Caterina II regina di cuori…

…e zarina di tutte le Russie.

La sua fama d’insaziabile mangiatrice d’uomini non è infatti seconda a quella di illuminata riformatrice. A lei si deve l’introduzione della cartamoneta nel suo Paese. Belle ed interessanti le monete da lei fatte battere. Suggestive e piene di fascino quelle coniate da Mosca per ricordarla.

Caterina II in un dipinto di Nattier
Caterina II in un dipinto di Nattier

Caterina domina maestosa sulle monete russe in palladio da 25 rubli del peso di un’oncia, emesse nel 1983 in 5.500 esemplari insieme ad altri quattro valori per raccontare e ricordare la storia dell’antica Russia all’insegna dell’Illuminismo e dell’aquila dei Romanov, tornata a rivivere (ma senza corona) sulle monete dell’era post-comunista al posto della falce e martello. È la quinta e fortunata serie se è vero che le precedenti hanno decuplicato il valore d’emissione di questo ciclo storico.

Il ritratto della grande Caterina (1762-1796) inciso al rovescio dei 25 rubli è quello eseguito da Levitsky: mostra Caterina nel pieno della sua maturità e potenza, con tanto di scettro in mano. Dice il depliant dell’Intercoins che pubblicizzava l’emissione: “Un tempo il suo di grandi fermenti, un’età dell’oro… Di grande bellezza e ingegno Caterina fu molto amata e corteggiata…”.

Verissimo. Fu proprio un’età dell’oro quella di Caterina, non solo perché era l’età della ragione e dei lumi, di Diderot, Voltaire e Montesquieu, delle grandi riforme di cui la zarina fu una grande promotrice, ma anche per molti, moltissimi, più o meno aitanti, giovanotti che a turno consolavano l’insaziabile imperatrice nella sua alcova. Quanti? Impossibile farne un conto data la rapida successione dei favoriti, un continuo andirivieni dall’appartamento loro riservato nella reggia a quello contiguo di Caterina, al punto che spesso c’erano addirittura due amanti in carica contemporaneamente.

Da Stanislao Poniatowski, che fu poi creato re di Polonia e che apre la serie ufficiale, ai fratelli Alessio e Gregorio Orlov, quest’ultimo artefice del colpo di Stato del 1762 che costrinse lo zar Pietro III, marito di Caterina, ad abdicare in favore della moglie. E poi ancora Potëmkin, Wassiltchikov, l’ucraino Zawadovski, il serbo Zoritch, l’ussaro Korsakov, Platone Zubov…

Oro, argento e platino per i sei valori emessi dalla Russia
Oro, argento e platino per i sei valori emessi dalla Russia

I candidati, scelti in base alla loro avvenenza e prestanza fisica (non importava invece l’estrazione sociale: tutti andavano bene, nobili e plebei), dovevano sottoporsi ad un duplice esame prima di essere ammessi davanti a Caterina: uno da parte del medico di corte e un secondo da parte della “éprouveuse” (collaboratrice o, meglio, nel nostro caso, collaudatrice) madamigella Protassov. Molti di questi favoriti, che avevano il raro privilegio di portare sul risvolto della giacca il ritratto dell’imperatrice incastonato in un grosso diamante a forma di cuore, governarono o sgovernarono la grande Russia condividendo con Caterina sia il talamo che il potere.

Tutti furono colmati di onori, titoli e ricchezze: si calcola che i dieci principali favoriti, che occuparono ufficialmente il posto nell’arco di 12 anni sui 34 di regno di Caterina, siano costati 92 milioni e mezzo di rubli (e sono cifre del 1700!). Ma – dice Langeron di Caterina – fu “une femme que la morale réprouve, mais que l’histoire réclame”. In realtà, a parte la debolezza per i bei giovanotti, Caterina fu una grande imperatrice.

5 copechi in rame di Caterina II, 1793
5 copechi in rame di Caterina II, 1793

Stroncata con un pugno di ferro la lunga guerra civile scatenata dal cosacco del Don, Pugacev, che si proclamava lo zar Pietro III; represso nel sangue, ogni tentativo di congiura e rivolta (il legittimo erede Ivan venne rinchiuso ancora bambino in una cella sotterranea del Cremlino), l’imperatrice realizza gradualmente il sogno di Pietro il grande, ampliando i confini dell’impero a Nord e a Sud. La Crimea, tolta all’Impero Ottomano, viene annessa definitivamente alla Russia, che spartisce la Polonia con l’Austria e la Prussia. La morte, il 17 novembre 1796 a 67 anni, impedisce a Caterina di realizzare disegni ancora più ambiziosi: le Indie, Costantinopoli, l’espansione verso il Golfo Persico…

Caterina assicura una più generalizzata istruzione popolare con un progetto ispirato ai principii di Rousseau; limita lo strapotere del clero e dei grandi proprietari terrieri; riorganizza l’amministrazione dello Stato; riforma i codici; promuove lo sviluppo del commercio, dell’agricoltura, dell’industria; favorisce le arti figurative e architettoniche.

Si guadagna il titolo di “grande”, di “Semiramide del Nord”. Quella grandezza che oggi è diventata per la Russia, tramontato l’impero sovietico, solo una nostalgia numismatica.
Particolarmente interessanti, per quanto riguarda la monetazione, le due serie di grandi e belle monete di rame emesse da Caterina. La prima da 5 copechi fu emessa tra il 1763 e il 1796: reca al dritto l’aquila imperiale e il valore scritto in basso, in russo, e al rovescio il monogramma dell’imperatrice e la data.

10 copechi del 1764 coniati in Siberia
10 copechi del 1764 coniati in Siberia

L’altra fu coniata in Siberia nello stesso periodo nei valori da un quarto a 10 copechi: due ermellini che reggono una targhetta distinguono questa serie. Molto bello il rublo di Caterina caratterizzato da un sorprendente e vigoroso ritratto della sovrana; peccato che l’abbondanza delle forme della zarina risalti del tutto a suo svantaggio nell’ardito rilievo.

A Caterina si deve la prima cartamoneta russa. L’imperatrice ha gusti dispendiosi e grandi ambizioni estere; sia gli uni che gli altri costano cari. E allora per far fronte alle spese perché non ricorrere alla cartamoneta, seguendo l’esempio dell’Occidente? Nel 1768 Caterina autorizza due banche imperiali a Pietroburgo e a Mosca ad emettere biglietti con assegnata una “equivalenza” in monete di rame.

Sono gli “assignazia” (assegnati). I tagli in un primo momento sono ben accettati: non solo sono convertibili in monete di rame ma servono anche a pagare le tasse. Inoltre appaiono più comodi e pratici delle monete metalliche, alcune delle quali pesano fino ad un chilo (come quelle emesse alla morte di Pietro il Grande nel 1725: grandi placche di rame analoghe alle platmynt svedesi).

Un assegnato russo da 50 rubli
Un assegnato russo da 50 rubli

La circolazione degli assignazia, rigorosamente limitata, non deve superare i 20 milioni di rubli secondo l’ “ukàs” del 1774. Questi biglietti vengono addirittura chiamati “rublo-banco”, come se fossero degni di stare alla pari con il celebre fiorino-banco di Amsterdam o con il marco-banco di Amburgo. Proprio il favore che incontrano i primi assignatia spinge Caterina a nuove emissioni, tanto più che la guerra con la Turchia prosciuga le casse dello Stato.

Nel 1786 il plafond sale a 100 milioni di rubli mentre le due Banche vengono riunite in una sola, detta Banca degli assegnati. L’inflazione, stimolata dalle continue guerre, aumenta: nel 1796 alla morte di Caterina la circolazione tocca i 157 milioni di rubli.

È un’avventura, questa degli assignazia di Caterina, che anticipa quella degli assegnati della rivoluzione francese: se non raggiunge l’ampiezza di questi ultimi, in compenso dura molto di più.

 

La saga dei Romanov 1547-1918

Nella saga dei Romanov, avviata nel 1547 da Ivan IV, Caterina II occupa un posto di grande rilevanza. Arrivata al trono in piena età dei Lumi avviò una vasta azione riformatrice.

1547. Ivan IV, il terribile, è il primo zar.
1613. Michail Romanov è eletto zar.
1676. I russi, dopo aver attaccato la Turchia, si annettono Azov, in Crimea.
1743. Guerra contro la Svezia. Una parte della Finlandia passa alla Russia.
1756. Guerra dei sette anni. Austria, Francia e Russia sconfiggono Federico II di Prussia.
1762. Caterina II diventa imperatrice.
1768. Caterina II dichiara guerra alla Turchia. La Russia conquista l’Ucraina meridionale.

1772. Crimea, Ucraina e Bielorussia vengono annesse alla Russia.
1812. Napoleone Bonaparte entra a Mosca che lascia un mese dopo, sconfitto.
1815. Nasce, per volontà di Alessandro I, la Santa Alleanza.
1856. In Crimea la Russia è sconfitta da Francia, Gran Bretagna e Regno di Sardegna.
1878. Il Congresso di Berlino vieta ad Alessandro II ulteriori ingrandimenti territoriali.
1917. Rivoluzione di febbraio e d’ottobre.
1918. A Ekaterimburg, negli Urali, i bolscevichi sterminano la famiglia Romanov.

Caterina II regina di cuori

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