così attenta a non vedersi annoverare fra i Paesi che largheggiano in fatto di nuovi dentelli, ha deciso di partecipare, e per di più alla grande, ai festeggiamenti olimpici di Sidney. A parte i Giochi del centenario, una data che evidentemente non poteva passare sotto silenzio, l’Italia non aveva mai postalmente ricordato i Giochi disputati al di fuori del proprio territorio. Solo le Olimpiadi di Roma del 1960, e prima ancora quelle di Cortina d’Ampezzo del 1956, erano difatti approdate su valori tricolori.

Belgio, 8.5.2000: F. 17+4×2. F. 30+7, F. 17, foglietto.
Francia, 11.9.2000: F. 3×2, F. 3×10,foglietto.
Irlanda, 7.7.2000: 30px2, 50px2.
Italia, 1.9.2000: L. 800, 1.000.
Liechtenstein, 4.9.2000: 80r, F. 1, 1.30, 1.80.
Lituania, 2.9.2000: L. 1, 3.
Malta, 23.3.2000: 6c, 16c, 26c, 37c.
Monaco, 25.4.2000: F. 7; 23.6.2000: F. 2.70, 4.50.
San Marino, 31.5.2000: L. 1.000×4.
Slovenia, 9.5.2000: S.80, S.90.
Svezia, 17.8.2000: Kr. 8×4, libretto.
Vaticano, 19.6.2000: L. 1.500, aerogramma.

 

Pochi i valori per i Giochi paraolimpici

Nessuno ancora ha ritenuto remunerativo trasformare l’emblema dei Giochi paraolimpici: quelli riservati ai portatori di handicap. Infatti l’emblema dei Giochi paraolimpici, undicesimi della serie, figura in bella mostra sui cinque dentelli australiani del 3 luglio. Con nominali da 45c (due) e 49c (tre), alcuni dei dentelli di Melbourne chiamati a salutare la competizione che ebbe inizio il 28 ottobre alla presenza di 4.000 atleti provenienti da 125 paesi erano proposti anche in versione autoadesiva . Si tratta della coppiola da 45c, distribuita attraverso rotolo da 100, e dei tagli da 40c in vendita a 4.90 dollari attraverso libretto contenente 10 pezzi.

Cinque dei valori dedicati dall'Australia ai Giochi paraolimpici
Cinque dei valori dedicati dall’Australia ai Giochi paraolimpici

Anche l’Italia decise di unirsi alla celebrazione dei Giochi paraolimpici attraverso un pezzo da 1.500 lire, in vendita a partire dal 2 ottobre.

Varati nel 1960, questi particolari Giochi, che a Sidney prevedevano 18 discipline, non hanno mai conosciuto l’inflazione dentellata. Nel 1992, Giochi di Barcellona, francobolli per le competizioni paraolimpiche vennero prodotti da parte dell’Australia (1269), della Spagna (2817) e della Gran Bretagna, che distribuì a piene mani libretti con l’emblema del team inglese ai Giochi paraolimpici impresso sulle rosse copertine.

 

Francobolli olimpici? No, di candidatura!

Nell’assegnazione dei Giochi, Sidney ha goduto – ammissione che arrivò dalla stessa Australia – di due voti decisivi di membri africani. Spesa per ognuno: 35.000 dollari travestiti da aiuto allo sport sottosviluppato. Guarda caso quei due voti sono quelli che hanno impedito a Pechino di essere scelta quale città dei Giochi del 2000. Nello sprint durato quattro votazioni Pechino è sempre stata in testa per finire superata da Sidney sul traguardo.

1° votazione (89 votanti): Pechino 32 voti, Sidney 30 voti, Manchester 11, Berlino 9. Eliminata Istambul con 7 voti.
2° votazione (89): Pechino 37, Sidney 30, Manchester 13. Eliminata Berlino con 9 voti.
3° votazione (88): Pechino 40, Sidney 30. Eliminata Manchester con 18 voti.
Ballottaggio (88): Sidney 45, Pechino 43. Decisive si dimostrarono le alleanze. Pechino trovò un amico in Istambul, ma non bastò contro la coalizione Sidney-Berlino-Manchester.

Forzando un po’ la mano la Turchia non esitò a emettere un apposito francobollo da 2.500 lire (2747): il dentello raffigura l’emblema di Istambul 2000. Il valore turco apre la strada ad una nuova tematica: quella dei francobolli-candidatura olimpica. Com’è il caso del pezzo senza indicazione di valore di Brasile, Rio 2004 (2308), oppure del 90 centesimi svizzero del 1998 (1567) per Sion candidata alle Olimpiadi bianche del 2006. Di più, Berna, che a sostegno di Sion Olimpica ha prodotto un numero consistente di interi, aveva pronto un 90 centesimi, al quale aveva affidato il compito di dire il proprio grazie al Comitato Olimpico.

Niente da fare, neppure per Klagenfurt 2006, che prevedeva una sorta di triangolazione olimpica: l’austriaca Klagenfurt, le italiane Cortina d’Ampezzo e Tarvisio, le slovene Kraniska Gora, Lubiana e Planica. Ed è proprio a sostegno di queste tre località che le Poste slovene hanno dedicato atrettante cartoline porto-pagato con immagini al retro e nell’impronta di valore raffiguranti il salto dal trampolino, l’hockey su ghiaccio e lo slalom. Il tutto marchiato con l’emblema dei mancati Giochi di Klagenfurt 2006, che comprendeva anche il tricolore italiano.

Sidney 2000: è qui la festa?

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