Optional numismatici

Come già accennato in altri articoli, alcune monete o medaglie possono avere caratteristiche particolari, autentici “optional” acquisiti dalla nascita o col tempo e che non tutte le monete/medaglie nate dalla stessa produzione posseggono.
Non resta quindi che approfondire l’argomento.

Esempio di patina verde uniforme
Esempio di patina verde uniforme

La patina. Nasce dall’ossidazione del metallo (argento-rame/bronzo/oricalco) al prolungato contatto (molti anni) con agenti chimici presenti nell’aria e nel sottosuolo. Poiché questa caratteristica dona alla moneta un fascino particolare, e di conseguenza un maggior valore, è chiaro perché venga imitata, anche se con risultati fortunatamente non ancora ottimali. A seconda del luogo o del terreno ove la moneta ha riposato per tutti questi lustri, cambia il colore o la tonalità della patina; si va dal verde chiaro al marrone, dal blu al rossiccio o al nerastro passando per tutte le gradazioni.

Patina marrone su un sesterzio imperiale
Patina marrone su un sesterzio imperiale

La cosiddetta “patina di fiume” non è una vera patina, anzi.
Si definiscono in questo modo le monete che si presentano con la caratteristica colorazione metallica, tipica proprio di quegli esemplari che sono stati rinvenuti nei corsi d’acqua.

Colorazione. Al contrario della patina, solida e tangibile, la colorazione è incorporea, quasi fosse un velo trasparente di colore appoggiato alla moneta. Proprio per questa differenza sostanziale ritengo che tutti noi sbagliamo nel chiamare “patinate” le monete in argento.

Esemplare argenteo di Firenze con bellissima colorazione azzurro intenso
Esemplare argenteo di Firenze con bellissima colorazione azzurro intenso

Pur non possedendo la vasta gamma di colori propria del rame anche nell’argento troviamo colorazioni diverse: blu quella più comune, nero ed iridescente quelle meno.

Corrosione/Porosità. Ho accomunato le due voci perché quasi sempre sono la stessa cosa. Quando, esaminando un esemplare con una lente a forte ingrandimento (min. x 10), notiamo che la superficie non è perfettamente liscia ma si presenta “a buccia d’arancia”, ci troviamo di fronte a porosità che possono essere normali solo se l’esemplare è stato ottenuto mediante fusione. Diversamente la moneta/medaglia è stata a contatto o con un terreno particolarmente “aggressivo” (è il caso di molte monete antiche) oppure con acidi usati per togliere incrostazioni ormai troppo radicate.

In questo ultimo caso la perdita di valore è proporzionale sia alla gravità delle porosità (diffusione, profondità) che alla zona colpita; maggiore è il fastidio se interessa cose importanti quali, busto, stemma o raffigurazione del rovescio piuttosto che secondarie come i margini e i campi.

Schiacciature. Caratteristica tipica della monetazione antica e medioevale, quasi sconosciuta in quella moderna, la schiacciatura è un altro di quegli “optional” che purtroppo determinano un deprezzamento dell’esemplare. Per valutare la gravità, in termini economici, della schiacciatura valgono gli stessi canoni usati per le corrosioni/porosità.

Di conio o non di conio i graffi sono sempre poco gradevoli
Di conio o non di conio i graffi sono sempre poco gradevoli

Graffi. Possono essere di conio (in tal caso il deprezzamento è minimo) o postumi, e in tal caso la perdita di valore è maggiore. Per effettuare una sorta di distinzione in alcuni cataloghi i primi vengono chiamati sgraffi.

Centratura/Decentratura. Altra caratteristica importante nella valutazione di una moneta antica è la centratura. Dati i primitivi sistemi di coniatura è ovvio che le monete romane si presentano sovente con almeno uno dei due lati non perfettamente centrato.
Sempre che la cosa non sia eccessiva, non esiste variazione di prezzo.

Le corrosioni non risparmiano nemmeno le monete moderne
Le corrosioni non risparmiano nemmeno le monete moderne

Modulo. Capita che, pur avendo eseguito perfettamente la battitura, una parte di leggenda non sia riconoscibile: è stato usato un tondello più piccolo del normale o non abbastanza riscaldato e quindi non si è allargato a sufficienza sotto la pressione del conio. Esemplari con un modulo eccezionalmente largo avranno una valutazione superiore alla norma, quelli con un modulo stretto al contrario saranno deprezzati.

Schiacciatura su una piccolissima moneta longobarda (ingrandita 3 volte)
Schiacciatura su una piccolissima moneta longobarda (ingrandita 3 volte)

Stile. Non è un vero e proprio “optional” in quanto, al contrario degli altri pregi e difetti prima citati che possono interessare anche una sola moneta, lo stile è proprio di tutti gli esemplari nati dallo stesso conio. Comunque è bene citare che anche questa caratteristica ha il suo peso, talvolta rilevante, sulla valutazione di una moneta.

Esempio di moneta decentrata
Esempio di moneta decentrata

Ovviamente solo le monete antiche e talvolta quelle medioevali possono vantare uno stile differente dalla maggior parte degli esemplari loro simili mentre questo non avviene per la monetazione moderna e contemporanea dove tutte le monete, anche se prodotte con conii differenti, sono perfettamente uguali.

Severo, ricercato, insolito, maestoso, fine, superbo, barbarico ad altri ancora sono gli aggettivi che solitamente si usano per descriverlo.

Optional numismatici

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