Così gli ATM verso l’euro

Per i francobolli automatici, in sigla ATM, l’introduzione della moneta unica comportò non pochi problemi la cui soluzione, per le amministrazioni postali, ebbe dei costi non indifferenti, L’ostacolo maggiore era naturalmente rappresentato dalle monetine (1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi, 1 e 2 euro) che si andarono ad utilizzare a partire dal 1° gennaio 2002. Queste, a parte il valore, avendo forma e peso diversi da quelle fino allora in uso, da tempo costrinsero le amministrazioni postali a richiedere ai costruttori l’adeguamento dei distributori ai nuovi formati.

Austria-Belgio e Grecia-Vaticano. Frama con e senza indicazione dei decimali
Austria-Belgio e Grecia-Vaticano. Frama con e senza indicazione dei decimali

Una volta risolta l’accettazione “fisica e contabile” delle nuove monete in euro, il secondo aspetto che si proponeva era quello di stampare il valore facciale in euro. Il problema, proprio per la natura dei francobolli automatici, non era banale in quanto la stampa del valore facciale avveniva nei distributori che erano sparsi per tutta Europa (quelli interessati all’euro erano circa diecimila). Per quelli che stampavano il valore facciale con una testina elettronica, simile alla stampante del computer, il problema si risolse facilmente modificando il software relativo (il programma del computer) mentre per i distributori che utilizzavano un cliché meccanico, il problema era più complesso.

Occorreva innanzitutto indicare l’euro (solitamente non c’era nulla; era sottintesa la moneta locale) ed aggiungere la virgola dove occorreva. Si trattava di modifiche meccaniche che non sempre erano agevoli; basti pensare a tutte quelle affrancatrici meccaniche, costruite prima del 1990, che non potevano essere convertite.
Per tutti i distributori che rilasciavano una ricevuta non c’erano problemi a continuare questo servizio essendo la stampa effettuata da una testina elettronica e, quindi, facilmente modificabile via software.

Agli undici Paesi iniziali che hanno partecipato alla Banca Centrale Europea (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna) si aggiunse poco dopo anche la Grecia. Fa riflettere il fatto che, tra questi, l’Italia era l’unica a non utilizzare distributori di francobolli automatici.

Portogallo. In doppia moneta i francobolli automatici dei distributori Amiel, Smd e Crouzet
Portogallo. In doppia moneta i francobolli automatici dei distributori Amiel, Smd e Crouzet

A livello postale e, più precisamente, di introduzione degli automatici, a questi Paesi vanno aggiunte le Amministrazioni postali di Aland, Andorra Spagnola e Vaticano. Vediamo ora, caso per caso, la situazione come si presentava alle soglie di questa tappa storica nel cammino verso la costruzione dell’Europa.

Austria. Erano in distribuzione i distributori Frama i quali dovettero subire la modifica del dispositivo di controllo delle monetine e dare l’indicazione dell’euro stampandolo con il facciale. Il problema dei centesimi non sussisteva in quanto la virgola esisteva già da tempo.

Belgio. Erano in servizio i distributori della Frama (vale quanto detto per l’Austria) e dell’Amiel; questi ultimi dovevano adeguare solo il sistema di controllo delle monetine; la stampa del francobollo automatico avveniva con un testina elettronica per cui la modifica si attuava semplicemente, modificando il programma di stampa del computer di bordo.

Automatici di Aland e Finlandia
Automatici di Aland e Finlandia

Finlandia. Erano in funzione sia i Frama che i Dassault/Inter Marketing. Il valore facciale nelle emissioni Frama in servizio precedentemente, era senza virgola ed, escludendo il Babbo Natale policromo del 31 ottobre 1997, era stampato con l’indicazione “p”, che sta per pfenning, centesimo del marco finlandese. Dal 1° settembre 1999 sono state introdotte su tutti i distributori la virgola e l’indicazione “Mk”, marco finlandese; il passaggio all’euro fu così cosa semplice, è bastato sostituire il dispositivo di controllo delle monetine e il simbolo Mk nel cliché (o prevederlo sul fondo di sicurezza).
Per i distributori Dassault/Inter Marketing il problema era più semplice e identico a quello degli Amiel in funzione in Belgio.

Francia. Le poste francesi, anche in questo caso, non hanno tradito la loro propensione a precorrere i tempi. Nel 1969 introdussero i primi distributori di francobolli automatici e, il 18 dicembre 1998, già alcuni distributori della Crouzet, in seguito Monétel, montavano una nuova versione di software che permetteva di stampare francobolli automatici con il doppio facciale: franchi francesi ed euro.

Il cambio calcolato non era esattamente quello che poi fu definito ufficialmente qualche giorno dopo, il 31 dicembre 1998 (1 euro pari a 6.55957 franchi francesi). Sta di fatto che gli automatici rilasciati in questo periodo indicano un valore errato di conversione; tale anomalia rimase in alcuni casi operativa per parecchi mesi prima che venisse aggiornato il programma nel computer di bordo.

In questa particolare situazione, la cosa importante da sottolineare è che i primi automatici francesi furono i primi francobolli in assoluto ad avere il facciale in doppia moneta anticipando il 3 franchi con “glifo” di Jean-Paul Cousin uscito il 2 gennaio 1999. Così il 1° gennaio 2002 si dovette semplicemente introdurre un programma che stampasse solo gli euro. Rimaneva da modificare il dispositivo di controllo delle monetine; questa stessa variante fu valida anche per i distributori Monétel che operavano in Lussemburgo e Portogallo.

La doppia moneta sul francobollo automatico dei distributori iEr e sul commemorativo per il Salone d'autunno
La doppia moneta sul francobollo automatico dei distributori iEr e sul commemorativo per il Salone d’autunno

Oltre ai distributori Monétel, in Francia operavano quelli della Sercem che però da qualche mese erano in fase di smantellamento perché troppo elementari rispetto alle esigenze e alle necessità del servizio. Comunque, per il momento, non subirono modifiche, e non si sapeva nemmeno se la loro uscita di scena si sarebbe conclusa prima dell’introduzione dell’euro (nel campo degli automatici le Poste francesi sono sempre state avare nel fornire informazioni).

Rimanevano da considerare i nuovi distributori iEr, da poco sperimentati dalle Poste francesi con due unità nella regione parigina. Introdotti il 22 ottobre 1999, si presentavano già con il doppio valore facciale; la loro diffusione, dall’inizio del 2001 andò generalizzandosi in tutta la Francia. Per l’adeguamento completo all’euro vale il discorso dei Monétel.

Germania. Erano in distribuzione solamente i distributori Nagler che, al momento, non avevano ancora subito modifiche per il caso. Essi gestivano la stampa elettronicamente: era quindi semplice modificarla e introdurre la nuova moneta, centesimi inclusi.
La variazione più pesante rimase quindi la solita, quella al congegno elettronico delle monetine.

Olanda, la carta utilizzata in Olanda con l'indicazione dei centesimi di fiorino che andò a sparire
Olanda, la carta utilizzata in Olanda con l’indicazione dei centesimi di fiorino che andò a sparire

Lussemburgo. Erano in funzione i distributori Frama (vale quanto detto per l’Austria) e quelli francesi della Monétel. Questi per il momento non avevano subito modifiche al programma di stampa come era successo in Francia e Portogallo.

Olanda. I distributori in servizio utilizzavano due tipi di carta; entrambi i motivi prestampati riportavano l’indicazione “c”, centesimi (di fiorino); la stampa del valore facciale, di conseguenza, non prevedeva la virgola. Dal 1° gennaio 2002, oltre alle modifiche al congegno di controllo delle monetine e all’inserimento della virgola, è stato gioco forza cambiare anche la carta.

Portogallo. Tra i vari distributori in servizio c’erano quelli della francese Crouzet (in seguito Monétel); questi, già dal 1° settembre 1999, sono stati riprogrammati per stampare la doppia moneta: escudo ed euro. Quelli Amiel e Smd, anche loro con la gestione elettronica della stampa, furono riprogrammati nei primi mesi del 2000. Dal 1° gennaio 2002 a tutti questi distributori venne modificato il programma del computer interno e venne stampata solo la sigla euro; rimaneva da risolvere la modifica al congegno di controllo delle monetine.

Olanda, la carta utilizzata in Olanda con l'indicazione dei centesimi di fiorino che andò a sparire
Olanda, la carta utilizzata in Olanda con l’indicazione dei centesimi di fiorino che andò a sparire

Gli altri distributori in servizio, Klüssendorf e Tecnost/Olivetti, che stampavano meccanicamente il valore facciale (come i Frama), per ora non effettuarono modifiche; la conferma venne anche dal fenicottero rosa emesso il 5 settembre 2000.

Spagna. In servizio c’erano i distributori Epelsa e Mobba che utilizzavano la stessa carta stampando elettronicamente il facciale e la moneta: Pts che sta per pesetas. Quello spagnolo è stato l’adeguamento all’euro più semplice fra tutti i distributori di francobolli automatici: è stato sufficiente modificare il programma di stampa del computer; non occorreva altro essendo un distributore da sportello, ad uso esclusivo degli impiegati postali, che non funzionava con le monete.
L’impiegato componeva un valore su una tastiera, lo confermava con un tasto e otteneva subito il valore richiesto: il denaro del cliente veniva direttamente messo in cassa dall’impiegato stesso.

Grecia, Irlanda e Vaticano. Qui i distributori in servizio erano i Frama e la stampa era meccanica e non prevedeva la virgola né tantomeno la moneta. Non si conosceva ancora la scelta che ogni sngola amministrazione postale avrebbe operato.

Aland. Le prime sei emissioni non avevano la virgola nel facciale e riportavano l’indicazione “p” (come in Finlandia); dal 1996 è sparito anche questo particolare. L’emissione dell’8 agosto 2000, che apriva una nuova serie sugli animali da fattoria, ha prestampato una pecora immersa nel suo paesaggio con accanto la sigla “Mk”, marco finlandese. La virgola invece veniva impressa dal cliché meccanico con il valore facciale. Come facevano sapere alle Poste finlandesi, questo aspetto transitorio è stato voluto per evitare malintesi con l’introduzione dell’euro; in quella data, è stato sostituito il motivo prestampato con un nuovo disegno che avrà stampato il “glifo”.

Andorra Spagnola. Per i distributori Epelsa in servizio la modifica era semplicissima e vale quanto detto per la Spagna.

Così gli ATM verso l’euro

Link intermo  tuttovideo