Insieme dal 1900 Expo e Giochi olimpici

C’è stato un periodo in cui, forse per rendere più vario, attraente e stuzzicante il caravanserraglio, la disputa dei Giochi olimpici rimessi in pista da Pierre de Coubertin coincise con lo svolgimento delle esposizioni universali. A cominciare da quella di Parigi del 1900 la quale, però, almeno a livello organizzativo, fece acqua da tutte le parti.

I guai cominciarono con l’elezione del visconte di La Rochefoucauld a capo del comitato organizzatore. Persona piuttosto pacifica e accomodante, non riuscendo a far dialogare i membri del comitato, pronti a litigare su qualsiasi cosa, il visconte non trovò di meglio che farsi da parte passando la patata bollente a uno dei magnati dell’esposizione, tale Merillon. Questi, avendo ben altre preoccupazioni per la testa, finì col disinteressarsi completamente del programma olimpico che passò di conseguenza in sottordine rispetto alle manifestazioni non sportive dell’Expo del nuovo secolo. Secolo che, ai suoi albori, ancora non conosceva la potenza degli sponsor, della televisione e della pubblicità.

Si narra che la confusione e l’incomprensione per i Giochi fossero giunte a tal punto che quando Henry Desgrange mise a disposizione l’allora moderno anello del Parco dei Principi per le gare ciclistiche, un circo equestre entrò in concorrenza offrendo la propria pista: i proprietari del circo pensavano, probabilmente, di inserire le prove fra un “numero” di fiere e uno di clown.

Le Olimpiadi di Parigi – ricordano Carlo Marcucci e Carlo Scaringi – furono tutt’altro che un modello di organizzazione: a causa della loro durata di quasi sei mesi e della confusione che se ne fece con le manifestazioni dell’Esposizione, esse provocarono le più acerbe critiche. Piuttosto scarso il pubblico, perfino alle partite di calcio. Va tuttavia tenuto presente che il torneo di calcio venne introdotto alle Olimpiadi proprio a Parigi. Vinse la Gran Bretagna, all’epoca priva di rivali.

Nel complesso i Giochi di Parigi, secondi della serie – ad inaugurare i quali intervenne il ministro del Commercio Millerand – sono ricordati per il miglioramento di undici primati olimpici e di cinque record mondiali. In testa al palmares, con 26 ori, 39 argenti e 30 bronzi, la Francia mentre l’Italia si accontentò di quattro medaglie: due d’oro ed altrettante d’argento.

Copiosi, e tutti usati per l’Expo, gli annulli. Quelli francesi, s’intende, e poi quelli statunitensi. Otto i manuali di Francia, ai quali occorre aggiungere, quello, usatissimo, meccanico. Il quale, proprio a causa del generoso impiego, ad un certo punto deve essere stato rifatto perché la U di Universelle è incisa in maniera più stretta e anche per via della corona del datario non ovalizzata.

Paris Exposition, Alma.
Paris Exposition, Beaux arts.
Paris Exposition, Iena.
Paris Exposition, Invalides.
Paris Exposition, Presse.
Paris Exposition, Rapp.
Paris Exposition, Suffren.
Annexe Esposition, Vincennes. 
Paris, Exposition Universelle e, nella targhetta, RF tra le righe disposte in modo tale da ricordare i colori della bandiera francese.

Per non essere da meno anche le Poste statunitensi aprirono, all’interno del proprio padiglione, un vero e proprio ufficio di posta. Allestito con preciso scopo di ricevere e distribuire il corriere postale in provenienza dagli Stati Uniti, ben presto l’ufficio postale Usa cominciò ad accettare corrispondenza diretta negli Stati Uniti e in Francia.
Almeno sei gli annulli, uno dei quali manuale. In una proporzione, perciò, opposta a quella francese.

Us Postal Station Paris Exposition e, in ovale, 1900.
United States Postal Station, nella targhetta Paris Exposition 1900.
U.S. Postal Sta. Paris Expn. e nella targhetta United States Postal Station Paris Exposition.
Paris Exposition U.S. Postal Sta. e nella targhetta United State Postal Station Paris Exposition.
U.S. Postal Sta. Paris Expn. e nella targhetta righe orizzontali.
Paris Exposition U.S. Postal Sta. e data (tutto su lineare).

Otto anni dopo toccò a Londra ospitare l’Expo universale. E con essa i Giochi dei cinque cerchi che in un primo tempo devevano essere disputati a Roma. E questo non tanto per accogliere le richieste di alcune società ginnastiche locali, quanto per desiderio dello stesso de Coubertin che vedeva in Roma, dopo Atene, Parigi e “di ritorno dalla sua escursione nella utilitaria America”, il completamento di un ciclo che avrebbe dovuto creare una tradizione per le Olimpiadi moderne.

Le cose andarono storte per l’insensibilità del governo così che toccò a Londra essere sede dei Giochi nei quali trionfò tuttavia l’italiano Dorando Petri, e con lui Enrico Porro e Alberto Braglia.

Ancora una volta l’organizzazione lasciò, eccome, a desiderare: “Non chiamate Olimpiadi questa parodiata profanazione – scriveva la Gazzetta dello Sport – dove ai misteri sacri in onore degli dei si è sostituito il mistero dei calcoli cronometrici, dove alla statuaria perfezione dei corpi è successa la deformazione dello sport specializzato, dove al peana maestoso che batte in misura le ali delle strofe sonanti sul campo incoronati di quercia, fa riscontro lo scoppio alterno e comandato di quegli hip, hip, urrah che sembrano ragli d’un coro di asini ammaestrati”.

Nulla da dire, invece, sull’Esposizione, che fu veramente colossale. Essa copriva oltre 47 ettari di terreno e per l’occasione vennero costruiti grandiosi edifici che volevano rivaleggiare con quelli che erano stati approntati a Parigi per l’Esposizione universale di otto anni prima. Fu visitata da milioni di persone affluite da tutta la Gran Bretagna e dal continente, attratte dai molti e grandi avvenimenti folcloristici, popolari e sportivi.

Due gli uffici postali. Il primo, attivo dal 23 maggio al 31 ottobre, nei pressi di Royal Pavillon, l’altro aperto dal 14 luglio al 24 ottobre al Bally MacLynton ed entrambi dotati di appositi annulli celebrativi.
London Franco British Exhibition.

Di questa obliterazione Michele Picardi ha individuato cinque tipi, nettamente diversi, che possono venir uniti in due gruppi. Il primo di questi gruppi comprende la cifra 0 dell’anno 08 che cade a perpendicolo sulla prima N di London, mentre il secondo tipo presenta le due cifre in questione incise in grandezza assai minore e collocate in posizione molto più vicina alla sottostante London, nonché per la diversa e più alta forma dell’ora della data ed in particolare delle lettere AM nonché per le vistose differenze in alcune delle lettere della scritta commemorativa.

Tre i tipi di obliterazioni appartenenti al secondo gruppo, nei quali lo 0 di 08 è a cavallo delle prime ON di London. Ancora. Un annullo si differenzia per le cifre 08 nettamente più grandi , un altro per la diversa posizione dell’ora (inoltre sono differenti le lettere PM della stessa) oltre a tutta una serie di varianti presente nelle lettere della scritta commemorativa.
Ballymaclinton Shepherds Bush Exhibition.

Del primo datario esistono due varianti. Tra le differenze le lettere PM dell’ora, completamente diverse e la cifra 08 in posizione centrale in un caso e spostata a sinistra nell’altro caso.
Oltre a questi ci sono altri due annulli dell’esposizione utilizzati per spedire nell’ordine raccomandate e pacchi.
Shepherds Bush Exhibition B.O.W.
Shepherds Bush Exhibition B.O.

Insieme dal 1900 Expo e Giochi olimpici

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