Rilanciamo la medaglia d’arte

La medaglia italiana, anche ai nostri giorni, ha in sé le qualità necessarie affinché le si riconosca in campo artistico il ruolo prestigioso che ebbe al suo apparire, nel Rinascimento e nei secoli immediatamente successivi.

Giovani al lavoro presso la Scuola dell'arte della medaglia alla Zecca Poligrafico di Stato
Giovani al lavoro presso la Scuola dell’arte della medaglia alla Zecca Poligrafico di Stato

Nata in un contesto culturale del tutto particolare, espressione di determinati ambienti e strati sociali, la medaglia si presentò come fatto d’arte completamente nuovo ed autonomo, di carattere eminentemente personale che, nel durevole metallo, fissava ed esaltava le sembianze e le doti di un personaggio, attraverso un’immagine che, sviluppandosi al diritto e al rovescio, era forse più completa e suggestiva di una pittura o di una scultura.

La possibilità che essa offriva di essere replicata in modo relativamente semplice ed economico, attraverso la fusione prima, ed ancor più agevolmente poi con la coniazione, ne decretò una rapida diffusione in Italia e all’estero.

Tuttavia, nel tempo, la medaglia pur conservando abitualmente al diritto il ritratto di chi si voleva celebrare, vide mutare il senso e la composizione del rovescio: non più riassunto emblematico e sintesi delle “virtù” dell’effigiato ma sempre più frequentemente documentazione e illustrazione dei fatti e delle opere di cui lo stesso si era reso promotore. In tal modo venivano sfruttate al meglio le qualità propagandistiche e di ostentazione offerte dalla medaglia.

Questo uso strumentale, che nel lungo periodo si sarebbe grandemente rafforzato ed ampliato diffondendosi nei più diversi settori e strati sociali, rese la medaglia sempre meno opera d’arte fine a sé stessa e sempre più condizionata da esigenze di tutt’altra natura e ispirazione.

Un momento decisivo si verificò per la medaglistica a partire dall’inizio del XIX secolo, quando il progresso tecnico creò le condizioni per un più vasto e differenziato sviluppo delle arti applicate.
In alcune di esse – cito ad esempio le arti grafiche – pur nella moltiplicazione con l’ausilio meccanico dell’opera artisitica in serie, mettendo in atto determinati accorgimenti, si seppe mantenere tra i vari tipi di elaborati una netta distinzione e una ben precisa scala di valori.

Jean Varin mostra una moneta a Luigi XIV bambino; tutto intorno monete e medaglie
Jean Varin mostra una moneta a Luigi XIV bambino; tutto intorno monete e medaglie

A tutt’oggi un gran numero di persone, anche grazie ad una costante opera di informazione ed a un’adeguata politica di mercato, sa apprezzare e riconoscere le diversità, dal punto di vista qualitativo e di pregio, di un’opera d’artista moltiplicata in un numero limitato di esemplari e firmata dall’autore, e la stessa riprodotta in rotocalco su rivista o pubblicazioni di grande diffusione.

Altrettanto non è avvenuto nel settore medaglistico dove il senso e il valore della medaglia d’arte, che pure ha continuato ad essere validamente prodotta, è andato via via perdendosi, sommerso e disperso nella marea di coniazioni di tipo industriale-commerciale contemporaneamente in circolazione.

Con un meccanismo, che in un certo modo ricorda quanto avviene nel campo monetario, in cui “la moneta cattiva scaccia dal mercato quella buona”, il tipo di medaglia con il quale il grande pubblico è venuto materialmente in contatto è stato sempre più, con il passare delle generazioni, quello di tipo “mercantile” e strumentale, mentre la vera medaglia artistica è stata apprezzata e seguita, anche per scarsità di notizie, da una cerchia sempre più ristretta di appassionati.

Per contrastare il disorientamento e la non informazione che questo stato di cose, durato troppo a lungo, ha provocato, sono sicuramente utili le mostre e le manifestazioni specializzate del tipo di quelle organizzate con grande impegno dall’AIAM, o gli incontri e le “tavole rotonde”.
Sono però episodi troppo isolati, non sufficienti per far uscire la medaglia d’arte dalla crisi di identità e di popolarità di cui soffre.

A questo punto, a mio parere, è necessario che artisti, critici d’arte, editori e quanti altri hanno serio interesse per la medaglistica, si riuniscano nel tentativo di dare nuovamente una qualche precisa definizione della medaglia d’arte, da tutti accettabile e condivisibile, stabilendo nel contempo norme precise per gli operatori del settore.

Una splendida medaglia in bronzo di Peter Dell datata 1536
Una splendida medaglia in bronzo di Peter Dell datata 1536

Si dovranno stabilire i requisiti e le caratteristiche essenziali, di forma, di dimensione, di contenuto, degli esemplari e concordare che gli stessi rechino la firma dell’artista a garanzia che l’opera è stata eseguita con il suo consenso e approvazione.
Altrettanto importante è che ogni pezzo porti l’indicazione della numerazione progressiva e totale prevista, e che a tiratura esaurita la matrice venga distrutta, biffata, o almeno contrassegnata con un chiaro segno inciso che testimoni che l’edizione è stata ultimata.
Solo dopo aver concordato norme e comportamenti ineccepibili in grado di dare sufficienti garanzie anche al più esigente dei collezionisti si potrà affrontare l’altrettanto importante e decisivo momento di una adeguata pubblicizzazione e diffusione della medaglia d’arte.

Si dovranno pertanto coinvolgere Musei, Enti culturali, Gallerie private e pubbliche, Associazioni e Circoli numismatici e ottenere nel contempo il supporto indispensabile della stampa a larga diffusione e di quella specializzata.
Credo che per portare avanti un compito così ampio sarà opportuno, se non indispensabile, creare un apposito Consorzio o Centro, come già è avvenuto in altri settori, che si ponga come punto di riferimento costante, in grado di svolgere metodicamente i programmi e fornire le informazioni e le documentazioni necessarie; potrà da un lato aggregare e armonizzare le attività e le proposte dei singoli operatori, dall’altro assistere e tutelare le aspettative dei collezionisti e degli appassionati.

Rilanciamo la medaglia d’arte

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