Quattro periodi e cinque ostacoli…

Con questa serie di articoli intendiamo dare al neofita tutta una serie di informazioni e suggerimenti che possano aiutarlo ad evitare gli errori tipici del noviziato.
Dove acquistare, come pulire o conservare gli esemplari della propria collezione, che testi usare ed altro ancora sono gli argomenti che toccheremo di volta in volta.

Esempio di monetazione arcaica: LUCANIA, Metapontum, statere del VI-V secolo a.C.
Esempio di monetazione arcaica: LUCANIA, Metapontum, statere del VI-V secolo a.C.

Prima di tutto è opportuno spiegare che la numismatica è la scienza che studia le monete sotto vari aspetti quali economia, legislazione, arte, geografia.
In sostanza le monete ci raccontano nel modo più fedele possibile la storia dell’umanità.
Al pari dell’uomo anche per la moneta vengono fissati quattro periodi distinti: l’antico comprendente la monetazione greca, romana e bizantina – il medioevale che spazia dall’epoca barbarica/carolingia sino alla scoperta dell’America – il moderno, dal 1492 sino all’avvento di Napoleone e il contemporaneo, da Napoleone ai giorni nostri.

In questo articolo partiamo da una visione generale della colossale monetazione greca, geograficamente divisibile in quattro parti: Italia, Europa, Asia e Africa.
Circa 7 secoli di vita (il doppio includendo il periodo romano imperiale e bizantino) e oltre 600 re e dinastie quali autorità emittenti sono le credenziali di questa affascinante quanto impegnativa collezione, unica per bellezza e varietà di conii.
Non è azzardato dire che l’area italiana, siciliana in particolare, ha sempre riscosso maggior interesse nelle vendite pubbliche mondiali.

Dracma di Mitridate II (Parthia), coniata tra il 128 e l'88 a.C.
Dracma di Mitridate II (Parthia), coniata tra il 128 e l’88 a.C.

Il fenomeno è di facile comprensione se pensiamo che sul nostro suolo sono state coniate le più belle monete dell’epoca classica. Cominciamo quindi a dividere i periodi che compongono i 700 anni di monetazione greca: dal 700 al 480 a.C. troviamo l’arte arcaica – dal 480 al 415 a.C. quello di transizione – dal 415 al 280 a.C. quello dell’arte “fine” (con lieve declino dal 336) e dal 280 al 27 a.C. il periodo di evidente declino, con conseguente “imbruttimento” delle monete.

Analizzando la monetazione aurea, peraltro non molto comune in questo periodo, troviamo l’unità di valore, lo statere, con i suoi multipli di statere (2 stateri) tetrastatere (4 stateri) pentastatere (5 stateri) e le sue frazioni equivalenti a 1/2, 1/3, 1/6 e 1/8.
Il rapporto di valore tra l’oro e l’argento era di 1 a 10.
Per l’argento l’unità di valore è la dracma (o dramma), di cui esistono numerosi multipli e sottomultipli.

Bronzo siculo Aitna coniato prima del 339 a.C.
Bronzo siculo Aitna coniato prima del 339 a.C.

Dare una indicazione dei pesi, anche approssimativa, è pressoché impossibile a causa delle numerose variazioni esistenti tra i sistemi monetari (Attico, Egenetico, Corinzio).
È in questo metallo che troviamo le più belle e prestigiose monete. Stupendi tetradrammi raffiguranti busti di re, divinità, animali o arnesi di vita quotidiana (anfore, tripodi, archi, clave) sono secondi per importanza solo ai maestosi decadrammi, rarissimi pezzi d’ostentazione del considerevole peso di 43 grammi circa che spesso recano le firme di maestri incisori quali Euainetos, Kimon, Eucleidas.

Senza però “scomodare” simili esemplari, alla portata di pochi o pochissimi fortunati, potremo mettere in collezione delle belle dracme, degli altrettanto belli stateri e simpatici oboli o frazioni in buono stato di conservazione.
Maggiori proseliti ha sicuramente il bronzo, la cui unità di valore era la lira, meno costoso dei fratelli “nobili” ma non per questo molto inferiore come qualità artistica.

Tetradramma coniato dalla Zecca di Catania nel 461/413 a.C.
Tetradramma coniato dalla Zecca di Catania nel 461/413 a.C.

Data l’essenzialità di questo metallo, nato per monete spicciole e quindi destinato ad un grande uso, è di difficile reperimento in ottimo stato di conservazione.
Chiunque voglia intraprendere questa affascinante collezione deve però mettere in preventivo alcuni ostacoli da superare:

1) Conoscenza del greco, anche se in forma ridotta.
2) Esiguità di materiale sul mercato nazionale.
3) Disponibilità economica.
4) Ridottissima quantità di libri in italiano.
5) La legislatura italiana che da quasi 100 anni penalizza il mercato delle monete classiche, favorendo di fatto la fuga di materiale all’estero.

TEBE (Beozia): statere in argento del IV secolo a.C.
TEBE (Beozia): statere in argento del IV secolo a.C.

Superati questi ostacoli il consiglio è di comprare attraverso le aste (che rilasciano regolare fattura da tenere sempre) o da commercianti di comprovata serietà, evitando acquisti da improvvisati o sconosciuti che hanno sempre qualche “affarone” da proporre.

 

 

Quattro periodi e cinque ostacoli

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