Nessuno si è mai accorto…

…dei caratteri più piccoli.

Diritto della piastra di Ferdinando II del 1839, tabella B, secondo tipo
Diritto della piastra di Ferdinando II del 1839, tabella B, secondo tipo

La monetazione di Ferdinando II non finisce di riservare sorprese e varianti inedite soprattutto per le piastre da 120 grana. I pur documentati, attenti e puntuali studi svolti finora non fanno in tempo ad essere pubblicati che già appaiono più o meno lacunosi.

Veramente le piastre di Ferdinando II comprovano come nel grande libro della numismatica non sia mai possibile mettere la parola fine a qualsiasi capitolo. Le immagini variate (5 i tipi fondamentali), il taglio inciso ora al diritto e ora al rovescio, la composizione dello stemma, la forma e gli ornamenti della corona, i caratteri delle leggende infine, ora normali e ora piccoli, fanno quasi di ogni piastra una moneta a sé, diversa da tutte le altre.

In questo articolo propongo una più corretta catalogazione delle piastre del 1838 e 1839 in base ai caratteri delle leggende. Il contributo è di grande rilievo soprattutto per le piastre del 1839 che fino ad oggi, inspiegabilmente (è il caso di dirlo) sono state sempre classificate impropriamente come se avessero i caratteri normali mentre invece presentano i caratteri piccoli. Spuntano così fuori altre 5 varianti inedite e solo nell’arco di 2 anni. Di questo passo il romanzo delle piastre di Ferdinando II, battendo ogni record in fatto di varianti, si candida ad entrare nel Guinnes dei primati.

Fra le molte imprecisioni connesse alla catalogazione delle piastre di Ferdinando II di Borbone e delle loro varianti, un posto di rilievo occupano quelle relative al biennio 1838-1839.

Rovescio della piastra di Ferdinando II del 1839, tabella B, secondo tipo
Rovescio della piastra di Ferdinando II del 1839, tabella B, secondo tipo

Proprio durante tale periodo, per la composizione delle leggende delle monete, presso la zecca di Napoli fu adottato un nuovo carattere, stilisticamente uguale a quello utilizzato nel periodo 1831-1837, ma di dimensione inferiore: poco più di due millimetri in altezza, contro i tre del precedente.

Tale innovazione, apparentemente insignificante, contribuì non poco ad elevare il livello artistico delle piastre, rendendole esteticamente più snelle e moderne; inoltre, l’alleggerimento del campo, mise adeguatamente in risalto l’effige del sovrano, fino a quel momento troppo addossata alla scritta, soprattutto lungo il contorno superiore. In questo senso, non si può escludere che la precedente modifica attuata nel 1835, con la quale la leggenda del diritto era stata separata in due parti, fosse proprio dovuta al tentativo di correggere tale difetto.

In ogni caso, le leggende composte col nuovo carattere si affermarono a tal punto, da essere utilizzate ininterrottamente per le piastre fino alla morte del sovrano, avvenuta nel 1859. Soltanto negli ultimi anni, a partire dal 1856, parallelamente ai nuovi caratteri, furono utilizzati i caratteri cosiddetti pesanti, aventi la stessa dimensione ma di diverso stile.

Nel 1838, accanto alla normale produzione di piastre coi vecchi caratteri, si diede inizio alla coniazione di esemplari recanti la leggenda del diritto in caratteri piccoli e, successivamente, sempre con lo stesso millesimo, ad esemplari aventi leggende con caratteri piccoli sia al diritto che al rovescio.
Prescindendo momentaneamente dal taglio inciso al diritto o al rovescio, e dalle altre particolarità, sono pertanto tre i tipi fondamentali per l’anno 1838:

 

Naturalmente, questa classificazione potrebbe far nascere il sospetto dell’esistenza di un quarto tipo, con caratteri normali al diritto e piccoli al rovescio. A mio avviso, tale ipotesi è da scartare, in quanto contrasterebbe con la già citata esigenza di modificare proprio la rappresentazione del diritto della moneta; a confermare questa supposizione è la recente scoperta della piastra della collezione Bovi, nonché il fatto che, a tutt’oggi, non sono mai stati rinvenuti esemplari siffatti.

A questo punto sarebbe stato lecito pensare che, per il successivo anno 1839, la zecca avesse continuato la regolare coniazione delle piastre esclusivamente con i nuovi caratteri piccoli, sia al diritto che al rovescio; ho rinvenuto però una variante inedita che contraddice tale semplice deduzione; si tratta di una piastra con i caratteri piccoli al diritto e normali al rovescio; presumibilmente tale moneta è stata battuta utilizzando per il rovescio un vecchio conio, un’usanza tutt’altro che rara nella zecca di Napoli.

Dunque, per analogia, per l’anno 1839, lo schema completo è il seguente:

È superfluo sottolineare ancora una volta come, anche per questa classificazione, sia assolutamente improponibile l’esistenza di esemplari con i vecchi caratteri al diritto, per gli stessi motivi citati in precedenza. Purtroppo, un rapido confronto fra le due tabelle appena descritte e le principali catalogazioni, susseguitesi nel corso degli anni, fa risaltare numerose imprecisioni.

In particolare, per l’anno 1838, il Pagani, il primo ad accorgersi dell’esistenza di esemplari del 3° tipo della tabella A, classificandoli al n. 198b come C.N.I. 88 e D’Incerti 178c, confonde inspiegabimente il 3° col 2° tipo della tabella A (peraltro omettendo quest’ultimo).

Per l’anno 1839, il confronto è addirittura sorprendente; tuttoggi, nessun autore ha mai evidenziato il fatto che le leggende hanno i caratteri piccoli! E così, tutte le piastre aventi tale millesimo sono sempre state descritte come aventi i caratteri normali. Questa la descrizione cronologica della variante del 1839 (2° tipo della tabella B), di altre quattro varianti di minore importanza; sono tutti esemplari inediti, facenti parte della mia collezione, a completa disposizione di quegli studiosi che avessero necessità di approfondire l’argomento.

ANNO 1838 (TABELLA “A”)

1° tipo – Taglio inciso al rovescio; giglio equiverso. Caratteri normali al diritto e al rovescio; punteggiatura completa. Al rovescio sette quadratini nello scudetto del Portogallo.
– Taglio inciso al rovescio; giglio equiverso. Caratteri normali al diritto e al rovescio; punteggiatura completa. Al rovescio leone senza coda; sette quadratini nello scudetto del Portogallo; manca il consueto spazio tra G. e 120.
2° tipo – Nessuna nuova variante da segnalare.
3° tipo – Taglio inciso al diritto; giglio equiverso. Caratteri piccoli al diritto e al rovescio; punteggiatura completa. Al rovescio sei quadratini ed una pallina finale nello scudetto del Portogallo; la fascia della corona prolungata in basso da due trattini.

ANNO 1839 (TABELLA “B”)

1° tipo – Taglio inciso al rovescio; giglio equiverso. Caratteri piccoli al diritto e al rovescio; punteggiatura completa ma, limitatamente al rovescio, composta da quadratini. Al rovescio sette quadratini nello scudetto del Portogallo.
2° tipo – Taglio inciso al diritto; giglio equiverso. Caratteri piccoli al diritto e normali al rovescio; punteggiatura completa. Al rovescio sette quadratini nello scudetto del Portogallo; la torre dello scudetto di Castiglia poggiante direttamente sulla cornice.

Nessuno si è mai accorto

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