San Marino uno e trino

Nella terra della perpetua libertà, la minuscola Repubblica fondata dallo scalpellino Marino, operavano tre gestori. C’era Telecom che, in base agli accordi convenzionali rinnovati nel 1987, si occupava della telefonia di base. C’era poi Intelcom, una società per azioni con sede in località Rovereta, e precisamente Strada degli Angariani, che dal 1992 si occupava di telecomunicazioni internazionali. All’incirca trenta i dipendenti di Intelcom, la cui attività coincise con l’avvenuta attribuzione alla Repubblica di San Marino del prefisso internazionale 378. Per parte loro le Poste e Telecomunicazioni bianche e azzurre gestivano una rete specializzata, la terza quindi, che interconnetteva e forniva servizi a tutti nell’ambito dello Stato. In questo specifico caso gli utenti di questa rete interna si aggiravano sui 3.300.

A San Marino si poteva scegliere in che cabina telefonica entrare
A San Marino si poteva scegliere in che cabina telefonica entrare

Il “rinnovamento totale dei sistemi e dei mezzi trasmissivi di telecomunicazioni – ricordavano alle Poste del Titano – risale al 1988”. L’unico progetto messo in cantiere allora e dieci anni dopo non ancora ultimato, anche se mancava poco per considerarsi concluso, era quello che va sotto il nome di Socrate il quale prevedeva l’interconnessione di tutti gli utenti in fibra ottica o cavo coassiale assicurando in tal modo tutta una serie di servizi multimediali. Dalla televisione via cavo alla telemedicina.

Anche allora, comunque i cittadini sammarinesi erano serviti più che bene. Con dieci apparecchi ogni 1.000 abitanti, San Marino guidava infatti la classifica mondiale, insieme a Singapore. Al secondo posto la Svizzera, quindi gli Stati Uniti e la Corea del Sud. L’Italia, che pure occupava un’ottima posizione, si doveva accontentare di 6.8 apparecchi per 1.000 abitanti.

Ai sammarinesi, poi, baciati come sono dalla fortuna, il telefono non costava moltissimo. “Si tratta – dicevano ancora alle Poste e Telecomunicazioni – di tariffe flessibili, che seguono la dinamica del mercato con agevolazioni particolari per quel che riguarda il traffico distrettuale e internazionale”. E come se ciò non bastasse, sulle bollette telefoniche del Titano non veniva applicata alcuna tassa. A conti fatti, insomma, un sammarinese si trovava a pagare un buon 28 per cento in meno di un qualsiasi cittadino italiano.

Poco meno di trecento le cabine telefoniche, per la maggior parte in servizio dal 1988. Per l’esattezza 250 cabine, o comunque apparecchi telefonici erano Telecom mentre 20 appartevano alla Telefonia sammarinese e di conseguenza funzionavano con schede telefoniche del Titano. Le prime delle quali risalgono al 1994, in coincidenza perciò con l’istituzione del servizio di telefonia pubblica gestito dalle Poste. Tre, tutte realizzate da Mantegazza, le iniziali schede prepagate, con valori rispettivamente da 3.000, 8.000 e 18.000 lire – facciali volutamente diversi rispetto a quelli all’epoca utilizzati dalla Sip – e tirature di 20.000, 50.000 e 30.000 esemplari.

Quelle prime illustrazioni, come si sa, propongono le antiche urne elettorali, una veduta aerea di San Marino Città e la Guardia dela Rocca. Al retro il codice, all’apparenza ostico, che di conseguenza merita una spiegazione.

Dunque il codice in questione è così scritto: 20K-94-AA 05910 SMR-PT e si legge nel modo seguente: 20K, tiratura in migliaia di esemplari (20.000, perciò); 94, anno di emissione; A, successione della emissione; A (la seconda), valore della carta attribuito in ordine crescente; 05910, numero della carta; SMR-PT, San Marino Repubblica, Poste e Telecomunicazioni.

Grande successo hanno registrato le due telecarte Juventus
Grande successo hanno registrato le due telecarte Juventus

Di quella prima serie il valore da 3.000 lire, il più accessibile ma anche il pezzo numero uno in fatto di telecarte sammarinesi, andò esaurito in un battibaleno. Non così le due restanti, con valori da 8.000 e 18.000 lire, disponibili per diverso tempo.
Quattrocento serie ricevettero poi la scritta Omaggio, stampigliata in color rosso, ma non vennero mai distribuite. Ad evitare anzi fenomeni speculativi facilmente intuibili, l’intero quantitativo finì in fiamme.

Scottata da questa prima esperienza, la tiratura della seconda emissione venne radicalmente rivista. Questi i quantitativi prodotti: 62.000 da 3.000 lire, 20.000 da 8.000 lire e 18.000 da 18.000 lire. Anche in questo caso la risposta del mercato non coincise con le aspettative. Il taglio da 18.000 lire fu disponibile ancora a lungo. Al di là di questo, in ambito italiano l’emissione in questione rappresentava una novità assoluta in quanto conteneva un ologramma tridimensionale con lo stemma della Repubblica.

A causa di problemi di produzione l’emissione, prevista per settembre del 1995, vide la luce solo più tardi. Al retro, campeggiavano, nell’ordine, la bandiera sammarinese che domina una parata della Guardia nobile; la Basilica di San Marino; il Collare della Reggenza.

Col 1996 la programmazione e la gestione amministrativa delle carte, nei primi due anni gestita dalle Poste, passò all’Azienda autonoma filatelica e numismatica di Stato (Aasfn, C.P. 1, 47890 Repubblica di San Marino). Un cambio che si fece immediatamente sentire anche a livello di telecarte, passate da tre a quattro con valori nell’ordine da 2.000, 3.000, 5.000 e 10.000 lire. Della sequenza “Pronto chi parla” la serie presenta alcuni noti monumenti. Ossia: la Torre di Pisa, il tempio di Yakushiji di Nara, Giappone, la Statua della Libertà di New York e la Porta di Brandeburgo a Berlino, Germania. L’intero quantitativo stampato venne esaurito ancor prima dell’emissione, suscitando comprensibile disappunto negli esclusi.

Grande successo hanno registrato le due telecarte Juventus
Grande successo hanno registrato le due telecarte Juventus

Nuovo filone tematico il 10 dicembre 1996, con quattro segni dello zodiaco. Capricorno, Acquario, Sagittario e Cancro i segni prescelti, di ognuno dei quali la carta fornisce un breve profilo. Al retro veduta delle Rocche, soliti valori da 2.000, 3.000, 5.000 e 10.000 lire e indicazione sbagliata dei quantitativi prodotti i quali ammontano a 40.000, 30.000, 25.000 e 20.000 esemplari.

Inferiori, ancora una volta, alle aspettative del mercato collezionistico. Di qui l’ulteriore ritocco all’insù delle tirature: 40.000, 35.000, 30.000 e 25.000 e immagini, nel filone del “Pronto chi parla”, costituite dal Colosseo di Roma, dal Big Ben di Londra, dalla Torre Eiffel di Parigi e la Piramide di Cheope in Egitto. Sul davanti, proposto con l’effetto zoom, la Statua della Libertà del Pianello. Delle quattro carte quella da 10.000 lire (segno che venticinquemila esemplari da 10.000 lire sono troppi), fu in vendita a lungo.

Un’impressione, questa, che trovò piena conferma nel fatto che anche la carta con i Pesci, seconda infornata dei segni zodiacali, era ancora disponibile. Esaurite subito, invece, quelle zodiacali con l’Ariete, il Toro e la Bilancia e, al lato opposto, vedute da angolazioni diverse del Palazzo pubblico.

Letteralmente “bruciate” le due telecarte Juventus del 27 giugno 1997. Valori da 2.000 e 3.000 lire, 80.000 esemplari di tiratura e per immagini il Secondo Trofeo calcistico della Repubblica di San Marino, disputato il 3 agosto contro il New Castle e conquistato dalla Juventus per 3 a 2, nonché la vittoria da parte della “Signora del Calcio”, della Coppa intercontinentale del 1985. Tra i giocatori, il sammarinese Bonini.

San Marino uno e trino

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