I collegamenti con le città del nord-Adriatico…

…dopo il fatidico 4 novembre del 1918.

La decisione dell’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi di ridare lustro alla ricorrenza del 4 novembre mi ha rallegrato, anche perché mi ha portato indietro negli anni, quando questa data era così importante da essere considerata festa nazionale e da giustificare, tanto tempo addietro, una gradita vacanza scolastica. Si celebrava quella domenica del 1918 che vide la fine, per noi vittoriosa, della cosiddetta “guerra mondiale” e l’auspicata unificazione conclusa con l’annessione di Trento e Trieste.

Una delle prime date (forse la prima?) dell'annullo speciale, su una delle prime cartoline trasportate con la Transadriatica
Una delle prime date (forse la prima?) dell’annullo speciale, su una delle prime cartoline trasportate con la Transadriatica

Sembrava, in quei giorni, che la vittoria aprisse le porte anche al nostro insediamento nel litorale dalmata e non solo per essere quelle città ancora improntate, per lingua e tradizione, dalla secolare appartenenza alla Repubblica di Venezia, ma (e forse soprattutto) per mantenere sull’Adriatico un controllo ritenuto di grande importanza. Come poi questi progetti siano finiti già dopo il Congresso della pace del 1919 e con quelli successivi, a dimostrazione che promesse e trattati valgono ben poco, è a tutti noto; per non dire degli avvenimenti dolorosi e drammatici che coinvolsero anche città giuliane indiscutibilmente italiane alla fine dell’ultimo conflitto, Ma restiamo a quei giorni lontani.

Dopo la liberazione simbolica di Trieste, avvenuta il 3 novembre da parte del cacciatorpediniere Audace, e la successiva occupazione delle isole Curzone e di Zara, Sebenico, Cattaro, eccetera, fra i tanti problemi che le autorità italiane dovettero affrontare, emerse in tutta la sua urgenza e importanza la riattivazione di un servizio postale efficiente e, quanto possibile, regolare. A questa incombenza fu preposto l’ammiraglio Millo, comandante delle forze armate della Dalmazia.

Gravi erano le difficoltà per un sicuro collegamento fra le varie città liberate e/o occupate. La constatazione che l’Adriatico era un pullulare di mine e che le strade e le ferrovie erano praticamente distrutte dai bombardamenti e dalle azioni belliche di terra, portò le autorità militari ad affidare alla Regia Marina questo compito, da svolgersi a mezzo di idrovolanti appoggiati da stazioni opportunamente dislocate e attrezzate.

Il timbro, qui assai nitido, usato per il trasporto aereo dalle stazioni di Venezia, Trieste, Pola e Fiume
Il timbro, qui assai nitido, usato per il trasporto aereo dalle stazioni di Venezia, Trieste, Pola e Fiume

Non è possibile stabilire con esattezza la data d’inizio di questo servizio. È probabile che occasionali trasporti di corrispondenza abbiano avuto luogo fin dai primi giorni, anche se solamente il 20 novembre furono stabilite le Norme generali per il servizio di posta aerea alto Adriatico con una disposizione della Direzione dei servizi aeronautici di Venezia, numero 6.611 di protocollo, a firma Valli, indirizzata ai comandi delle squadriglie di aviazione.

Eccone alcuni stralci siginificativi e illuminanti: Per la posta aerea fra le città litoranee del nord-Adriatico, e eventualmente fra quelle del centro Adriatico, saranno utilizzati gli idrovolanti da ricognizione e quelli da caccia…
Il trasporto aereo della corrispondenza sarà limitato a quella d’ufficio ed a quella privata ordinaria, quest’ultima se proveniente da uffici postali civili già confezionata in sacchi chiusi sigillati e quindi già censurati. Nella corrispondenza privata i francobolli verranno annullati con il timbro della posta aerea della stazione. È escluso il trasporto di sacchi eccessivamente voluminosi e pesanti, nonché quelli di giornali. I comandanti delle stazioni consegneranno con un numero progressivo, proprio per ciascuna squadriglia, i dispacci…

…i velivoli effettueranno normalmente soltanto il tragitto di una tappa, consegnando alla stazione di arrivo i dispacci per la tappa successiva imbarcando la posta di ritorno.
Ed ecco le stazioni: Venezia per Trieste e viceversa; Trieste per Pola e viceversa; Pola per Fiume; Pola per Zara; Ancona per Lussinpiccolo o Zara. Le comunicazioni fra Zara e Sebenico saranno effettuate dai velivoli di Sebenico…
Gli apparecchi effettueranno sempre il volo lungo la costa… avranno a bordo la carta nautica e la bussola, un giorno di viveri ed acqua dolce. Quelli che dovranno attraversare l’Adriatico al largo seguiranno la rotta battuta dalle navi e avranno a bordo colombi viaggiatori, razzi…

Bollettino di carico per il corriere portato da Fiume a Lussinpiccolo
Bollettino di carico per il corriere portato da Fiume a Lussinpiccolo

Da quanto sopra si evince come la stragrande maggioranza della copiosa corrispondenza, pur avendo volato, non ha ricevuto alcun annullo particolare, dal momento che i timbri di posta aerea in partenza o in arrivo delle varie stazioni furono applicati solo sulla corrispondenza fuori sacco o affidata direttamente ai piloti. Si possono tuttavia considerare aerogrammi quei plichi che, spediti dalle stazioni sopra citate, portano, in partenza, in transito o in arrivo, l’annullo di Venezia, sede della direzione dei servizi aeronautici, alla quale faceva capo tutta la posta aerea transadriatica indirizzata in Italia.

Per l’affrancatura furono utilizzati: francobolli italiani di posta ordinaria; francobolli italiani soprastampati “Venezia Giulia” o “centesimi di corona”; francobolli austriaci soprastampati “Regno d’Italia-Venezia Giulia 3-XI-18”.
Furono adoperati quattro tipi di timbri o annulli: due, rarissimi (uno addirittura unico) a caratteri mobili (probabilmente per corrispondenze ufficiali o di servizio?); uno in cartella con la dicitura su due righe “Regia Marina Posta Aerea/Venezia” (o Trieste o Pola); uno molto più comune, grande, rettangolare, in gomma, impresso in violetto o rosso lilla con la dicitura su cinque righe: “Aviazione R.a Marina (località)/Posta Aerea Transadriatica/Novembre 1918″.

Si può ritenere che quest’ultimo sia stato, fin dall’inizio del servizio, in dotazione alle stazioni elencate nella circolare su citata, sebbene, a tutt’oggi, non si conoscano quelli di Ancona e di Sebenico.

Cartolina spedita da Trieste per Este: volata fino a Venezia
Cartolina spedita da Trieste per Este: volata fino a Venezia

Un indice di reperibilità, in ordine decrescente di frequenza: Trieste, Venezia, Fiume, Pola, Zara (quest’ultimo anche senza data), ne sottolinea il pregio. Va detto ancora che molto interessanti sono anche le raccomandate in partenza dalle località elencate, trasportate, per via aerea, a Venezia, qui timbrate (a volte censurate) per essere poi inoltrate a destino.

Anche questo collegamento (come altri avvenimenti, precedenti e/o successivi, di grande, o costruito, impatto popolare) fu sfruttato da “professionisti del souvenir filatelico” per cui sovente incontriamo questo bollo apposto di favore su frammento, a volte addirittura con la data della liberazione di Trieste.

Mi auguro che queste notizie, che meriterebbero ulteriore approfondimento, possano stimolare i cultori di aerofilatelia e di storia militare a ricerche che potrebbero essere ricche di sorprese. Si pensi solo alla messe di cartoline e di lettere che, potendo entrare in questa trattazione per la data o per l’annullo di Venezia, attendono di cadere sotto l’occhio dello studioso attento.

I collegamenti con le città del nord-Adriatico

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