Così i polacchi presero Montecassino

Riuscirono dove avevano fallito le altre truppe alleate. Della storica impresa, consumatasi nell’arco di otto giorni – l’attacco finale era iniziato l’11 maggio – rimane un’interessante documentazione filatelica, di cui alcuni pezzi toccano eccezionali livelli di rarità.

11 maggio 1944. Busta con annullo "Poczta Polowa 130" (Divisione "Kresowa"), con la data di inizio dell'attacco polacco a Montecassino
11 maggio 1944. Busta con annullo “Poczta Polowa 130” (Divisione “Kresowa”), con la data di inizio dell’attacco polacco a Montecassino

Il 18 maggio ricorreva il 74° anniversario della conquista di Montecassino da parte delle truppe polacche, che scalzarono il nucleo di resistenza della 1ª Divisione Paracadutisti tedesca che per mesi e mesi aveva tenuto testa a tutte le truppe alleate che si erano alternate in successivi attacchi alla “fortezza” del monastero. Per un disgraziato equivoco, ammesso anche da parte alleata, il monastero era stato bombardato il 17 febbraio (1944) e da doloroso luogo di rifugio per monaci e sfollati, fu trasformato in un tragico cimitero e subito dopo in un’ideale casamatta per la resistenza tedesca.

Dopo una serie di attacchi, che causarono perdite di circa 4.000 uomini tra morti e feriti nel giro di una sola settimana (il 25 per cento degli effettivi delle due divisioni attaccanti), i polacchi riuscirono ad issare sulle rovine del monastero la loro bandiera bianco rossa il mattino del 18 maggio.

La “battaglia di Cassino”, durata dal settembre 1943 al maggio 1944, fu abilmente sfruttata dalla propaganda di entrambi i contendenti. Il bombardamento dell’abbazia suscitò scalpore nell’opinione pubblica mondiale, divisa – ovviamente – dalle informazioni contrastanti che le venivano propinate. Logico che la conquista di Montecassino, che apriva la strada per Roma (la capitale venne poi conquistata un mese e mezzo dopo), venisse sfruttata come un grosso argomento di propaganda, con un battage ben superiore alla pur notevole importanza tattica di quell’obiettivo militare.

Francobollo dedicato a Montecassino facente parte della serie di 4 valori detta "delle Vittorie"
Francobollo dedicato a Montecassino facente parte della serie di 4 valori detta “delle Vittorie”

Alcuni storici, a cose fatte, hanno ritenuto addirittura che i fatti fossero talmente maturi, nel maggio del 1944 che, Montecassino sì o Montecassino no, le truppe alleate sarebbero riuscite lo stesso a passare. Comunque il fatto storico rimane (una mezza dozzina di volumi – con ottica diversa – ne parla diffusamente, oltre ai vasti capitoli contenuti in tutte le “memorie” dei generali che hanno comandato le truppe che hanno preso parte alla “battaglia di Cassino”) e con il fatto storico rimane un’eccezionale documentazione filatelica.

Da parte tedesca vi sono gli annulli di Feldpost della 1ª Divisione Paracadutisti (che difendeva il monastero nella fase conclusiva della battaglia) e delle altre divisioni che combatterono nella piana di Cassino e sulle colline circostanti. Vi è addirittura un’affrancatura meccanica italiana che pubblicizza il film “I diavoli verdi di Montecassino”, dove i “diavoli verdi” sono appunto i paracadutisti tedeschi.

Da parte inglese, canadese, americana ed indiana gli annulli Fpo e Apo di brigate e divisioni che via via si alternarono senza successo negli attacchi alla città di Cassino ed alla rocca del monastero. Ma la parte decisamente più interessante è quella delle truppe polacche, alle quali toccò la ventura di essere gettate nella fornace nella fase decisiva dell’attacco, per ritentare dove tutti gli altri avevano fallito con perdite spaventose.

Airgraph inglese celebrativo della vittoria polacca a Montecassino
Airgraph inglese celebrativo della vittoria polacca a Montecassino

Chi visita il cimitero polacco di Montecassino e si sposta fino ai monumenti eretti nelle posizioni-chiave conquistate dalle divisioni “Carpatica” e “Kresova”, può farsi un’idea dell’asprezza della battaglia. È incredibile, ad esempio, pensare a battaglioni che – senza alcun riparo – su un terreno completamente spazzato da mesi di combattimento, dove non c’è più nemmeno un arbusto, vanno completamente allo scoperto all’attacco di quota 592 (dove ora sorge il monumento alla “Carpatica”) sotto il tiro dei cannoni e delle mitragliatrici tedesche sapientemente piazzate e posizionate con l’esperienza di decine di contrattacchi precedenti.

Fu veramente un’epopea ed i polacchi ebbero tutte le ragioni per andare orgogliosi di quanto erano riusciti a fare. Ne risultò anche una documentazione filatelica, dell’epoca, abbastanza importante e che, con l’andare del tempo, ha acquistato anche un certo pregio.

In uno studio filatelico su Montecassino (o Monte Cassino come scrissero sempre i polacchi), hanno il posto d’onore le buste con annullo dell’11 maggio 1944, data di inizio della battaglia. Ne viene mostrata una con annullo della Posta da Campo Polacca n. 130 (Divisione “Kresova”): è l’ultimo giorno in cui funzionò il servizio di posta per i polacchi, servizio che riprese solo dopo la fine della battaglia, essendo stati chiamati anche i postini a sostituire i caduti del primo sanguinoso attacco.

Un altro Airgraph inglese celebrativo della vittoria polacca a Montecassino
Un altro Airgraph inglese celebrativo della vittoria polacca a Montecassino

Il migliore riconoscimento al valore delle truppe polacche venne dal generale Alexander, comandante dell’8ª Armata inglese, con la quale combatteva il 2° Corpo Polacco, condotto dal leggendario generale Vladyslaw Anders. Nel conferire ad Anders, quale rappresentante delle truppe del 2° Corpo, un’alta ricompensa militare inglese, l’ “Ordine del Bagno”, a nome di Re Giorgio d’Inghilterra, Alexander concluse il suo discorso con queste parole: “Soldati del Corpo Polacco! Se potessi scegliere i soldati che mi piacerebbe avere sotto il mio comando, sceglierei voi, Polacchi!”. Alexander, è noto, non era né un emotivo né un diplomatico: diceva quello che provava.

Un’ampia documentazione postale della conquista di Montecassino viene dagli “Airgraphs”, quegli originali documenti microfilmati utilizzati dagli inglesi nella 2ª Guerra Mondiale. I polacchi furono tra i pochi ad avere degli airgraphs dedicati interamente a loro e scritti nella loro lingua; tra questi sono diventati ormai rarissimi quelli celebrativi di Montecassino. Le ragioni sono presto dette: pare che la tiratura di ciascuno di questi airgraphs corrispondesse ad un esemplare per ogni soldato polacco.

Vari annulli celebrativi, nel 1969, del 25° anniversario della battaglia di Montecassino
Vari annulli celebrativi, nel 1969, del 25° anniversario della battaglia di Montecassino

È ipotizzabile qual è stato il coefficiente di dispersione, tenendo conto che i polacchi non potevano scrivere a casa e che quindi il grosso fu utilizzato per scrivere a compagni operanti su altri fronti. Si sa che un soldato in guerra, normalmente, ha ben altro a cui pensare che non a salvare la corrispondenza. Alcuni pezzi hanno livelli di rarità eccezionali: in certi casi gli esemplari conosciuti si contano sulle dita di una mano.

Un’altra documentazione filatelica ufficiale si ebbe nel giugno 1944, quando il governo polacco in esilio a Londra emise una serie di quattro valori con sovrastampa “Monte Cassino” e le date di inizio e fine della battaglia. Alla fine del 1945 un valore della serie “Vittorie” fu dedicato a Montecassino: questa emissione, che dovrebbe essere considerata “semi-ufficiale”, ebbe tuttavia uso postale (e non di favore), anche con lettere raccomandate.

Nel 1954, per il decennale della battaglia, lo stesso francobollo fu sovrastampato “Dziesieciolecie / 1944-1954”; anche il valore da 2 zloty della stessa serie (con l’effigie del generale Anders) ebbe una sovrastampa con la dicitura “Poczta Lotnicza / Monte Cassino / 1944-1954”.

Vari annulli celebrativi, nel 1969, del 25° anniversario della battaglia di Montecassino
Vari annulli celebrativi, nel 1969, del 25° anniversario della battaglia di Montecassino

Per il ventennale (1964) vi fu un annullo celebrativo a Londra e, nel 1969, in occasione del 25° anniversario, gli annulli furono diversi, in vari paesi. Alcuni di essi sono qui illustrati.
La battaglia di Montecassino fu un fatto d’armi di eccezionale importanza storica, che merita questa ampia documentazione filatelica. È normale che essa venga soprattutto da parte dei vincitori; tuttavia non bisogna dimenticare le angosce ed il sacrificio di tutti coloro che hanno valorosamente combattuto in quella battaglia, ma che hanno avuto la fortuna di trovarsi dalla parte sbagliata del fronte.

È la dura sorte di tutti i combattenti di tutte le guerre e la filatelia non fa che documentare una situazione di fatto che premia i vincitori ed ignora spesso lo sfortunato coraggio degli sconfitti.

Così i polacchi presero Montecassino

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