È Vasco da Gama il ‘protettore’ di Lisbona

Per santo protettore laico Lisbona ha da tempo eletto Vasco da Gama. Il gentiluomo della corte reale, probabilmente originario di Sines, che il re Manuel I catapultò al comando della spedizione verso Calicut, alla ricerca di quella via delle Indie che cinque anni prima, nel 1492, Cristoforo Colombo credeva di aver trovato.

Nel 1898, con otto francobolli, Lisbona celebrò il quarto centenario dell'avventura che portò Vasco da Gama a toccare le Indie
Nel 1898, con otto francobolli, Lisbona celebrò il quarto centenario dell’avventura che portò Vasco da Gama a toccare le Indie

Ancora adesso a Lisbona Vasco da Gama è veneratissimo. E così da quel fatidico 1497 allorché le sue navi, tra le quali c’erano la Sāo Gabriel e la São Rafael, salparono verso le Indie. La partenza era stata preceduta da grandiose cerimonie.
C’era stato un ricevimento nell’antico castello moresco di Montenor o Novo, diciotto miglia a est di Lisbona. Qui il navigatore aveva ricevuto la bandiera consacrata direttamente dale mani del Re.

A cavallo andò incontro alla flotta, che nel frattempo era salpata con l’alta marea dai suoi ormeggi di Lisbona e si era ancorata al largo del Restelo. Confessione generale e ultime invocazioni alla Beata Vergine del Restelo, nella cappella costruita qualche anno prima dal principe Enrico. “La cappella era assai frequentata dai marinai in partenza ed era stata la scena di molti addii, ma probabilmente nessuno era stato più commovente e più pubblicamente conclamato di questo.

Una folla enorme, molto più numerosa di quanto poteva contenere la cappella, era venuta da Lisbona per un saluto di massa ai parenti. Non era certo una partenza semiclandestina per destinazione ignota; la prima spedizione per l’India fu presentata come un grande avvenimento pubblico, di cui l’Europa doveva tener conto”.

La toccante scena della partenza, con le navi che prendono il largo e i parenti saliti sullo scoglio più alto che salutano trepidanti i marinai, è mostrata sul 78 escudos della sequenza rievocativa avviata il 12 novembre 1996. Quattro valori e un foglietto, sui quali figura l’astrolabio chiamato a rappresentare Portugal 98, mondiale portoghese del dentello.

Realizzate da Carlos Possolo le figurazioni aprono con il cantiere navale visitato da re Manuel I, nella circostanza accompagnato da Vasco da Gama. Quarantasette escudos il facciale, 600.000 gli esemplari sfornati dalla Lito Maia di Lisbona. In seconda posizione la partenza, di cui già si è detto, seguita dalla simbolizzazione dell’Oceano, 140 escudos, e dalle navi che fanno rotta verso Calicut, 98 escudos.

Il valore dell' "Imbarco" in versione Madera
Il valore dell’ “Imbarco” in versione Madera

Diversamente da molti esploratori del tempo, Vasco da Gama ebbe la possibilità di scegliersi i suoi compagni. Scelse bene, tenendo presente tanto la competenza che l’attaccamento personale. Nominò così capitani Gonçalo Alvares (São Gabriel); Paulo da Gama, suo fratello (São Rafael); Nicolau Coelho (Berrio) e un dipendente personale di da Gama, certo Nuñes, sulla nave da carico. Segno della fiducia che Vasco da Gama godeva a corte.

Nell’impresa, d’altra parte, Manuel I credeva fermamente ed in modo del tutto particolare dopo il sogno che aveva avuto e che Carlos Possolo propone attraverso i centomila foglietti da 315 escudos del 12 novembre 1996.

Volendo lasciar traccia del suo passaggio, ad ogni tappa Vasco da Gama dava ordine di erigere delle colonne. Come quella intitolata a San Raffaele nella baia di Quelimane, il fiume che il navigatore chiamò Fiume dei Buoni Auspici. Segnata su almeno due carte quasi contemporanee, la Cantino del 1502 e la Canerio del 1504 circa, la colonna è scomparsa, come la maggior parte delle altre, a causa dell’erosione costiera. Torniamo a vederla nel 49 escudos del 5 novembre 1997, seconda emissione dedicata alla scoperta della rotta marittima verso le Indie.

Sei giorni dopo aver lasciato l’estuario del Quelimane la flotta portoghese giunse all’importante città di Mozambico: e qui trovarono un ambiente radicalmente diverso. “Non stavano più attraversando un oceano vuoto dove dovevano fare legna e acqua in ancoraggi sconosciuti e trattare a gesti con selvaggi seminudi che barattavano viveri contro perline di vetro”.

La costa, lo si vede osservando il taglio da 80 escudos, era frequentata, i porti erano caratterizzati da un intenso traffico e gli abitanti portavano vesti eleganti, comprendevano la lingua araba, usavano monete coniate ed erano abituati al commercio su lunghe distanze.

A Natale la flotta portoghese si trovò al largo della costa del Pondo, paese al quale Vasco da Gama diede, come ricorda il foglietto da 315 escudos, il nome di Natal.
Oltrepassata la ricca Kilwa, le navi passarono davanti a Zanzibar, superarono Mtang’ata, l’attuale Tongoni, dove la São Rafael si incagliò in un scogliera dalla quale venne schiodata a forza di funi e braccia. Alla fine di aprile Vasco da Gama arrivò davanti a Mombasa, già allora la più importante città della costa. Diecimila, secondo le valutazioni dei portoghesi, i suoi abitanti.

Segnatasse commemorativi trasformati in francobolli durante il periodo repubblicano
Segnatasse commemorativi trasformati in francobolli durante il periodo repubblicano

Costruita su di un’isola e difesa da un piccolo forte, Mombasa accolse il navigatore col gran pavese che indicava la conclusione del Ramadan. I portoghesi furono favorevolmente impressionati dall’aspetto europeo del luogo, messo in rilievo dal dentello da 100 escudos.

L’incontro, festosissimo, fra il re di Malindi, da tempo in rotta col potente vicino di Mombasa, e Vasco da Gama è a sua volta proposto sul taglio da 140 escudos la cui produzione, al pari dei restanti tre pezzi, risulta dimezzata rispetto alla serie precedente. Trecentomila, infatti, sono i dentelli prodotti sempre dalla Lito Maia su illustrazioni di Carlos Possolo.

Dopo lo scambio dei doni, Vasco da Gama tornò ad incontrare il sultano. Non, però, faccia a faccia. Sospettosissimo com’era, il navigatore pretese e ottenne un rituale complicatissimo, così che l’incontro avvenne in mezzo al porto, ognuno sulla propria nave. Mentre le due imbarcazioni si dondolavano fianco a fianco, da Gama espose la sua intenzione di recarsi in India ed il sultano gli promise un pilota.

Terza e ultima emissione: ancora quattro francobolli ed un foglietto, il 4 settembre 1998, giorno in cui aprì i battenti Portugal 98. Una celebrazione piuttosto sobria, come si vede. Niente a che vedere, quindi, col centenario numero quattro della scoperta della via delle Indie, alla fine dell’800 celebrata davvero alla grande.

1898. Potenza coloniale all’apice del suo splendore, nel 1898 il Portogallo onorò davvero alla grande (in realtà fu autocelebrazione) Vasco da Gama e il viaggio che lo portò a Calicut. Per il navigatore portoghese si trattò di un attracco fortunato. Fosse arrivato, per dirne una, in Gujerat avrebbe trovato un’accoglienza di sicuro meno cortese, perché a comandare lì erano i musulmani. Mentre il sovrano di Calicut, Zamorin, era indù.

Valore da 5 reis con le navi di Vasco da Gama nel porto di Calicut
Valore da 5 reis con le navi di Vasco da Gama nel porto di Calicut

Otto, riuniti in minifogli da 10, i francobolli un secolo fa prodotti dalla londinese Waterlow. Un numero non eccessivo solo all’apparenza, dato che l’emissione subì l’effetto moltiplicatore delle colonie e dei possedimenti, tutti coinvolti in un corale tributo al più famoso uomo di mare portoghese.

Portogallo, 1.4.1898. Illustrazioni di Roque Gameiro, Manuel Pedro de Faria Luna, Silvestre Correira Belèm, João Vaz, Julio Galçalves Coelho, João Ribeiro Cristino da Silva, stampa in calcografia della Waterlow, Londra, fogli da 10, 71413 serie, in corso fino al 30 giugno 1898.

2½r, La partenza (146); 5r, Le navi in rada a Calicut (147); 10r, L’imbarco, il 7 luglio 1497 (148); 25r, La gloria (149); Nave e ritratti di Vasco da Gama e Luis de Camoes (150); 75r, Nave e Arcangelo Gabriele (151); 100r, Nave São Gabriel (152); 150r, Vasco da Gama (153).

Portogallo, 1898. Segnatasse, illustrazione di Carlos Maria de Miranda Costa, incisione di José Sérgio de Carvalho e Silva, in uso dal 1° maggio al 30 giugno.
5r, 10r, 20r, 50r, 100r, 200r (T1/6), Vasco da Gama incontra Zamorin.

Portogallo, 1.10.1911. Vasco da Gama con soprastampa Republica e nuovo valore. Nei Segnatasse la scritta “multa” risulta cancellata con un tratto nero. In circolazione fino al 30 marzo 1913.
2½r, 5r, 10r, 15r, 20r, 25r, 50r, 75r, 80r, 100r, 200r, 300r, 500r, 1.000r (183/95).

Portogallo, 1911/12. Francobolli di Madera soprastampati Republica e nuovo valore.
2½r, 15r, 25r, 50r, 75r, 80r, 100r, 1.000r (193/203).

Africa Portoghese, 1898. Francobolli di Portogallo con scritta Africa.
2½r, 2r, 10r, 25r, 50r, 75r, 100r, 150r (1/8).

Azzorre, 1898. Francobolli di Portogallo con scritta Açores.
2½r, 5r, 10r, 25r, 50r, 75r, 100r, 150r (90/7).

Azzorre, 1911/12. Francobolli di Azzorre con scritta Republica.
2½r, 15r, 25r, 50r, 75r, 80r, 100r, 1.000r (139/46).

Azzorre, 1911/12. Segnatasse di Portogallo con soprastampa Açores e barra per cancellare la scritta “multa”.
5r, 10r, 20r, 200r, 300r, 500r (147/52).

Congo Portoghese, 1913. Francobolli dell’Africa Portoghese soprastampati Repubblica Congo e nuovo valore.
¼c, ½c, 1c, 2½c, 5c, 7½c, 10c, 15c (75/82).

Congo Portoghese, 1913. Francobolli di Macao con soprastampa Repubblica Congo e nuovo valore.
¼c, ½c, 1c, 2½c, 5c, 7½c, 10c, 15c (83/90).

Congo Portoghese, 1913. Francobolli di Timor soprastampati Repubblica Congo e nuovo valore.
¼c, ½c, 1c, 2½c, 5c, 7½c, 10c, 15c (91/98).

India Portoghese, 1898. Francobolli del Portogallo con scritta India.
1½r, 4½r, 6r, 9r, 1t, 2t, 4t, 8t (139/46).

Macao, 1898. Francobolli di Portogallo soprastampati Macau.
½a, 1a, 2a, 4a, 8a, 12a, 16a, 24a (70/77).

Macao, 1913. Francobolli del 1898 soprastampati Republica.
½a, 1a, 2a, 4a, 8a, 10a, 16a, 24a (165/72).

Madera, 1898. Francobolli di Portogallo con scritta Madeira.
2½r, 5r, 10r, 25r, 50r, 75r, 100r, 150r (34/41).

Madera, 1925. Quarto centenario della morte di Vasco da Gama, sovrapprezzo a favore della Società geografica di Lisbona, soprastampa su 10r del 1898.
2c+30c (45).

Timor, 1898. Francobolli di portogallo con scritta Timor Correos.
½a, 1a, 2a, 4a, 8a, 12a, 16a, 24a (52/59).

 

Segnatasse commemorativi

Preso da un fervore commemorativo senza eguali, poco più di un secolo fa Lisbona andò ogni oltre limite varando, pensate un po’, segnatasse… commemorativi. Unica l’immagine, con lo Zamorin, sovrano di Calicut, che riceve in pompa magna Vasco da Gama. Sovrano civile e raffinato, che ben conosceva le norme delle relazioni internazionali e il valore del commercio regolare, Zamorin non tardò a guardare storto il navigatore portoghese.

Colpa delle tante gaffe combinate da Vasco da Gama, il quale, quando gli ricordarono che le buone usanze richiedevano per lo Zamorin un dono diplomatico, tirò fuori la solita collezione di cappelli, bacinelle e pezze di tessuto dozzinale. E le relazioni andarono deteriorandosi a un punto tale che quando, dopo tre mesi di permanenza, decise di far rotta verso Lisbona, Vasca da Gama dovette lasciare Calicut in tutta fretta.

Un’immagine riferita a rapporti, quindi, non propriamente idilliaci per carte valori postali sicuramente malviste dai portoghesi dell’epoca. I quali, c’è da starne certi, difficilmente avranno badato all’incontro di Vasco da Gama con Zamorin proposto in formato dentello. E questo proprio per l’uso di queste carte valori, esplicitato dalla scritta Multa collocata nella parte superiore.

Opera di Carlos Maria de Miranda Costa (il disegno) e di José Sérgio de Carvalho e Silva (l’incisione) e stampati in fogli da 40 dalla Casa da Moeda di Lisbona, i segnatasse commemorativi di Vasco da Gama e della scoperta della via delle Indie, ebbero vita grama. Come comprova il loro uso cominciato il primo maggio e terminato il 30 giugno.

Due mesi di servizio, per di più limitato alle sole città di Lisbona e Porto. Nel 1913 i tre pezzi con valori nominali più elevati, vale a dire i tagli da 50, 100 e 200 reis apparvero in edizione fraudolenta, probabilmente per essere utilizzati per la versione postale normale mediante soprastampa Republica e nominali portati, sempre in soprastampa, a 300, 500 e 1.000 reis.

500 euro e poco più la quotazione attribuita ai sei valori che formano la serie, la quale ha nei tre valori conclusivi i pezzi chiave. In Portogallo c’è tuttavia chi è disposto a strapagare la stessa serie priva anche della minima traccia di linguella. Si parla infatti di incrementi, sul costo della normale serie linguellata, che possono spingersi fino al cinquecento per cento. Delle tasse davvero care e preziose che hanno finito col premiare i pochissimi che negli anni passati hanno creduto in loro.

E Vasco da Gama il protettore di Lisbona

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