Centocinquant’anni d’internazionali

Londra, primo maggio 1851, giovedì. Apre solennemente l’Esposizione internazionale dell’industria, alla quale prendono parte tutti gli stati italiani.

Quella di Londra del 1851 è la prima delle tante manifestazioni fieristiche universali che hanno costellato l’Europa della belle époque, proseguendo poi in tutte le contrade del mondo. Fino ad arrivare all’Expo 2015 di Milano (1 maggio – 31 ottobre).

Il padiglione della Repubblica di San Marino all'Expo del 1900
Il padiglione della Repubblica di San Marino all’Expo del 1900

Londra 1851. “Questa esposizione – lasciò scritto Karl Marx – è una prova eclatante della violenza con cui il capitalismo travolge le diversità nazionali”. Allestita al Palazzo di Cristallo, andato distrutto nel 1936 a causa di un incendio, l’internazionale di Londra rappresentò la consacrazione della potenza vittoriana.
Pur fattosi ormai grandicello, il francobollo, tenuto a battesimo undici anni prima, non conosce impieghi commemorativi o propagandistici. Il dentello postale arriverà anni dopo, l’8 settembre 1987. attraverso la serie L’epoca vittoriana: il taglio da 18p propone difatti il Palazzo di Cristallo.
Gran Bretagna, 1987: 18p (1277).

Parigi, 1867. Debutta un nuovo metallo, l’alluminio. Tra i visitatori, che passano velocemente davanti alle tele di Edouard Manet c’è anche Francesco Giuseppe, l’imperatore d’Austria. “Non si può che rimaner stupiti – dice – davanti alle cose grandiose, belle e utili che si vedono. E come un sogno”.

Preparata con meticolosa cura, la rassegna riuscì a mettere insieme 43.217 espositori e fu visitata da qualcosa come 7 milioni di persone. Con sede in Firenze, allora capitale dell’Italia unita, nel 1866 venne costituita la Commissione reale dell’Esposizione universale di Parigi. Fu dotata di un bollo ovale in franchigia contenente le seguenti scritte: R. Poste, Esposizione universale 1867 a Parigi, Commissione R. Italiana.

Vienna, 1873. Nasce il parco di divertimenti del Prater e Johann Strauss scrive un valzer in onore dell’Esposizione.

Philadelphia, 1876. Il secolo dell’indipendenza americana è celebrato attraverso l’esposizione universale nel corso della quale le Poste di Wasghington mettono in vendita una busta postale da tre centesimi: si tratta della prima carta valore postale commemorativa del mondo.

Parigi, 1889. È l’Expo della Rivoluzione del 1789 e della Torre Eiffel, sopravvissuta alla manifestazione.

Le sezioni italiane della Toscana, degli Stati Romani e del Regno Sardo all'Esposizione internazionale di Londra del 1851
Le sezioni italiane della Toscana, degli Stati Romani e del Regno Sardo all’Esposizione internazionale di Londra del 1851

Chicago, 1893. Nel nome di Cristoforo Colombo la confederazione a stelle e strisce avvia la grande stagione delle mostre. Tutte, a cominciare dalla rassegna di Chicago dell’1 maggio-30 ottobre 1893, sono ricordate attraverso appositi francobolli. È questo, appunto, il caso dell’Esposizione Trans-Mississippi di Omaha, Nebraska, che le Poste di Washington nel 1998, si apprestarono a ricordare riproponendo le pionieristiche immagini di un secolo prima; dell’Esposizione Pan-Americana di Buffalo del 1901; dell’Esposizione per il centenario dell’acquisto della Louisiana, dai francesi, del 1904; dell’Esposizione di Jamestown del 1907.

Parigi, 1900. È l’Esposizione dell’energia elettrica, nuova meraviglia del secolo, nonché del Grand e Petit Palace. Escono nuovi francobolli. Ancora non si tratta di francobolli commemorativi, bensì di tagli a tutti gli effetti d’uso corrente concepiti tuttavia per salutare l’Expo del 1900 e al tempo stesso per mandare in pensione l’ormai anzianotta Pace e Commercio. Per le Poste di Parigi il nuovo secolo, tenuto a battesimo dall’Expo, meritava francobolli nuovi di zecca: le allegorie rispettivamente realizzate da Joseph Blanc e Louis-Eugène Mouchon. Pur varata per tempo, ed esattamente nel 1898, la nuova definitiva inciampò più volte, al punto da arrivare allo sportello della posta il 4 dicembre, a Esposizione universale archiviata, quindi.

San Marino, presente pure alle rassegne universali del 1878 e del 1889, allestì un proprio padiglione opera dell’architetto Mario Toudaire. Collocato su di un pilastro della Torre Eiffel, il padiglione ripeteva, sia pure a grandi linee, le fattezze del Palazzo Pubblico. Nell’occasione San Marino ebbe, fra medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, 52 onorificenze, sei in più di Monaco.

Il bollo ovale della Commissione reale italiana per l'Expo parigina del 1867
Il bollo ovale della Commissione reale italiana per l’Expo parigina del 1867

New York, 1939. Sotto il padiglione della Westinghouse, a 15 metri di profondità, viene seppellita la “capsula del tempo”. È il messaggio agli uomini del futuro, agli archeologi di domani. La capsula contiene, tra l’altro. l’Enciclopedia britannica in microfilm, un rasoio elettrico, un manuale per il gioco del bridge.
Stati Uniti, 3c (405).

Bruxelles, 1958. Mostra che celebra la fede nei progressi della scienza, simbolicamente affidata al grande monumento all’atomo alto 120 metri e pesante 30 tonnellate, l’Expo di Bruxelles è ricordata anche per il numero incredibilmente elevato di francobolli. Una collezione nella collezione. Per la prima, ed unica volta, i Paesi del tricamere italiano salutarono all’unisono l’esposizione con appositi francobolli. Il Vaticano, addirittura con un foglietto che andò a ruba.

Il Belgio, Paese ospitante, non fu da meno e nell’occasione lanciò l’usanza dei francobolli di preannuncio, emessi con largo anticipo sulla data di svolgimento della manifestazione così da propagandarla a dovere. Non solo. Il 17 aprile 1958 videro la luce sedici dentelli postali, sei dei quali di posta aerea, con sovrapprezzo a favore della partecipazione delle Nazioni Unite, con validità postale limitata ai soli plichi impostati nel padiglione ONU.

Belgio, 1957/58. F.2, 2.50, 4, 5 (1008/10); 1958: 30c+20c, F.1+50c, F.1.50+50c, F.2.50+F.1, F.3+F.1.50, F.5+F.3 (1047/52); 1958: 50c, F.1, F.1.50, F.2, F 2.50, F.3, F.5, F.8, F.11, F.20 (1053/62), F.5, F.6, F.7.50, F.8, F.9, F.10 (A30/35).

New York, 1964. Ancora una manifestazione fantasmagorica con la Pietà del Michelangelo esposta nel padiglione della Santa Sede.
Stati Uniti, 4c (759).

Uno scorcio dell'Expo di Chicago del 1893
Uno scorcio dell’Expo di Chicago del 1893

Montreal, 1967. Allestita all’insegna della grandiosità, la manifestazione registrò l’emissione di un solo dentello postale canadese. In compenso le Nazioni Unite lanciarono cinque valori con valori nominali espressi in moneta canadese, validi di conseguenza per la sola affrancatura di lettere e cartoline imbucate nel padiglione Onu.
Canada, 1967: 5c (390).

Osaka, 1970. Vetrina del nuovo Giappone diventato potenza mondiale è ricordata per l’ineguagliata grandiosità.
Giappone, 1970. Y.7, 15, 50 (972/4, F. 66, C972, due tipi), Y. 7, 15, 50 (978/80, F. 67, C978 due tipi).

Siviglia, 1992. Expo delle scoperte, tutta incentrata su Cristoforo Colombo, la rassegna ha lasciato un sacco di padiglioni inutilizzati, compreso quello italiano. Una fortezza tra passato, presente e futuro venuta a costare 80 miliardi.
Spagna, 1987: P.19, 48 (2493/4), P. 20, 50 (2543/4); 1988: P. 8, 45 (2553/4); 1989: P. 8+ P. 5 x 2, P. 20+P. 5 x 2 (2606/9); 1990: P. 8+P. 5, P. 20+5, 45+5, 50+5 (2664/7); 1991: P. 15+5, 25+5, 45+5, 55+5 (2711/14); 1992: P. 27 (2763), P. 17 x 12, P. 27 x 12 (F. 49/50), P. 27+P. 5 (F51).

Lisbona, 1998. Cinquecento anni dopo il fortunato viaggio di Vasco da Gama verso le Indie, l’Expo di Lisbona celebra questo primo incontro fra mondi lontani e diversi attraverso il mare. Presenti, sulle rive del Tago, 145 tra nazioni e organismi internazionali.
Portogallo, 1987: E. 49, 80, 100, 140, E.100 x 2, foglietto; 1998: E.50, 85, 100, 140, E.100 x 2, foglietto, E.50 x 2, 85 x 2, 140 x 2, E.500, foglietto.

 

Dagli Usa la prima intera Expo…

Nel più che centenario cammino le Esposizioni universali non hanno mancato di disseminare un certo numero di interi. Con delle vere e proprie primizie. Come nel caso della busta postale americana del 1876, entrata di gran carriera nel Guinnes dei primati. Si tratta infatti, dati alla mano, della prima carta valore postale commemorativa del mondo.

La busta verde o rossa da 3 centesimi, posta in vendita nell’ambito dell’Expo allestita a Philadelphia per i festeggiamenti indetti nel 1876 a ricordo del centenario della Confederazione a stelle e strisce non porta per la verità alcuna scritta commemorativa. Si tratta di un elemento decisamente secondario in quanto la commemorazione è affidata a due precise date: 1776-1876: Collocata in alto la prima, posta in basso la seconda: ad esse venne affidato il ruolo rievocativo.

La triplice immagine, costituita da un corriere a cavallo, da un treno a vapore e dalla linea telegrafica, ha lo scopo di esaltare il progresso delle comunicazioni, a sua volta amplificato dalla rassegna. Un’avvertenza. Per produrre la busta postale la Plimpton Manufactoring adoperò due differenti matrici, volutamente distinte dalla linea sotto Postage: unica nel primo conio, doppia nel secondo conio stampigliato in tinta rossa. Si tratta di un pezzo mai emesso.

Di provenienza statunitense sono anche altre quattro buste postali filiate da un’Expo universale. Da 1 centesimo azzurro, 2 centesimi violetto, 5 centesimi cioccolato e 10 centesimi bruno grigio furono messe in vendita nel quadro della rassegna di Chicago che nel 1893 fu chiamata a celebrare la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo.

Unica l’immagine, in rilievo, di Colombo e della Libertà con, in basso, l’aquila ad ali spiegate. Realizzate con grande cura dalla Plimpton Manufacturing e dalla Morgan Envelope di Hartford, recano in filigrana i profili di Colombo e della Libertà racchiusi dalla scritta Liberty US Columbus.

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