Avanti Savoia!

È innegabile che il carro trainante della numismatica, anche nei ricorrenti periodi di crisi, sia sempre stato rappresentato dalle monete dei Savoia, Vittorio Emanuele III in testa. Perché proprio questo settore recita sempre la parte del leone?
Perché tra ben 38 principi e re sabaudi che hanno monetato uno solo – l’ultimo – eccelle come popolarità e livello di vendite?

Tre esemplari in argento. Da sinistra: denaro forte secusino di Amedeo III il Crociato, grosso di Amedeo V il Grande e forte speronato di Edoardo il Liberale
Tre esemplari in argento. Da sinistra: denaro forte secusino di Amedeo III il Crociato, grosso di Amedeo V il Grande e forte speronato di Edoardo il Liberale

A mio avviso sono molteplici le “cause” che hanno contribuito alla nascita di centinaia, forse migliaia, di collezionisti interessati a questi tondelli monetali: facilità nel reperire materiale, prezzi generalmente alla portata di tutti, pochi tipi di monetali rari (e quindi costosi), bellezza e varietà dei conii.
Non che i predecessori del “re numismatico” non abbiamo “sfornato” belle monete, anzi!

La bellezza e il fascino di un testone del ‘400 o del ‘500 non trovano paragoni nella monetazione moderna e contemporanea. Ma a quale prezzo?
Bisogna purtroppo ammettere che, proprio perché pregevoli sotto l’aspetto storico/artistico, le monete medioevali hanno generalmente prezzi alla portata dei soliti, pochi, fortunati.

È la legge della domanda e dell’offerta… poco materiale e i prezzi vanno su… più vanno su i prezzi e meno potenziali acquirenti vi sono…
Chi non ha quindi delle finanze piuttosto pingui deve necessariamente indirizzarsi verso la monetazione del Regno d’Italia o accontentarsi di esemplari alquanto logori, esattamente come facevano molti vecchi collezionisti che vedevano nella moneta un documento storico e non solamente un oggetto che, come tale, deve essere necessariamente bello.

Dopo aver spezzato una lancia in favore delle monete in modesta conservazione, non resta che dare una breve panomarica dei re sabaudi che hanno monetato (tra parentesi gli anni in cui hanno regnato) e quanti tipi monetali hanno emesso.

Il primo re d'Italia: Vittorio Emanuele II
Il primo re d’Italia: Vittorio Emanuele II

Oddone (1056-60) 2
Pietro I (1060-78) 1
Umberto II (1080-1103) 5
Amedeo III (1103-48) 8
Umberto III (1148-88) 3
Tommaso I (1188-1232) 1
Amedeo IV (1232-52) 10
Pietro II (1263-68) 1
Filippo I (1268-85) 2
Amedeo V (1285-1323) 10
Edoardo (1323-29) 5
Aimone (1329-43) 12
Amedeo VI (1343-83) 24

Scudo da 6 lire (argento) di Carlo Emanuele III
Scudo da 6 lire (argento) di Carlo Emanuele III

Amedeo VII (1383-91) 9
Amedeo VIII (1391-1434) 50
Ludovico (1434-65) 25
Amedeo IX (1465-75) 12
Filiberto I (1472-82) 16
Carlo I (1482-90) 36
Carlo Giovanni Amedeo (1490-96) 4
Filippo II (1496-97) 18
Filiberto II (1497-1504) 23
Carlo II (1504-53) 117
Emanuele Filiberto (1553-80) 86
Carlo Emanuele I (1580-1630) 97
Vittorio Amedeo (1630-37) 25

Bellissima Madonna dei fiori di Bra nel 4 scudi in oro di Francesco Giacinto
Bellissima Madonna dei fiori di Bra nel 4 scudi in oro di Francesco Giacinto

Francesco Giacinto (1637-38) 7
Carlo Emanuele II (1638-75) 93
Vittorio Amedeo II (1675-1730) 81
Carlo Emanuele III (1730-73) 63
Vittorio Amedeo III (1773-96) 33
Carlo Emanuele IV (1796-1802) 10
Vittorio Emanuele I (1802-21) 16
Carlo Felice (1821-31) 11
Carlo Alberto (1831-49) 12
Vittorio Emanuele II (1849-78) 44
Umberto I (1878-1900) 16
Vittorio Emanuele III (1900-46) 70

Da questo piccolo vademecum si nota l’eccezionale impegno, anche in termini economici, che una simile raccolta comporta: oltre 1.000 tipi monetali (per la precisione 1.058) escludendo le varianti di data e/o zecca, sempre numerosissime.

Le prime monete che videro la luce furono i denari e gli oboli, coniati in argento i primi, con un peso di 1 grammo circa, e in argento o mistura i secondi, con un peso equivalente a circa la metà del denaro.
Verso la fine del XIII secolo iniziò la battitura dei grossi, argentee monete del peso di circa 2-3 grammi, così chiamate per le generose dimensioni (25 millimetri di diametro contro i 19/21 dei denari).

Seguirono, dalla prima metà del ‘300 il forte in mistura, il fiorino d’oro, il bianco, il quarto, il viennese; verso la fine del 1400, la parpagliola, il ducato d’oro e da Carlo I il famoso testone, la moneta d’argento più grossa mai coniata prima d’allora (30 millimetri di diametro per circa 8-9 grammi).

Il primo scudo, più precisamente un esemplare da 4 testoni, nasce sotto Filiberto II ma solamente cinquant’anni dopo, con Emanuele Filiberto, verrà ripresa la coniazione di una moneta in argento con caratteristiche simili: il tallero.
Con Vittorio Amedeo I hanno inizio le prime emissioni di eccezionali multipli in oro, rarissimi pezzi d’ostentazione del valore di 10, 20 e persino 30 scudi!

L’oro è sempre da considerarsi raro, fatta eccezione per gli ultimi sei sovrani che hanno coniato monete di facile reperimento come il noto “marengo”.
L’argento è in assoluto il metallo più usato, talvolta legato con buona parte di metallo non nobile e dando quindi vita alla mistura.

Anche se "spicciole" le monete in rame sono interessanti e ricercate. Qui un bel 2 denari di Carlo Emanuele II
Anche se “spicciole” le monete in rame sono interessanti e ricercate. Qui un bel 2 denari di Carlo Emanuele II

Anche il rame ha avuto una discreta diffusione ma, data la sua natura non nobile, è stato usato per le monete di poco conto, gli “spiccioli”.

Notevole è il numero delle zecche, non sempre italiane, che sono state attive: Aiguebelle, Aix-Les Bains, Alessandria, Annecy, Aosta, Avigliana, Biella e Ivrea, Bologna, Bourg, Cagliari, Chambery, Cornavin, Cuneo, Donnaz, Firenze, Genova, Gex, Ivrea, Moncalieri, Montluel, Napoli, Nizza, Nyon, Palermo, Piacenza, Pierre Chatel, Pont, d’Ain, Roma, Santhià, Susa, S. Genisio, S. Maurizio d’Agauno, S. Sinforiano d’Ozon, Torino, Vercelli, Yenne.

Dire che una moneta è bella è cosa ovvia, quasi scontata se a dirlo è un appassionato di numismatica. Ma le monete sabaude sono veramente belle e non per caso. Sono il frutto del lavoro di abili artisti quali Alessandro Cesati detto il Grechetto, Orazio Astesano, Stefano Mongino, Michele De Fontaine, Federico Vidman, Carlo e Amedeo Lavy ed altri ancora.

Se la moneta ci attrae perché oltre ad essere bella e finemente modellata, risveglia in noi curiosità e passione, quella sabauda non può lasciarci indifferenti: racconta la storia di un’Italia al suo apogeo, governata da sovrani che per quasi mille anni ci hanno guidato e a cui ancora oggi sono dedicate piazze e strade.

Avanti Savoia!

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