Caro Gesù Bambino…

Quasi due milioni di lettere arrivano e partono ogni Natale dal villaggio austriaco di Christkindl (Gesù Bambino), dove ogni anno vengono utilizzati annulli particolari.

C’è in Austria un paese, tanto piccolo da non essere neppure segnato sulle carte, che sboccia d’inverno, quando altrove cala il letargo.
Questo paese si chiama Christkindl, “Gesù Bambino” e deve il suo nome alla suggestiva chiesa barocca e la sua fama all’ufficio postale che funziona solo a Natale. Per tutto il resto dell’anno, infatti, gli scarsi abitanti di Christkindl si servono della vicina posta di Unterhimmel, che vuol dire “Sotto il cielo”.

Di Christkindl, una manciata di case abitate da non più di duecento anime, si cominciò a parlare per la prima volta oltre trecento anni fa. Si dice che, dove oggi c’è il villaggio, si fosse ritirato un artigiano molto religioso, di nome Ferdinand Seztl, già organista nella parrocchia di Steyr, la vicina cittadina dell’Alta Austria. Un giorno. Setzl, vagabondando per il bosco, scoprì un tabernacolo con l’immagine della Sacra Famiglia applicato con un chiodo ad un albero. Da allora tornò tutti i giorni in quel luogo per raccogliersi in preghiera.

Ammalatosi seriamente, pare di epilessia, Ferdinand Setzl ricevette in regalo dalle suore di Steyr una figura di cera di Gesù Bambino che collocò, a guarigione avvenuta quasi in maniera miracolosa, nell’incavo dell’albero.

La notizia si sparse in un battibaleno, richiamando sul luogo del prodigio una quantità sempre crescente di credenti. Ammalati, in primo luogo, ognuno dei quali chiedeva al Bambino di cera grazie e guarigioni.

Sorse così una cappella di legno, in seguito trasformata nell’attuale chiesa barocca, cominciata nel 1708 da Carlo Antonio Carlone e Jakob Prandtauer e ultimata nel 1877. Barocco l’esterno – lo si vede sul francobollo austriaco da 2 scellini del 29 novembre 1958, sulla cartolina postale normale e con risposta pagata ad analogo facciale, e su un cospicuo numero di annullamenti, compreso uno belga -, e barocco pure l’interno, che conserva il pino del miracolo e, sull’altare maggiore, la venerata statuetta di cera raffigurante Gesù Bambino.

In questo luogo nel 1950 l’ufficio postale di Gesù Bambino fu aperto e fu fatto conoscere al pubblico. Allora furono soltanto i bambini austriaci a servirsi della singolare iniziativa. Le “segretarie” di Gesù Bambino in quell’anno risposero a 42.330 bambini che nel loro ingenuo candore avevano mandato suppliche per avere a Natale doni particolari. Ma la notizia del singolare ufficio postale superò in fretta i confini nazionali. E ben presto le lettere, provenienti da ogni angolo della terra, diventarono valanga, raggiungendo nel 1985 la cifra record di due milioni.

Per smaltire la montagna di missive l’ufficio postale di Christkindl è stato dapprima trasferito nella locanda “Bella Vista” dei fratelli Giorgio e Davide Resi, quindi ampliato e rinforzato di persone. Dalle due impiegate e un fattorino in servizio nei primi tempi (nei momenti “caldi” dava volentieri una mano anche il parroco del paese), si è così passato alle ventidue persone alle dipendenze di un funzionario.

Man mano che arrivano, le missive vengono registrate, poi messe in apposite caselle suddivise per nazionalità. In testa, con un milione di lettere, l’Austria, seguita dalla Germania, la Francia, la Svizzera e l’Olanda.
Ma non mancano neppure arrivi consistenti dagli Stati Uniti, dall’Australia e dal Giappone. Appena un migliaio le lettere provenienti dall’Italia.

A tutti viene data risposta (per le richieste di obliterazioni filateliche è consigliabile allegare un coupon-réponse che si può acquistare in qualsiasi ufficio postale), rassicurando, in caso il mittente sia un bambino, che il messaggio a Gesù Bambino è arrivato puntualmente e regolarmente a destinazione.

Buste e cartoline in partenza dall’ufficio 4411 Christkindl (quattro corriere ogni giorno fanno la spola tra la stazione ferroviaria di Steyr, distante una quindicina di chilometri, e Christkindl per trasportare i numerosi sacchi di posta) da sessantotto anni ricevono l’impronta di un particolare annullo (assai raro quello con Gesù Bambino che tiene in mano l’albero di Natale, stampigliato con inchiostro color verde dal 15 dicembre 1950 al 6 gennaio 1951). Annullo il cui impiego coincide con l’inizio dell’Avvento e va avanti fino all’Epifania. Dal 1965 le obliterazioni sono diventate due: una per l’Avvento, fino al 26 dicembre; l’altra per l’Epifania dal 17 dicembre al 6 gennaio.

Ma il presepio nacque a Greccio

Tutto cominciò “il terzo anno anziché il beato Francesco morisse”. Allorché al poverello d’Assisi “venne voglia di far memoria della natività di Cristo, per commuovere la gente a devozione”.

Il francobollo di Monaco del 1973 ispirato al dipinto di Giotto raffigurante il Presepio di San Francesco
Il francobollo di Monaco del 1973 ispirato al dipinto di Giotto raffigurante il Presepio di San Francesco

Chiamato per la bisogna Giovanni da Greccio, Francesco gli aprì il cuore dicendo: “Vorrei raffigurare il Bambino nato a Betlem, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si trovava per la mancanza di quanto occorre a un neonato; come fu adagiato in una greppia, e come tra il bove e l’asinello sul fieno si giaceva”. Nacque il Presepio, dinnanzi al quale per primo, in quel 1223, s’inginocchiò San Francesco.

Un affresco della cappella del Presepio di Greccio, articolato in due scene, rende testimonianza a quell’evento. A destra c’è la Vergine, seduta, che indossa una tunica rossa e un pallio azzurro, in atto di porgere il seno al Bambino che essa sorregge con la mano sinistra, mentre a sinistra San Francesco, mani giunte e dalmatica bianca orlata d’oro, in ginocchio guarda il Bambino disteso nella mangiatoia, chiuso entro bianche fascie.

Il presepio di Greccio su alcuni annulli italiani e stranieri
Il presepio di Greccio su alcuni annulli italiani e stranieri

Uomini e donne, tra cui Maria Maddalena, circondano il Santo orante. Questa seconda parte dell’affresco, risalente al XIII-XIV secolo, figura, bulinata da Tullio Mele, sul Buon Natale repubblicano da 40 lire uscito il 26 novembre 1974 (1204). Ed anche sull’annullo di Greccio ricordante la visita compiuta il 2 gennaio 1983 da Giovanni Paolo II.

La medesima scena, raffigurata ovviamente da molti altri artisti, è pure presente su francobolli di Monaco del 12 novembre 1973, settecentocinquantenario del primo Presepio. Rielaborato da Pierrette Lambert e bulinato da Lacoque, il famosissimo presepio inventato da San Francesco e che Giotto dipinse nell’omonima chiesa superiore d’Assisi campeggia sul 30 centesimi monegasco che registrò un assorbimento di 366.296 pezzi, a fronte di una tiratura di 400.000 esemplari. Un particolare dello stesso dipinto illustra anche l’annullo argentino di La Plata, 17.12.1983.

Un disegno di scuola fiamminga del quindicesimo secolo ad analogo tema, inciso da Monvoisin, illustra invece l’aereo 3 franchi di Monaco (A 96), uscito esso pure nel 1973 (il venduto, in questo caso, fu di 201.155 pezzi).

A partire dal 1984 le Poste italiane, emulando quanto andavano facendo da trentacinque anni quelle austriache, decisero di aprire a Greccio un ufficio postale natalizio. Dotato di annullo particolare, al centro del quale, nella prima edizione in uso dal 17 dicembre 1984 al 6 gennaio 1985, troneggia una Natività.

L’annullo repubblicano di Buon Natale va così ad aggiungersi a quelli di Greccio del 6/7.12.1968, primo presepio del mondo; 24/25.12.1969, primo presepio nel mondo; 12.12.1970, primo presepio del mondo e scena della Natività; 10.12.1971, primo presepio del mondo e sntuario di Greccio.

Sullo stesso tema ci sono pure i meccanici di Rieti del 14/25.12.1972, 1/25.12.1973 e 25.12.1974; i manuali di Rio de Janeiro, 24.12.1974-6.1.1975 (ritratto di San Francesco nell’ultimo anno della sua vita, altare e Presepio); Lonigo, 21/23.12.1974, 750° anniversario istituzione del Presepio (San Francesco in ginocchio suona la chitarra per addormentare Gesù Bambino che preferisce giocherellare con il cordone del Santo); Leon, Spagna, 21/23.12.1981, ottavo centenario della nascita di San Francesco (il poverello d’Assisi tiene in braccio Gesù Bambino); Vienna, 25.11.1983, 760° anniversario dell’istituzione del primo Presepio di Greccio (la Natività così come è descritta nella Vita Prima di Tommaso da Celano).

Caro Gesù Bambino…

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