E l’Italia volò prima di tutti

Il 17 maggio 1917 un nuovo primato si aggiunse ai numerosi record aerei italiani: il primo francobollo di posta aerea del mondo.
L’aerofilatelia italiana è certamente fra le più ricche di documenti legati ai voli pionieristici, ai primi voli, ai voli speciali effettuati da mezzi o piloti italiani, e fra essi alcuni, collezionati o ricercati in tutto il mondo, costituiscono delle rarità di prima grandezza.

La cartolina verdina edita dal Circolo filatelico italiano di Torino per il primo esperimento di posta aerea
La cartolina verdina edita dal Circolo filatelico italiano di Torino per il primo esperimento di posta aerea

È altrettanto noto che il fiore all’occhiello dell’aerofilatelia italiana è il primo francobollo di posta aerea emesso al mondo o, in altre parole, che l’Italia è stata la prima nazione a usare un apposito francobollo per affrancare la corrispondenza trasportata in un collegamento postale per le vie del cielo. Solamente quasi un anno dopo (il 30 marzo 1918) l’esempio fu imitato dall’Austria e successivamente (nel maggio dello stesso anno) dagli Stati Uniti.

Ed è una felice evenienza che questo francobollo e molti fra i documenti di questo volo siano fra i pezzi più comuni e quindi più accessibili, per cui il primo tassello per una collezione di posta aerea italiana è veramente di facile collocazione.
Infatti la tiratura di questo francobollo, da usarsi esclusivamente per questo collegamento, fu abbastanza elevata – 200.000 esemplari – come copiosa fu la corrispondenza trasportata: all’incirca 200 kg (ivi comprese 100 copie de “La Stampa” e altrettante de “La Gazzetta del Popolo” per il volo di andata; poco meno per quello di ritorno).

Ma andiamo con ordine.
Nel 1917, in piena guerra, il ministro delle poste Luigi Fera, uomo dinamico e capace, affidò a una commissione presieduta dal fisico Augusto Righi il compito di studiare la possibilità di un servizio aereo regolare fra Torino e Roma e fra Napoli e Palermo.
Dopo alcuni esperimenti compiuti dal continente alla Sardegna, per ovviare alla difficoltà di collegamenti postali per via mare, fu deciso che il volo inaugurale Torino-Roma, già previsto per il 19 maggio, avesse luogo per il giorno successivo.

Il francobollo per espressi da 25 centesimi, rosso, emesso il 1 giugno 1903, sovrastampato tipograficamente in nero con la dicitura su tre righe: “Esperimento posta aerea/maggio 1917/Torino-Roma Roma-Torino” fu messo in vendita al pubblico solamente dal 17 maggio e ciascun acquirente poteva averne al massimo tre. Per queste ragioni molti furono gli invenduti.

Il francobollo emesso il 18 luglio 1967 celebra il cinquantenario del primo francobollo di posta aerea
Il francobollo emesso il 18 luglio 1967 celebra il cinquantenario del primo francobollo di posta aerea

Nei principali uffici postali di Torino fu sistemata una apposita cassetta per raccogliere la corrispondenza destinata al volo e affrancata con il francobollo speciale di cui si è detto.
Essa, composta prevalentemente da cartoline edite dal Circolo Filatelico Italiano di Torino e dalla ditta Pomilio costruttrice dell’aereo, fu timbrata con due annulli: uno con la data 20/5/17 su tre righe racchiusa in un cerchio che dapprima continuo, rapidamente deterioratosi, fu quasi subito segmentato e un secondo in gomma con la dicitura “Posta aerea/da Torino a Roma/maggio 1917”. Questi timbri hanno due particolarità: nel primo lo 0 di 20 è rotto a metà della parte sinistra, nell’altro il secondo “1” dell’anno 1917 è più piccolo delle altre cifre.

Più pregiati gli aerogrammi in cui il primo di questi annulli è a cerchio continuo, abbastanza rari quelli che recano uno solo dei due annulli.

L’aereo, come abbiamo accennato, era un “Pomilio”, biposto con motore da 200HP, pilotato dal tenente Mario De Bernardi. Per le avverse condizioni atmosferiche la partenza avvenne solo il 22 maggio e, dopo un volo regolare compiuto a circa 180 km. l’ora, dopo 4 ore e 11′ l’aeroplano giunse a Centocelle, ma nell’atterraggio riportò danni al carrello. Per cui il ritorno, che avrebbe dovuto aver luogo nello stesso giorno, dovette essere forzatamente rinviato.

La posta giunta a Roma fu timbrata in arrivo con il timbro rotativo “Roma Centro/22-V-17-17”. Su alcuni aerogrammi la data è errata: “22-IV-17-17”.
Anche a Roma la vendita dei francobolli fu contingentata e anche qui presso gli uffici postali furono installate le apposite cassette riservate.

Gli aerogrammi, che da questa destinazione sono in maggioranza buste, recano un annullo con la dicitura “Posta Aerea/Roma-Torino” e la data. Questa può essere il 20/5/17 prevista per il volo di ritorno, oppure il 25/7/17 giorno nel quale questo fu effettuato. Questo ultimo è meno comune del primo (sebbene la differenza sia modesta) mentre va rilevato che per entrambe le date furono usati due annulli differenti: nel primo fra le diciture “Posta Aerea” e “Roma-Torino” sono inserite due crocette lineari vuote internamente, nel secondo quadro puntini disposti in quadrato e inoltre la dicitura “Roma-Torino” è più stretta e la linea orizzontale sopra la data è interrotta.

Ho scritto all’inizio che la maggior parte di questa documentazione (francobolli, cartoline e lettere) è piuttosto comune, ma qualche eccezione è da segnalare.
Così molto pregiate sono le cartoline bianche preparate dal Circolo Filatelico Italiano di Torino per questo volo di ritorno. Si differenziano da quelle usate per l’andata oltre che per il colore – le prime sono in verdino – per la variazione della data è stato omesso il “19” – e per la cancellazione dell’indirizzo a stampa. Ne sono giunte a destino solo 42: l’indirizzo è sempre manoscritto e i destinatari sono: G. Lovadina, G. Maggio, C. Paganotti, G. Corio, G. Tedeschi, G. Rafanelli Salvi, P. Fassino.

Una rarissima cartolina affrancata con una quartina del primo francobollo di posta aerea
Una rarissima cartolina affrancata con una quartina del primo francobollo di posta aerea

Ma vi sono anche rarità di rilievo.
Cherubini e Taragni nel loro “Catalogo Italiano della Posta aerea” citano tre sole buste timbrate in data 23 maggio (ma a quanto mi risulta questi francobolli furono usati per posta ordinaria) e ho visto aggiudicare in un’asta di qualche anno fa una cartolina affrancata con una quartina (neppure perfetta e alquanto rugginosa) da Roma a Torino del 27 maggio per la bella cifra di oltre tre milioni e mezzo di lire. Prezzo che si spiega, almeno in parte, con la pratica impossibilità per il normale collezionista di venire in possesso di una quartina data la citata limitazione a tre francobolli per ogni acquirente. Evidentemente già allora non erano impraticabili le vie traverse! Il corriere non ricevette il timbro di arrivo di Torino.

Come si è detto il volo di ritorno previsto per il 20 maggio fu effettuato solo il 27 (le cassette postali già ritirate furono rimesse al loro posto per raccogliere le lettere imbucate nei giorni successivi) malgrado il tempo fosse assai cattivo. Il pilota, dopo aver fatto tappa a Pisa, fu costretto ad un atterraggio di fortuna sulla spiaggia di Lavagna e solo il giorno successivo poté giungere all’aeroporto di Mirafiori di Torino.

I descritti contrattempi, la scarsa affidabilità dell’aereo militare usato , il particolare difficile momento in cui viveva la nazione fecero sì che questo esperimento rimanesse tale, senza un seguito immediato.
Ma per noi aerofilatelisti segna una data importante: per le Poste italiane un primato mondiale.

 

…e anche il secondo fu italiano

Non paga di aver dato alla luce il primo francobollo di posta aerea, l’Amministrazione postale italiana si concesse anche il secondo. Il lieto evento avvenne in occasione di un nuovo esperimento postale aereo programmato per il 28 giugno del 1917 sul tragitto Napoli-Palermo-Napoli.

Anche questa volta si fece ricorso a una sovrastampa su tre righe, con la dicitura: “Idrovolante/Napoli-Palermo-Napoli/25 cent. 25”, apposta in nero sul francobollo espresso-urgente da 40 cent. non emesso. La tiratura fu di 100.000 esemplari riservati alla affrancatura del corriere trasportato in questo collegamento.

L'annullo di Palermo in ricordo dei 70 anni del volo Napoli-Palermo.Napoli
L’annullo di Palermo in ricordo dei 70 anni del volo Napoli-Palermo.Napoli

Questi francobolli furono venduti esclusivamente a Napoli, Palermo e Roma. La capitale, proprio perché tale e forse anche per la sua relativa vicinanza a Napoli, godette di questo trattamento di favore. Nelle tre città furono installate le solite cassette riservate alla posta affrancata con il francobollo speciale. Quella imbucata a Roma ricevette un timbro con la dicitura “Roma/Ferrovia/27-6-17-20” che non cadeva sul francobollo e, inoltrata a Napoli, venne unita al corriere in partenza che fu timbrato sul francobollo con l’annullo speciale a doppio cerchio “Posta aerea/Napoli-Sicilia” e la data su tre righe “28/6 17/5”.

Alle ore 6,24 del 28 giugno l’idrovolante della Società Industrie Meridionali, al comando del pilota Franzoni, partì da Napoli e raggiunse Palermo in circa tre ore a una velocità media di 140 km/h.

Pesante il corriere trasportato: i soliti messaggi di convenevoli fra le autorità, copie del giornale “Il Mattino” e tante cartoline e buste ufficiali e private. Il tutto ricevette in arrivo un timbro con la stessa dicitura “Palermo(Distribuzione)28-6-17-10” in tre differenti versioni facilmente distinguibili e praticamente usate in egual misura.
Nella stessa giornata l’idrovolante ripartì per Napoli trasportando un buon quantitativo di posta che fu annullata con il timbro: “Posta Aerea/Palermo-Continente/28-6-17”, del quale si conoscono due tipi distinguibili per la diversa spaziatura delle lettere della dicitura “Posta Aerea”.

A causa della nebbia il volo dovette essere interrotto a Capo Orlando e solo nella mattinata del 29 giugno l’idrovolante giunse a Napoli.

La corrispondenza qui arrivata fu suddivisa per le diverse destinazioni: quella della città immediatamente distribuita; l’altra inoltrata a mezzo ferrovia ai luoghi di destino. L’annullo di arrivo è pertanto quello delle località in indirizzo.
In questa occasione furono edite cartoline a beneficio della Croce Rossa e qualche interesse meritano affrancature aggiuntive con francobolli della serie dedicata a tale istituzione.

La tiratura sostenuta del francobollo e il numero notevole degli oggetti postali trasportati rendono questa documentazione facilmente accessibile. Come già per il precedente del Torino-Roma molto pregiata la quartina su busta. Un aerogramma così affrancato ha raggiunto ad un’asta del 1983 la somma di oltre cinque milioni di lire. E qui si può parlare, con il dovuto rispetto all’acquirente, di un pizzico di esagerazione.

E l’Italia volò prima di tutti

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