Il Bernini antifalsari

L'effetto ombra sul Bernini da 50.000 lire
L’effetto ombra sul Bernini da 50.000 lire

La banconota con l’effigie del Bernini, in circolazione dal 1984, cambiò look circa dieci anni dopo per acquisire nuovi elementi di sicurezza.
Con barba, pizzetto ed in aggiunta un gradevole anche se complicato effetto ombra, dal 1° dicembre 1993 Gian Lorenzo Bernini cambiò look così da rendere più grama la vita dei falsari. Non che le 50.000 lire che circolavano dal 1984 difettassero di tutta una serie di accorgimenti antifalsificazione. “Il fatto è – dissero alla Banca d’Italia – operiamo, e non da adesso s’intende, avendo per obiettivo la prevenzione piuttosto che la repressione”. Meglio anticipare che rincorrere i produttori fraudolenti di banconote.

Anche quelli che pur senza tanti sforzi si limitavano, pare con eccellenti risultati, a sfiorare il tasto di una qualsiasi fotocopiatrice a colori. “Un fenomeno – disse Vittorio Emanuele Ardizzone, capo della sezione carte valori della Banca d’Italia – che da noi ancora non è stato praticamente posto in essere ma che all’estero sembra essere piuttosto diffuso ed insidioso”.

Le innovazioni, frutto di studi e sperimentazioni durate un paio d’anni e più, non restarono a lungo prerogativa del solo Bernini da 50.000 lire, ma furono estese anche ai restanti tagli. Ed in particolare alla banconota da 100.000 lire: anch’essa dopo poco tempo adottò i nuovi sistemi di sicurezza, ed in particolare l’inchiostro a doppia tonalità, la microscrittura e il secondo filo di sicurezza.

Coloratissime ma ricalcano l'impostazione precedente, le nuove banconote di 50.000 lire
Coloratissime ma ricalcano l’impostazione precedente, le nuove banconote di 50.000 lire

Non fu possibile, da subito, avere precise indicazioni sul giorno e il mese in cui le nuove banconote sarebbero entrate in circolazione, ma pressati da domande sull’argomento, i dirigenti della Banca d’Italia si limitarono ad un laconico: “Non escludiamo cambiamenti”. Il che, traducendo lo stesso burocratese, stava ad indicare non solo che la decisione era stata presa ma che già le 100.000 lire Caravaggio riviste e corrette erano già stampate e impacchettate nelle canoniche mazzette da 100 esemplari.

Il lancio del Bernini camaleonte, nel numero di 17 milioni di esemplari iniziali, fu preceduto da un incontro con la stampa che l’Istituto di emissione aveva organizzato nel proprio bunker annegato nel verde di Via Tuscolana, alla periferia di Roma. Ridotto all’osso il numero dei giornalisti ammessi, nessun ronzio di cinepresa e nemmeno flash fotografici. Al loro posto un breve video della durata di sei minuti girato e montato da tecnici di fiducia della Banca d’Italia con mani senza volto che maneggiano risme e mazzette di banconote e mastodontiche macchine da stampa senza nome che provvedono a stampare le stesse banconote impiegando il procedimento dell’offset e successivamente quello della calcografia.

Grazie alla calcografia rinforzata la scritta Lire Cinquantamila è percepibile al tatto
Grazie alla calcografia rinforzata la scritta Lire Cinquantamila è percepibile al tatto

Molta comprensibile riservatezza, dunque – incontri del genere si perdevano quasi nella notte dei tempi – ma al tempo stesso grande apertura, con una propensione piuttosto marcata all’informazione. Un’informazione, occorre dire, precisa ed esauriente. A cominciare dalle immagini base – Bernini in baffi e pizzetto, porzione di Fontana del Tritone, pianta della chiesa di Sant’Anna e al verso la statua di Costantino a cavallo e la vaticana Scala Regia – per proseguire col formato, il tutto mantenuto volutamente identico. Salvo, s’intende, una spruzzatina di colore qua ed un adattamento là, passando attraverso tutta una serie di innovazioni.

Secondo filo di sicurezza sul quale, guardando in controluce, si legge Banca d'Italia
Secondo filo di sicurezza sul quale, guardando in controluce, si legge Banca d’Italia

Il perché di questa riconferma, del restyling piuttosto che del cambiamento totale, è frutto di una precisa scelta che risponde alla volontà di mantenere il rapporto che l’utente già ha con la banconota. A sua volta l’introduzione di nuovi elementi di sicurezza consente a tutti di dormire per un bel po’ tra due cuscini.

Banconota che punta più sull’elemento tecnologico che sul disegno in quanto tale e men che meno sugli ornati, un tempo entrambi elementi fondamentali per rendere difficile la falsificazione, le 50.000 lire Bernini del 1992 presentano quattro nuove caratteristiche di sicurezza le quali contribuiscono indubbiamente a facilitare il riconoscimento della banconota autentica. Vediamoli insieme.

Inchiostro a doppio effetto di colore. La cifra 50.000, posta sulla parte anteriore, cambia colore da verde in blu a seconda della diversa inclinazione del biglietto o delle differenti condizioni di illuminazione. Tale risultato è stato reso possibile dall’impiego di uno specialissimo inchiostro “otticamente variabile”.

Rilievo della stampa. La scritta Lire Cinquantamila, sempre nella parte anteriore della banconota, è impressa in calcografia con uno spessore di inchiostro tale da essere percepita al tatto.

Doppio colore della cifra 50.000, A seconda dell'angolazione con cui si guarda la cifra, appare in verde o blu
Doppio colore della cifra 50.000, A seconda dell’angolazione con cui si guarda la cifra, appare in verde o blu

Doppio filo di sicurezza. Sul primo, che si trova accanto alla filigrana che riproduce l’immagine di Bernini, in controluce è possibile leggere la scritta: Banca d’Italia. Il secondo, in posizione centrale, è invece costituito da una striscia di plastica rivestita di vernice opaca.

Microscrittura. Sotto il ritratto dell’artista è incisa la scritturazione, in caratteri minuscoli, Gian Lorenzo Bernini, con l’anno di nascita e quello di morte dell’artista, mentre attorno al medaglione del verso con la Scala Regia c’è la scritta Banca d’Italia, seguita dal valore in lettere ed in cifre della banconota stessa.

Per il resto la banconota Bernini 1992 ricalca le figurazioni di quella del 1984. Per questo forniamo la descrizione del recto e del verso riguardante le 50.000 lire tipo 1992.
Recto. Nella zona a destra l’effigie di Gian Lorenzo Bernini riprodotta dall’autoritratto conservato presso la Galleria Borghese in Roma, stampata in calcografia con colore rosso violaceo; a destra della figura è impresso in due diverse tonalità un fondino che replica per due volte il profilo dell’artista, simulando un effetto d’ombra. Nella parte sottostante il ritratto, a delimitazione dello stesso e con andamento curvilineo, sono stampati ripetutamente in microscrittura il nome e le date di nascita e di morte di Bernini.

Sotto il ritratto, in prossimità del bordo inferiore del biglietto, è stampato il nome dell’incisore A. Canfarini Inc. e, nella parte sinistra, il nome del bozzettista Gio. Pino Inv.
A sinistra del ritratto, nella parte superiore del biglietto, è stampata in calcografia la scritta Lire Cinquantamila, con colore rosso violaceo; i caratteri sono definiti da una linea di contorno e campiti all’interno con un motivo a guilloche. Al di sotto è stampata con lo stesso colore la scritta Pagabili a vista al portatore; nella stessa zona, più in basso, sono impresse le firme del Governatore e del Cassiere, sormontate dalle relative diciture.

Alla base del ritratto, in filigrana, è collocato il monogramma BI, che sta per Banca d'Italia
Alla base del ritratto, in filigrana, è collocato il monogramma BI, che sta per Banca d’Italia

Nella parte centrale del biglietto, a sinistra del contrassegno di Stato, è impresso in calcografia con colore rosso violaceo un particolare della romana fontana del Tritone; nella zona immediatamente a destra dello stesso è impresso il nome dell’incisore F. Zanotti Inc. Al di sotto del particolare della fontana del Tritone è stampato un elemento decorativo realizzato con un motivo a guilloche. Nella parte inferiore del biglietto è stampata in calcografia con colore rosso violaceo la scritta Banca d’Italia; i caratteri sono definiti da una linea di contorno e campiti all’interno con un motivo a guilloche.

Nella parte superiore della zona riservata alla filigrana è stampata in calcografia, con un inchiostro il cui colore verde si tramuta in blu quando il biglietto viene osservato sotto una diversa angolazione, la cifra 50.000 su un fondino a linee di colore grigio.
La combinazione alfanumerica indicante la serie e la numerazione del biglietto nonché, in codice, il decreto ministeriale di creazione, è stampata due volte con colore nero nella parte inferiore del biglietto, in posizioni estreme tra loro allineate, nella zona sinistra su un fondino a linee di colore grigio e nella zona destra su un fondino di colore arancio chiaro.

La stampa del recto è completata da fondini policromi costituiti da vari elementi decorativi realizzati a guilloche: nella parte centrale del biglietto è stampato un motivo ispirato alla pianta della Chiesa berniniana di Sant’Andrea al Quirinale, costituito da tre disegni uguali sfalsati uno rispetto all’altro; i colori di stampa sono il verde in diverse tonalità, il viola e l’arancio; nella zona in corrispondenza della statua del Tritone ha origine un motivo costituito da una composizione di nastri, realizzati con disegni a guilloche, che si svolgono simmetricamente verso il basso e verso l’alto della banconota.

Nella zona mediana di detta composizione è collocato un elemento grafico di registro recto-verso realizzato in forma di ape con le ali di colore verde a contorni viola.

Le nuove 50.000 lire segnano pure il debutto della microscrittura
Le nuove 50.000 lire segnano pure il debutto della microscrittura

Verso. Nella parte centrale la statua equestre di Costantino, opera di Bernini conservata presso la Città del Vaticano, stampata in offset in colore viola (stampa in calcografia con colore rosso violaceo nella banconota del 1984). Alla sinistra della statua, racchiusa in una doppia cornice lineare, in colore viola, la riproduzione del disegno realizzato da Bernini per lo studio di una medaglia commemorativa dell’inaugurazione della Scala Regia situata nella Città del Vaticano. Il disegno è conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Nello spazio tra le due cornici è riportata ripetutamente la scritta Banca d’Italia Lire Cinquantamila Banca d’Italia Lire 50.000.

Nella parte centrale del biglietto si sviluppa diagonalmente, con colore viola, una sezione della Scala Regia desunta dal disegno originale conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Nella parte inferiore della sezione della Scala è stampata, con i colori arancio e verde, la riproduzione miniaturizzata della statua equestre di Costantino.

Nella parte superiore della zona riservata alla filigrana è stampata, con colore violetto, la cifra 50.000 su di un fondino a linee sottili, che è presente anche nella corrispondente parte inferiore di tale zona, dove è altresì indicato il Decreto ministeriale riguardante le caratteristiche del biglietto. In questa stessa zona, ma in senso verticale, è stampata la commissionaria penale La legge punisce i fabbricatori e gli spacciatori di biglietti falsi e, nella parte inferiore sinistra del biglietto, la scritta Officina della Banca d’Italia.

La prima banconota repubblicana da 50.000 lire
La prima banconota repubblicana da 50.000 lire

Il verso del biglietto è completato da fondini stampati nei colori gialli, verde turchese, arancio, rosso e viola costituiti da vari elementi decorativi: accanto alla statua equestre ed alla medaglia una composizione di elementi romboedrici nonché, nelle zone circostanti, un motivo di festoni realizzato con disegni a guilloche variamente articolati e disposti diagonalmente. A destra del cavallo è stampato l’elemento di registro recto-verso, in forma di ape, con colori viola e arancio.

I precedenti. La prima banconota repubblicana con valore da 50.000 lire risale al 1967, dieci anni dopo rimpiazzata dal gradevolissimo esemplare, realizzato da Guglielmo Savini, che scostandosi dalla sequenza dei mezzibusti illustri presenta un impianto figurativo che ruota intorno al volto di una bella ragazza. La signorina filigrana, come qualcuno subito la ribattezzò, che a Savini provocò tutta una serie di grattacapi in quanto tale Marilena Innocenzi sostenne di essere lei la ragazza banconota. E siccome, secondo la Innocenzi, tutto era avvenuto a sua insaputa la Banca d’Italia venne portata sul banco degli imputati e quindi assolta.

50.000 lire tipo 1967. Tutto leonardesco il biglietto – si legge nel decreto 13 giugno 1977, pubblicato sulla ‘Gazzetta Ufficiale’ del 22 settembre – reca sulla parte di sinistra la stessa figura riprodotta in filigrana e cioé l’effigie di una donna disegnata dal bozzettista Guglielmo Savini, stampata in calcografia prevalentemente in colore blu.

Le 50.000 lire 'signorina filigrana'
Le 50.000 lire ‘signorina filigrana’

Il verso del biglietto è occupato per circa due terzi dell’intera superficie da una sintesi grafica di elementi architettonici opportunamente stilizzati, appartenenti a epoche comprese tra il 400 e l’800 senza un preciso riferimento ad edifici o monumenti esistenti. Sono così ad esempio visibili, al centro della banconota, inscritti nel cerchio un colonnato ed un prospetto di cappella quattrocentesca, una cupola sfaccettata settecentesca ed un prospetto di una costruzione di ispirazione palladiana.

A sinistra è stampata una porzione di timpano seicentesco e nella zona sottostante vi è un motivo floreale barocco.
Sulla parte destra del verso del biglietto, in basso, fa spicco una composizione costituita da un timpano triangolare sovrapposto ad un altro arcuato di ispirazione settecentesca mentre nella zona mediana vi è un elemento decorativo orizzontale tratto da un portale rinascimentale.

Il Bernini antifalsari

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