Italo Cenni: l’arte veste la divisa

Italo Cenni è uno dei grandi figli d’arte della pittura e dell’illustrazione militari italiane. Nacque a Milano nel 1875, unico figlio del massimo uniformologo di quel periodo, Quinto Cenni, che lo avviò al disegno e lo iscrisse all’Accademia di Brera.
Per oltre vent’anni tenne la cattedra di disegno al collegio arcivescovile di Saronno.

Nizza Cavalleria
Nizza Cavalleria

Specialista di paesaggi, di cavalli, di scene di caccia e di episodi militari, dipinse molti olii, tempere e acquerelli oggi tutte in collezioni private soprattutto lombarde. Come tutti i figli d’arte, la sua caratteristica fu la straordinaria duttilità nelle diverse tecniche.
Cenni iniziò a dedicarsi ai bozzetti per cartoline illustrate nel 1911, nel primo periodo del conflitto italo-turco, per conto dell’editore Vallardi, che ne pubblicò 52 soggetti diversi.

Ma il periodo che più lo vide impegnato con le cartoline militari va dal 1928 al 1943: in questi quindici anni gli vennero commissionati circa 200 soggetti per varie Armi.
Soprattutto si dedicò alla Cavalleria, dal momento che nel realizzare disegni di cavalli, battaglie equestri era maestro.

23° Reggimento Artiglieria del Timavo
23° Reggimento Artiglieria del Timavo

Anche nei bozzetti cartofili si nota la sua tendenza prettamente pittorica, a differenza del padre, più illustratore, nei cui disegni predominano i tratti chinati.
Nel 1942 in pieno conflitto mondiale, Italo Cenni suggerisce allo Stato Maggiore dell’Esercito un’idea che ebbe grande partecipazione e successo: una “mostra degi artisti italiani in armi”.

Disegno di Giuseppe Fontanelli alla prima Mostra degli artisti italiani in armi
Disegno di Giuseppe Fontanelli alla prima Mostra degli artisti italiani in armi

Dalle opere migliori, o meglio più significative, si sarebbero in seguito ricavate dieci cartoline in franchigia da distribuire ai soldati impegnati sui vari fronti.
Italo Cenni affiancò il presidente della commissione giudicatrice e il lavoro fu molto perché alla mostra aderirono circa 250 militari che presentarono 800 tra pitture, sculture, disegni, xilografie, eccetera, che furono esposte a partire dal giugno 1942 al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nelle stesse sale che dieci anni prima avevano ospitato la grande mostra della Rivoluzione fascista.

Reggimento Lancieri di Vittorio Emanuele II
Reggimento Lancieri di Vittorio Emanuele II

In quella manifestazione si distinsero vari giovani artisti, tra i quali segnaliamo Michele Agnoletto, Giuseppe Fontanelli, Silvio Olivo e Gino Spalmach.
I collezionisti di materiale militare e soprattutto quelli di franchigie militari conoscono bene questa serie di dieci cartoline che oggi sono stimate 25-30 euro l’una.
Nella primavera del 1942 la mostra fu propagandata con l’emissione di due speciali cartoline in franchigia: una a colori riproduceva il manifesto della mostra stessa, l’altra era una delle solite franchigie su cartoncino leggero grigio-celeste con sulla sinistra una vignetta con elmetto, alloro e baionette.

Abbozziamo una rapida cartolista delle cartoline di Italo Cenni:
– Attentato a Vittorio Emanuele III
– Aviatori volontari (guerra italo-turca)
– Scuola tiro artiglieria
– Coloniali
– 14° Squadroni Cavalieri Amhara
– Comando 2° Gruppo Squadr. Savari
– Cavalleria
– Propagandistiche fasciste
– Cartoline per scout
– Sportive
– Paesaggi di montagna

Disegno di Michele Agnoletto
Disegno di Michele Agnoletto
Prima mostra artisti italiani in armi
Prima mostra artisti italiani in armi
Propagandistica 1° guerra
Propagandistica 1° guerra

Italo Cenni l’arte veste la divisa

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