I dollari della vittoria

Tre monete, coniate rispettivamente in oro, argento e cupronichel, nel 1993 celebrarono il cinquantenario del vittorioso intervento americano in Europa.

C’è una sorta di sottile filo che unisce i conii di Bill Clinton con quelli di George Bush. E questo filo risponde al nome di Dwight, Ike, Eisenhower, uno degli illustri inquilini della Casa Bianca. Onorato nel 1990, nel centenario della nascita, mediante l’argenteo dollaro sul quale è proposto in profilo bifronte: generale a cinque stelle che guarda a sinistra e presidente della Confederazione a stelle e strisce volto a destra.

Assai prima, e precisamente nell’arco di tempo che va dal 1971 al 1978 compreso, con la variante Campana della Libertà del 1976, il generale-presidente aveva furoreggiato sul dollaro che ancora adesso ne porta il nome. Il dollaro Eisenhower per l’appunto. Sia pure col solo nome Dwight Eisenhower è tornato a farsi moneta: “Io ho piena fiducia nel nostro coraggio e devozione al dovere, nella vostra capacità in combattimento. Non possiamo accettare nient’altro che non sia una completa e schiacciante vittoria” è il brano, pronunciato dal generale Eisenhower, collocato tra lo stemma del Quartier generale delle forze alleate e la firma del generale a cinque stelle che illustra, su modello di Thomas D. Rogers, il rovescio del dollaro argenteo Normandia ’44.

Il conio in questione, prodotto in versione fior di conio dalla Zecca di Denver – il fondo specchio è stato ottenuto presso la Zecca di West Point – è completato, al diritto, con un soldato americano ritratto nel momento dello sbarco in Normandia. In codice Operazione Overlord, seconda solo, per impiego di mezzi e di uomini, al colossale sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943, quando vennero messe a terra contemporaneamente sette Divisioni rafforzate, due più che in Normandia. Qui la notte del 6 giugno 1944, in quella che è una delle più strategiche spiagge della storia, sbarcarono qualcosa come 150.000 soldati.

Assieme al conio Normandia ’44, che idealmente si ricollega alla precedente emissione Guerra di Corea del 1991 – presidenza Bush quindi – l’America di Clinton ha posto in vendita altri due tondelli monetati. Il mezzo dollaro in cupronichel, nato in 2 milioni di esemplari dalle presse della Zecca di Filadelfia, col diritto occupato da tre visi di militari delle Forze armate americane – in rappresentanza della marina, dell’aviazione e dell’esercito – sovrapposte alla V di Vittoria. Completa l’insieme un bombardiere sopra il quale sono collocate cinque stelle. Al rovescio, su immagine di Bill J. Leftwich (il diritto è di George Klauba), un soldato americano appena sbarcato in una delle tante isole del Pacifico.

In cima al trittico monetato domina, per preziosità del metallo adoperato, il 5 dollari d’oro battuto, così come tutte le pezzature auree statunitensi, dalla Zecca di West Point.
Trecentomila i tondelli aurei di Charles J. Madsen ed Edward Southworth Fisher col soldato a stelle e strisce che urla la sua gioia per la vittoria, per la fine del conflitto bellico.

Richiamata al rovescio attraverso la grande V di Vittoria racchiusa tra serti d’alloro e incisa in doppio alfabeto: quello latino e quello, mandato ormai definitivamente in pensione, fatto di punti e di linee e che prende il nome dal suo inventore, Samuel Morse.

Al pari di altre emissioni, compresa quella che nel 1992 onorò Cristoforo Colombo, anche l’utile di questa serie è stato dirottato nelle casse di una Fondazione. Esattamente la Fondazione Battaglia di Normandia che dal 1985, anno di costituzione, opera per far conoscere alle nuove generazioni cause ed effetti della seconda guerra mondiale.

Nel 1988 la Fondazione Battaglia di Normandia, costituita da veterani del conflitto mondiale di 75 anni fa e da altre istituzioni similari, è riuscita a dar vita al più grande museo della seconda guerra mondiale che ha per sede Caen, in Normandia. Accanto al quale sta per essere collocato un monumento realizzato con i proventi delle tre monete celebrative, delimitato da piastre distribuite in numero di cinquanta, ossia gli Stati di provenienza dei soldati, marinai ed aviatori che presero parte al conflitto.

Una targa posta accanto ad una fontana recherà questa significativa scritta: “Dal cuore della nostra terra scorre il sangue dei nostri giovani offertovi in nome della libertà”.
Senza queste monete, col mezzo dollaro proposto in un’apposita confezione ai giovanissimi così da far loro conoscere quanto siano costati la conquista e il mantenimento della democrazia, il monumento di Caen non sarebbe stato possibile.
Negli Stati Uniti, infatti, alle monete da collezione è stata conferita una finalità che va ben oltre l’orizzonte collezionistico e che è quella di raccogliere fondi per fini sociali.

I dollari della vittoria

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