Pace in terra agli…

…uomini di buona volontà.

Il Natale – si sa – è una delle tematiche più seguite. Ed il Natale – anche questo si sa – è la festa che più di ogni altra induce nei cuori sentimenti di pace, di fratellanza e di amore: sentimenti dei quali, dopo l’11 settembre, sentiamo particolarmente bisogno.

“Pace in terra agli uomini di buona volontà”. Diciamo la verità: mai come in quell’anno se n’è sentito il bisogno. Specialmente in quelle terre che per prime ascoltarono l’angelico annuncio duemila anni fa o poco più.
Ma dopo l’11 settembre la pace è come se si fosse connotata di un significato diverso: non solo e non tanto come assenza di guerra, di bombe, di distruzione – che pure prima o dopo ci sarà – ma come pace interiore, un equilibrio venuto meno dopo il crollo delle Due Torri. Con esse sono crollate molte certezze e tutti ci siamo sentiti un po’ più vulnerabili.

A ricordarcelo può essere anche una busta bruciacchiata come quella dell’articolo seguente. Sì è proprio una di quelle venute giù dalle Torri in fiamme in mezzo a quella pioggia di carte che chissà quante volte avremo viste in televisione in un macabro e masochistico replay: era a bordo d’uno dei due aerei che sono andati a schiantarsi contro i due grattacieli orgoglio della città.

Ma per tirarci su, il Natale è certamente la festa più indicata dell’anno: col suo camino e il cenone della Vigilia (per chi è solito affrancare col valore laico delle serie di Buon Natale…); con la sua messa di mezzanotte e i gioiosi canti natalizi (per chi ama affrancare col valore religioso!).

Ed anche i francobolli in tutto questo hanno la loro brava parte. Non a caso, in un referendum svolto tanti anni fa tra i suoi lettori, Cronaca Filatelica rilevò che la tematica natalizia risultava ai primissimi posti: alla 4ª, per la precisione, dopo l’Arte, lo Spazio e l’Arte di Francia.

Non è quindi un caso che annualmente ci si torna sopra, poiché sappiamo che, tra i francobolli a tema, questi sono sempre tra i più amati dai collezionisiti.
E allora vediamone alcuni usciti nel 2001 e che difficilmente dimenticheremo, in un ideale giro del mondo sul filo delle luminarie e delle melodie natalizie.

Cominciamo naturalmente, trattandosi della festa che ricorda la nascita del Salvatore, dal Vaticano (L. 800, L. 1.200, L. 1.500) dove il 22 novembre furono emessi tre valori ispirati ad altrettanti smalti a soggetto natalizio (Annunciazione, Natività, Adorazione dei Magi) realizzati da G. Weinert alla fine degli anni Sessanta e che fanno parte della collezione d’arte religiosa e moderna del Vaticano.

Da San Pietro a Roma il passo è veramente breve. L’Italia (30 ottobre 2001: L. 800, L. 1.000) ci propone il bel mosaico che fa mostra di sé nell’abside della Basilica di Santa Maria Maggiore: è naturalmente ispirato alla Natività ed è opera di Giacomo Torriti. Di grande attualità l’altro valore con quella madre che, tra i flutti, stringe al petto il suo bambino sullo sfondo d’una carretta del mare.

Restando nell’ambito dell’area italiana San Marino (18 ottobre 2001: L. 800 x 16 in foglietto) ci propone un originale foglietto firmato da Nicoletta Ceccoli sul tema “la terra e il cielo diventano un tutt’uno con la nascita di Gesù ed il Monte Titano si proietta nel cielo per accoglierlo”: è un vero e proprio tripudio di angeli e pastori che convergono verso la grotta situata ai piedi delle Tre Penne.

Ma varchiamo ora le Alpi ed andiamo in Svizzera (90c) guidati da una scintillante stella di vetro, di quelle che si mettono sull’albero di Natale come decorazione finale: il valore è stato realizzato da Bernadette Boltis.

Grotta della Natività, disegnata da Jacques Doppée per il Belgio (12 novembre 2001: F. 15). Il valore è disponibile solo in foglietto da 20 pezzi.

Tre i valori del Liechtenstein (70r, 90r, 130r) con medaglioni raffiguranti, rispettivamente, l’Annunciazione, la Natività e la presentazione al Tempio di Gesù. Più numerosi i valori di Svezia, che sono disponibili in varie versioni: 5 gli autoadesivi in libretto (K. 45) con altrettante decorazioni natalizie; 1 valore in rotolo con un albero di Natale, sempre per l’interno; 2 valori da K. 6 per l’estero: un albero ed un cavalluccio impacchettato ed infiocchettato. Ancora autoadesivi dalla Finlandia (M. 2.50, M. 3.60) con allegri folletti.

Ed eccoci alle isole del Canale: Jersey (6 novembre 2001) ha dedicato una serie di ben 10 valori a campane e campanelle natalizie. Ce ne sono di sacre (chiese, coretti musicali ecc) e di profane (sull’albero di Natale, sulla slitta di Babbo Natale ecc.). Cinque possono affrancare la corrispondenza per l’interno e cinque quella diretta in Gran Bretagna e le altre isole del Canale.

Guernsey si è ispirata invece, per la sua serie, alle luci di Natale: sono 6 valori (19p, 27p, 36p, 40p, 45p, 65p) con case, strade e alberi pieni di allegre luminarie natalizie. Due romantiche chiesette innevate ci sono proposte dall’Islanda (8 novembre 2001): sono quelle di Kjolarnes, costruita nel 1857, e quella di Wiomyri, costruita nel 1936. Uno dei due valori (quello per buste non superiori ai 20 grammi) è distribuito in libretto da K. 42.

Cinque i valori di Gran Bretagna (1ª classe, 2ª classe, lettera E, 45p, 65p) con uccellini tra pupazzi di neve, rami addobbati e fontane ghiacciate. Anche a Londra hanno previsto due libretti: uno per 12 valori di 1ª classe ed un altro per 24 di 2ª classe.
Una mezzaluna sui tacchi a spillo e che porta a spasso un alberello di Natale è l’idea realizzata da Olga Cechovà per conto della Repubblica Ceca (16 novembre 2001: K. 5.40).

Due presepi sono invece proposti dalla cattolica Polonia (27 novembre 2001: Z. 1 e Z. 1.90). Provengono dalla collezione di Henryk Tomaszewski. Una statua lignea del XVI secolo di Madonna con Bambino è la proposta dell’Estonia (K. 6.50). Albero natalizio e mangiatoia sui valori invece di Lituania (L. 1 e L. 1.70). E due sono pure i valori di Cipro (13c e 25c), che celebrano gli otto secoli della fondazione del Monastero di Macheras, la cui chiesa fu dai monaci dedicata alla Madonna. E proprio la Vergine miracolosa lì venerata figura sul primo dei valori della serie.

Ancora una Madonna con Bambino dalla Macedonia (D. 30), da Monaco (F. 3), dalla Germania (110pf+50pf) e dalla Spagna. Questi utimi due Paesi ci propongono, rispettivamente, opere di Alfredo Roldàn e José de Ribera.

L’Angelo dell’Annunciazione ci arriva invece da Andorra Spagnola (40p), mentre un bel Bambin Gesù viene dall’Austria (S. 7). Triangolari e laici, con addobbi natalizi, i due valori emessi dalla Romania (L. 2.500).
San Nicola, vescovo di Mira e grandemente venerato a Bari, sul francobollo di Lussemburgo. È lui, infatti, che ama portare doni ai bambini in occasione delle festività. Ed in questa veste ci è proposto sul valore del Granducato.

La presentazione al Tempio di Gesù e la Fuga in Egitto sono i due momenti, tratti rispettivamente dai vangeli di Matteo e Luca, prescelti dalle Faroer (k. 5 e K. 6.50).

Ma usciamo finalmente dalla vecchia Europa per volare oltremare. I valori degli Stati Uniti (35c x 4 per la parte laica della serie, 34c per la parte religiosa). Primi al mondo a proporre la tradizionale emissione di fine anno in versione laica ed in versione religiosa, questa volta il laico Babbo Natale americano – è proprio il caso di dirlo – si è fatto addirittura in quattro… il valore religioso della madre con Bambino è invece un bel quadro di Lorenzo Costa, attualmente conservato al Philadelphia Museum of Art.

Quasi un racconto per immagini della Natività sui sei valori della serie di Nuova Zelanda (40c, 80c, 90c, $ 1.30, $ 1.50, $2): dal Bambino con la Madonna nella grotta dell’annuncio della lieta novella ai pastori da parte degli angeli. Albero di Natale e stella di Natale dall’Australia (4 settembre 2001: 40c e 80c), che dà la possibilità di personalizzare la bandella che completa la serie. Il momento dell’Annunciazione a Maria da parte dell’Arcangelo Gabriele è la scelta fatta dalle Poste dell’Argentina (24 novembre 2001: 75c).

Due coretti natalizi di bambini d’ogni nazionalità ci giungono dalle Antille Olandesi (40c e 150c): uno si tiene davanti ad una chiesa, l’altro presso la mangiatoia dove riposa il Bambin Gesù. Un albero – non un pino natalizio una volta tanto – ma comunque ricoperto di luci ed un angelo con le ali in primo piano sono infine i due originali soggetti del Sudafrica (R. 2 e R. 3).

 

Tanti auguri autoadesivi

Con l’antrace che tanta paura e preoccupazione ha creato nel mondo, ed in particolare negli Stati Uniti (ma anche in Italia dove, a parte guanti e mascherine, aziende private erano scese in campo per dar man forte alle Poste), non c’è il benché minimo riferimento diretto. Un dato è certo ed è che il numero dei Buon Natale stampati su supporto autoadesivo va crescendo a vista d’occhio.

La palma, guarda caso è proprio detenuta dagli Stati Uniti. Dove il primo Buon Natale stampato su supporto autoadesivo debuttò, con risultati non proprio soddisfacenti, il 15 novembre 1974. Quando, per spedire un biglietto augurale bastavano 10 centesimi, poi successivamente nel 2001, ce ne volevano 34.

In libretto autoadesivo 2001 era, tanto per cominciare, la Madonna col Bambino, dipinta da Lorenzo Costa, l’artista di Ferrara (città nella quale nacque nel 1460), attivo soprattutto a Bologna dove recepì gli influssi della pittura di Antonello da Messina, acquistando però un suo particolare modo di dipingere caratterizzato dalla rappresentazione statica e solenne con un acceso cromatismo. Subendo, dopo il 1500, anche l’influsso della pittura del Perugino e di Filippo Lippi.

Da 34 centesimi la Madonna con Bambino, messa in calendario l’anno precedente ed in seguito cancellata senza alcun motivo apparente, assieme ai quattro Babbo Natale, è conservata al Museo d’arte di Philadelphia. Del libretto-paginetta, nel quale sono raggruppati venti esemplari, la Banconote Corporation d’America ha sfornato 800 milioni di pezzi singoli.

Un’enormità, certo, che impallidisce, se raffrontata con i quattro Babbo Natale da 34 centesimi, proposto in tutte (o quasi) le salse. E con le immagini di dimensione diversa, per cui si tratta di francobolli diversi, pur conservando la medesima illustrazione e lo stesso valore (in un caso scritto, assieme alla sigla Usa, in colori differenti rispetto a tutti i restanti).

C’è, tanto per incomiciare, il libretto da 20, sfornato dall’Avery Dennison, in 201 milioni; quindi la paginetta-libretto ancora da 20, ma stampato dall’American Packaging Corporation (125 milioni); ancora il libretto-paginetta da venti, anch’esso prodotto dalla Apc (1.5 miliardi). Tirate le somme, risulta che l’offerta statunitense di francobolli natalizi autoadesivi ammontava a 2.76 miliardi. Un quantitativo davvero da superpotenza planetaria.

Fu così, potete starne sicuri, anche per il Natale del 2002, del quale Washington aveva già distribuito le immagini, costituite da pupazzi di neve.
All’altro capo del mondo, in Nuova Zelanda, che il Natale 2001 lo festeggiò assieme al Vaticano, era possibile spedire auguri adoperando anche il 40 centesimi autoadesivo venduto in rotoli da cento tramite pratica scatoletta. Autoadesivi pure i due pezzi di Finlandia; cinque degli otto esemplari di Svezia.

E, anche i due pezzi contraddistinti con le lettere B e D al posto dell’indicazione del valore postale, così da essere adoperati anche in caso di aumenti tariffari, che la Slovenia propose attraverso due libretti.

Così come gli Stati Uniti, in questo Natale 2001 la Gran Bretagna, sempre molto legata ai destini della sua ex colonia, decise di mettere in vendita solamente ed esclusivamente francobolli autoadesivi. Cinque in tutto, con valori da 45 e 65p, mentre i tre restanti erano destinati alla corrispondenza di prima classe (l’equivalente del nostro prioritario), seconda classe (posta economica) e agli invii aventi per destinazione l’Europa.

A loro volta l’uccellino che porta del vischio alla propria infreddolita compagna, prima classe, e il pupazzo di neve, al quale due premurosi passerotti avvolgono una sciarpa, e destinato alle lettere di seconda classe, erano distribuiti attraverso libretto, rigorosamente autoadesivi. Nel caso del taglio di prima classe gli esemplari raggruppati erano 12, mentre in quello di seconda classe il loro numero era doppio.
In versione autoadesiva l’Australia propose a sua volta il taglio da 40 centesimi.

 

Da Christkindl a Bethlehem

Furono due anche nel 2001 gli annulli natalizi con i quali venne bollata la corrispondenza in partenza dal Paese di Gesù Bambino, Christkindl, appunto. Il primo dei due annulli proponeva una Natività e fu utilizzato dal 1 al 26 dicembre, mentre il secondo, con i Magi che portano i doni al Redentore, entrò in servizio il 37 dicembre per rimanervi fino al 6 gennaio 2002.

Annullo natalizio anche a Bethlehem, che l’espansione urbanistica di Berna ha finito col ridurre a quartiere della città. La natività che figura sull’annullo elvetico è stata realizzata da Reinhard Fluri di Halten, al quale le Poste di Guglielmo Tell hanno affidato l’incarico di predisporre i disegni degli annulli che sarebbero stati usati nei seguenti cinque anni.

Fino allora gli annulli natalizi di Bethlehem erano stati predisposti da Thoma Uehlinger; un artista che viveva e operava proprio nel sobborgo bernese, dove ogni anno veniva aperto l’ufficio postale natalizio. Per avere gli annulli di Christkindl, o di Bethlehem, era sufficiente mandare buste regolarmente affrancate con francobolli rispettivamente a Postamt 4411 Christkindl, Austria e Filatelia della Posta di Bethlehem, 3000 Berna 1, Svizzera.

Naturalmente annulli natalizi erano in programma in tantissime altre località. Tra queste, in Austria, c’era Oberdorf, dove per la prima volta fu suonata e cantata la celeberrima canzone Stille Nacht; in Germania: Himmelstadt, Reimscheid, Berlino, Essen, Himmelpfort. Tra le non poche obliterazioni della Gran Bretagna, si fece notare quella di Bethlehem Llandeilo, in uso dal 6 novembre e 20 dicembre.

Pace in terra agli

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