Italma, acmonital e bronzital

La vecchia monetazione: ricercatissime le serie del '46 e del '47
La vecchia monetazione: ricercatissime le serie del ’46 e del ’47

Il 2 giugno 1946 è la data che decretò, a seguito di un referendum popolare, la fine della monarchia in Italia e l’inizio della Repubblica e con essa della nuova monetazione, basata sull’impiego dell’italma.
Proprio con questo leggerissimo quanto delicato metallo, composto per il 96.2% da alluminio, per il 3,5% da magnesio e per il restante 0,3% da manganese, sono state prodotte le prime monete da lire 10, 5, 2 e 1 recanti i millesimi che vanno dal 1946 al 1950.

Nel ’51 la prima monetazione opera della coppia Romagnoli/Giampaoli, che tra l’altro firmerà anche le 50 e 100 lire, viene definitivamente sospesa per lasciare il posto a quella nuova, di minori dimensioni, la cui realizzazione è del solito Romagnoli.
Due anni senza la pezzatura da 2 lire ed ecco che, nel 1953, riappare questo nominale, anch’egli più piccolo e leggero del suo simile che va a sostituire. A seguito della continua svalutazione, lo Stato fu costretto all’emissione di nuove monete metalliche dal valore facciale maggiore: nel 1954 nascono le 50 lire, nel ’55 le 100 lire e nel 1957 quelle da 20 lire.

Per le prime due il metallo usato è l’acmonital (abbreviato Ac, è una lega composta per circa l’80% da ferro e le restanti parti da cromo), mentre per le 20 lire è stato adoperato un metallo di colore giallastro: il bronzital (abbreviato Ba, è composta da rame per il 92%, da alluminio per il 6% e da nichel per il 2%).
Sempre in bronzital verranno coniate, dal 1977, le 200 lire a firma dell’incisore Vallucci.

500 lire "bandiere controvento"
500 lire “bandiere controvento”

L’argento è stato adoperato in pochi casi per la moneta addetta alla circolazione: per il 500 lire “caravelle” e “centenario” e per il massimale da lire 1.000, emesso unicamente nel 1970.

Nel 1982 nasce il nuovo esemplare da 500 lire, “bizzarro” accostamento di metalli: bronzital per il tondello centrale e acmonital per il cerchio esterno.

Durante i 55 anni di Repubblica e prima dell’entrata in vigore dell’euro, le nostre monete si sono “riappropriate” di una importante funzione che, dalla nascita della medaglia, non rivestivano più: quella commemorativa.

Marconi, Dante, Virgilio, Michelangelo, Manzoni, Colombo, l’Arsenale di Taranto, l’Accademia navale di Livorno, le Olimpiadi di Seul e di Los Angeles, le due Presidenze italiane alla CEE sono solo alcuni esempi di personaggi, luoghi o avvenimenti commemorati sulle nostre monete, molte delle quali emesse per la normale circolazione e pertanto rintracciabili facilmente anche nell’uso quotidiano.

Unico esempio di pezzatura metallica in argento da 1.000 lire
Unico esempio di pezzatura metallica in argento da 1.000 lire

Questi esemplari sono opera di autorevoli incisori quali Veroi, Giandomenico, Vallucci, Monassi, Cretara ed altri ancora. Ed è così che dal 1984 ad oggi la produzione di esemplari commemorativi, quasi tutti da 500 lire, è andata aumentando.

Anche prima del 1984 furono coniate monete commemorative in argento (vedi Centenario, Dante, Marconi e Michelangelo) ma è proprio da quell’anno che la produzione ha assunto cadenza annuale. Maggior pregio economico, e maggior attrattiva (secondo i gusti di chi scrive) sono gli esemplari FS (Fondi a Specchio) trattati in modo da avere i campi lucidi come specchi e la raffigurazione satinata, realizzando pertanto un contrasto di sicuro effetto.

Dal 1968, pur con il decennio ’70/’80 improduttivo, la Zecca ci ha abituati all’emissione delle serie annuali, contenenti tutti i tipi monetali coniati in quell’anno per la normale circolazione e, ultimamente, allegando anche un esemplare commemorativo da lire 500.

Tre monete "commemorative" da 500 lire
Tre monete “commemorative” da 500 lire

Altro aspetto interessante della monetazione repubblicana è la presenza di un nutrito numero di progetti e prove: nel complesso circa un centinaio. I progetti di monetazione sono quegli esemplari che non hanno mai avuto in seguito un corso in quanto bocciati dalla competente commissione esaminatrice. Prodotti sempre in numero limitatissimo di pezzi (talvolta anche solamente 1 o 2), sono quindi rimasti al livello di studio (o progetto, appunto).

Discorso a parte meritano le prove in quanto in tutto e per tutto simili agli esemplari “normali” in circolazione se non per la presenza della scritta PROVA nel campo, talvolta affiancata dal nome del metallo usato (vedi PROVA INOX o PROVA AG 988).
Sempre rari, gli esemplari “Prova” vengono normalmente coniati in poche decine o centinaia di pezzi e al pari dei progetti la conservazione è generalmente elevata in quanto non hanno (o non dovrebbero aver) circolato.

Spesso ci si domanda il perché un progetto non abbia avuto seguito: è forse poco bello questo Nettuno su delfino?
Spesso ci si domanda il perché un progetto non abbia avuto seguito: è forse poco bello questo Nettuno su delfino?

Negli ultimi anni “in barba” agli scettici e a quanti hanno sembre snobbato la monetazione della Repubblica, il numero dei collezionisti è sicuramente aumentato in misura notevole e di pari passo sono aumentate le quotazioni. Basti pensare che un comunissimo 100 lire datato 1955, se in ineccepibile conservazione, vale ben oltre i 1.000 euro mentre per un raro esemplare da 50 lire del 1958, sempre in fior di conio, questa cifra all’incirca raddoppia.

Ad aver maggiormente goduto di questo crescente interesse sono sicuramente le annate ’46 e ’47 che hanno visto triplicare il loro valore nell’arco di un solo decennio.
Interesse chiama interesse e così anche i falsari si sono… interessati ai rari esemplari della Repubblica, talvolta con risultati ottimi. Ovviamente a sollecitare il palato dei falsari sono i cosiddetti “pezzi chiave”: le annate 1946 e 1947, le 2 lire del 1958 e le 5 lire 1956, ma non è escluso che esistano falsi o falsificazioni di monete comuni.

Cifra 1 rovesciata sul 5 lire del 1969
Cifra 1 rovesciata sul 5 lire del 1969

Alcuni piccoli consigli a chi fosse interessato ad intraprendere questa collezione o già lo avesse fatto:

1) Quando si deve effettuare l’acquisto di esemplari rari o particolarmente costosi chiedere sempre che la moneta venga corredata di certificato eseguito da perito ufficialmente riconosciuto.
2) Controllare attentamente le monete contenute nelle serie annuali: col tempo la plastica può giocare brutti scherzi e fare ossidare le monete in argento e quelle in bronzital.
3) Attenti alle conservazioni! Perché una moneta sia realmente FDC, e quindi valga per quello che la pagate, non deve esserci la benché minima traccia di usura.

4) Non fatevi abbagliare da facili affari. Il fatto che un comunissimo esemplare da 100 lire venga scambiato per 1.000 euro in FDC non vuol dire che ne valga 700 se SPL. Il divario esistente fra i vari gradi di conservazione è notevole (anche di 1:10).
5) Se non è proprio indispensabile (vedi punto 2), evitate di togliere le monete dalle loro confezioni originarie. Oltre ad un seppur piccolo deprezzamento si possono riscontrare difficoltà al momento di rivenderle.
6) Cercate sempre di approfondire l’aspetto storico che molti esemplari commemorano: vi troverete più appagati nel collezionare monete.

Italma, acmonital e bronzital

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