Gli uffici in Tunisia per i lavoratori italiani

Considerando lo sviluppo delle relazioni esistenti tra l’Italia e La Goletta, presso Tunisi, ove trovasi una numerosa colonia italiana; essendo opportuno di assicurare alla detta colonia un celere e sicuro servizio postale sia colla madre patria, sia con tutti gli altri paesi in guisa che ne siano tutelati gli interessi commerciali e privati…” (dal Regio decreto 5404 dell’8.4.1880). “…le relazioni epistolari tra l’Italia e Susa, in Tunisia, ove trovasi una numerosa colonia italiana, hanno acquistato un importante sviluppo…” (dal Regio decreto 5674 del 21.9.1880).

Pianta del Golfo di Tunisi
Pianta del Golfo di Tunisi

La cittadina di La Goletta, situata su di una penisoletta dell’imboccatura del golfo di Tunisi, tramite un canale scavato nel lago di Tunisi, faceva accedere al lago stesso. L’ufficio postale italiano, la cui istituzione era sancita dal primo decreto sopra riportato, fu aperto nell’ottobre del 1879. Già dal 1875 il viceconsole italiano della località era autorizzato ad emettere vaglia postali, pagabili in Italia. Anche qui, sino al dicembre del 1889, furono impiegati i valori delle due serie d’Italia con angoli modificati, soprastampati “Estero”, e dal 1° gennaio 1890 sino alla chiusura, comuni francobolli del Regno senza soprastampa.

Lettera per Genova del 20 agosto 1883
Lettera per Genova del 20 agosto 1883

Lo stesso si può dire dell’ufficio postale italiano di Susa, del quale più sopra abbiamo dato uno stralcio del decreto di istituzione. Questa località, l’antica Hadrumentum, si trova più a Sud, nel golfo di Hamamet ed è costruita su di un pendio, entro una cinta rettangolare di mura. Fu un porto importante sin dai tempi antichi, secondo solo a Tunisi e a Sfax. Nel 1890 la popolazione di Susa contava quasi 20.000 abitanti, più del 10 per cento italiani, mentre a La Goletta, su di una popolazione di 4.000 abitanti, nello stesso periodo, quasi la metà era rappresentata da italiani. Questo spiega la necessità di questi ulteriori uffici postali del Regno d’Italia.

La stazione di Susa, che faceva parte del tronco ferroviario costiero Biserta-Tunisi-Susa-Sfax-Gabes
La stazione di Susa, che faceva parte del tronco ferroviario costiero Biserta-Tunisi-Susa-Sfax-Gabes

Continuava infatti la vecchia tradizione, che datava dall’epoca dei commerci pisani, livornesi e genovesi, per cui la collettività italiana costituiva il nucleo vitale della popolazione straniera. Dopo il protettorato francese, la colonia italiana, che prima era essenzialmente commerciale, modificò molto la sua composizione, poiché le necessità del Paese valsero a richiamare in Tunisia gruppi di lavoratori italiani, anche operai e rurali. Il console italiano Macciò nel 1892 divideva gli italiani in operai di lavori pubblici urbani, addetti all’agricoltura, addetti alle piccole industrie nei centri urbani e pescatori.

Il boulevard di Susa affacciato sul mare
Il boulevard di Susa affacciato sul mare

L’ufficio italiano di Susa, con sede nella zona del porto, fu aperto il 1° ottobre 1880. Per quanto concerne le timbrature, entrambi gli uffici ebbero, sin dall’inizio, un numerale a sbarre: col “3336” per La Goletta e il “3364” per Susa. Questi numerali furono impiegati come annullatori dei francobolli, sino al 1890, insieme al grande cerchio “La Goletta”, al centro il datario e “Tunisi” in fondo. Come pure “Susa”, al centro il datario e “Tunisia” sotto.

Pianta della cittadina di Susa
Pianta della cittadina di Susa

 

 

 

Per La Goletta vi era anche un bollo, sempre usato insieme al numerale a sbarre, con in alto “Goletta”, sotto il datario e nessuna ulteriore scritta in basso. Questo bollo, che non ho riscontrato in precedenti studi, mi è ora noto su di una lettera in data 28 gennaio 1885, insieme al numerale che annulla una coppia del 10 centesimi di Umberto soprastampato “Estero”. Non mi ero imbattuto in precedenza anche nel bollo con sopra “Goletta” e sotto, separato da due stelle, tra parentesi “Tunisia” e al centro il datario. L’ho visto impresso su raccomandata numero 152 per Roma dell’8 novembre 1889 dove, per annullare la coppia di francobolli da 20 centesimi di Umberto soprastampati, non ci si serve più del numerale “3336”, ma dello stesso cerchio più sopra citato.

Col 1890 per entrambi gli uffici si ritorna al grande cerchio, usato anche come annullatore, essendo appunto scomparsi i numerali a sbarre. Infine, sino alla chiusura, dai due uffici sarà impiegato il tondo riquadrato “La Goletta” con al centro il datario e sotto “Tunisi” tra parentesi e “Susa” con le stesse caratteristiche. Va anche citato un ulteriore bollo circolare, usato a Susa alla fine degli anni Ottanta, col datario al centro e in basso “Tunisia” e nessuna ulteriore indicazione in alto.

Nel 1895 i vapori della “Navigazione Generale” cessarono di approdare nel porto di La Goletta, proseguendo il percorso direttamente per Tunisi. Pertanto questo scalo vide notevolmente diminuita la sua importanza. In conseguenza l’ufficio dal 1° giugno di quell’anno venne declassato a collettoria di prima classe (bollettino del ministero P.T. numero 11, del 1° giugno 1895).

Il decreto per la chiusura di questi uffici postali in Tunisia è datato 3 marzo 1897 e vi si legge, tra l’altro: “…in seguito alla convenzione consolare del 28 settembre 1896 si è reso inopportuno il mantenimento degli stabilimenti postali italiani in Tunisi, La Goletta e Susa…“.

 

Comuni esemplari d’Italia per cartoline e bollettini pacchi

Cartolina postale d'Italia emessa il 29 ottobre 1878
Cartolina postale d’Italia emessa il 29 ottobre 1878

Come per l’ufficio di Tunisi anche a Susa e La Goletta, furono in uso comuni esemplari d’Italia. Per La Goletta cito la cartolina con l’effigie di Vittorio Emanuele II, di formato grande, emessa il 29 ottobre 1878. È diretta a Drebkau, in Germania, il 18 dicembre 1880, con un’affrancatura supplementare di un 5 centesimi soprastampato “Estero” annullato col numerale a sbarre. Infatti si usava l’annullatore a sbarre sulle cartoline postali solo quando vi era un’affrancatura supplementare.

Sempre spedita da La Goletta, presento un’altra cartolina, anch’essa da 10 centesimi, con l’effigie di Umberto in ovale, emessa il 5 ottobre 1893. È spedita a Savona il 10 febbraio 1897, a venti giorni dalla chiusura dell’ufficio, ed è annullata col bollo tondo riquadrato, l’ultimo in uso nell’ufficio.

Cartolina postale d'Italia, con l'effigie di Umberto I in ovale, spedita da La Goletta a Savona
Cartolina postale d’Italia, con l’effigie di Umberto I in ovale, spedita da La Goletta a Savona

Passando ai bollettini pacchi, per Susa vi è questo esemplare da 75 centesimi, con un’affrancatura supplementare di cinque esemplari del 5 centesimi di Umberto con soprastampa “Estero”. Si riferisce ad un cestino di datteri spedito a Cremona.
Questo tipo di bollettino, dell’emissione 1888/89 reca il talloncino dentellato del tipo tipografico “Pacco postale-Susa Tunisia”. Sul tipo di bollettino pacchi dell’emissione successiva del 1890 ho invece riscontrato il talloncino, sempre dentellato, ma con sopra impresso a mano il lineare a stampatello “Susa Tunisia”.

Gli uffici in Tunisia per i lavoratori italiani

Link intermo  tuttovideo