A Mantova, sulle orme del Preziosissimo Sangue

Mantova torna a ricordarsi del Preziosissimo Sangue che per secoli fece le fortune della città, fino a che la stagione dei lumi non esitò a pensionare fin troppo frettolosamente la preziosa reliquia portata nella città di Virgilio da Longino, il centurione romano che dopo aver trafitto il costato di Cristo con la lancia si fece cristiano. Contenuta in una cassettina di piombo la reliquia consisteva nel terriccio intriso del sangue misto ad acqua uscito dal costato del Redentore e nella spugna imbevuta di aceto che era stata accostata alle labbra di Cristo.

I quadri dell'esposizione
I quadri dell’esposizione

“Scoperta” nell’anno 804, accanto al corpo di Longino, e riscoperta poi nel 1048 dopo che nel 924 era stata nascosta per paura degli ungheresi che minacciavano Mantova, la reliquia venne valorizzata al massimo dai Gonzaga i quali riuscirono a trasformarla nel più eloquente simbolo della loro sovranità. Infatti Carlo V, quando nel 1530 si recò a Mantova per investire Federico II del titolo di duca, non mancò di far visita, in forma solenne, al Preziosissimo Sangue. Che viene oggi celebrato il 12 marzo (data della prima rivelazione di Sant’Andrea ad Adilberto in merito al luogo dove era sepolta la reliquia), il 2 dicembre (festa di San Longino), il 30 novembre (festa di Sant’Andrea) e durante l’Ascensione, quando la reliquia veniva esposta.

L’originario tempietto eretto sul luogo del rinvenimento non tardò a mettere in luce tutta la propria inadeguatezza. Fu così che nel 1472 il marchese Lodovico pose le fondamenta della grandiosa Basilica di Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti (Italia, 1193), con cupola del 1732 di Juvarra. Qui, nella cripta-santuario, sono conservati i Sacri Vasi. Quelli realizzati dall’orafo milanese Giovanni Bellezza nel 1876 al posto dei due, attribuiti a Benvenuto Cellini, trafugati nella notte del 9 aprile 1848 da alcuni soldati austriaci. Per questo Francesco Giuseppe, i cui soldati si erano resi colpevoli del sacrilegio, dispose che le spese sostenute per la realizzazione dei reliquiari di Giovanni Bellezza fossero a carico dell’erario.

Uno dei due reliquiari di Bellezza, assieme a quello di Weingarten nel quale è conservata la particella donata nel 1055 all’imperatore Enrico III e da questi fatta successivamente avere al monastero benedettino, figurava sull’annuncio meccanico del gemellaggio. Per una svista dell’addetto la targhetta in questione fu montata con qualche giorno d’anticipo sul ruolino di marcia del 9/14 marzo 1998. A loro volta due reliquiari del Settecento presi da un invito sacro campeggiavano sulla targhetta che a date alterne, a cominciare dal 2 marzo e fino al 28 maggio dello stesso anno, venne stampigliata sulla corrispondenza in partenza da Mantova così da propagandare la bella mostra intitolata Sulle orme del Preziosissimo Sangue di Cristo.

Due reliquiari del Settecento campeggiano sulla cartolina che propaganda la mostra
Due reliquiari del Settecento campeggiano sulla cartolina che propaganda la mostra

L’esposizione restò aperta fino al 31 maggio 1998 (nei soli giorni di sabato e domenica) nella chiesa di San Maurizio in via Chiassi, eretta tra il 1610 e il 1612 a cura e spesa dei Teatini e abbellita da tele di Ludovico Carracci. La composita rassegna fu voluta da un buon numero di organismi mantovani, tra i quali primeggiavano il Circolo filatelico e numismatico. Tra i reperti esposti – tutti da gustare con grande attenzione sull’onda della musica diffusa in continuazione tra le navate – reliquiari, vie crucis, miniature, santini, pergamene, fedi di sanità, custodie di libri, monete e francobolli.

Nessuno dei quali, ed è un vero peccato, dedicato in modo specifico al Preziosissimo Sangue. La cui memoria postale era per il momento affidata a due annulli manuali. Il primo in uso il 12 marzo, il secondo il 10 aprile. Su entrambi figura il Sacro Vaso, preso da una Fede di sanità, con aggiunta, nell’obliterazione del 10 aprile, di San Longino. Il soldato romano che una ricercatrice inglese, S. Traynor-Morawska (che sullo specifico argomento nel 1984 ha dato alle stampe il libro The Story of Longinus) colloca, sia per la nascita che per la morte, a Lanciano.

Pochi e per di più opinabili gli elementi sui quali la scrittrice fonda la sua tesi. Il principale dei quali riguarda una lapide con su scritto: Q Cassius Longinus S.P.F. (Quinto Cassio Longino fece a sue spese), secondo alcuni collocata su un ponte, mentre per altri si trovava nell’attuale Fontana Grande o Fontana di Civitanova. Tradotto in italiano da Domenico Policella e pubblicato a Lanciano dall’editrice Itinerante col titolo Longino soldato romano di Lanciano il libro – che assicura essere stato il centurione romano ucciso dai suoi stessi ex commilitoni nella vigna che coltivava a Lanciano – figura sull’annullo Giornata della letteratura religiosa celebrata il 24 maggio 1987 nell’ambito di Filanxanum, l’annuale manifestazione filatelica di Lanciano.

Oltre che sui citati annulli Longino – che a Mantova mise piede nel 36 andando serenamente incontro al martirio il 2 dicembre del 37 (alcune fonti parlano del 44 o 45) nel luogo denominato Cappadocia, poi Campo santo e poi ancora Gradaro – è presente su alcuni francobolli che presentano come immagine la Crocifissione. È questo il caso del foglietto Caritas di Lussemburgo del 1974 (F9), e poi dei francobolli di Andorra Francese (293), Costa d’Avorio (657) e di Dahomey (238). Ancora annulli e solo annulli anche per la maestosa Basilica di Sant’Andrea, in Mantova, presente sulle obliterazioni del 27 maggio 1973 e del 23 ottobre 1982.

 

Cronologia d’una reliquia

Giustificata dall’ “invenzio”, ossia del ritrovamento avvenuto nel 1048, della venerata reliquia, intanto era offerta la possibilità di visitare la mostra mantovana Sulle orme del Preziosissimo Sangue di Cristo con presenze anche filateliche e con la possibilità di procurarsi i vari annulli legati ai Sacri Vasi.

36 fattosi cristiano, Longino giunge a Mantova, trovando alloggio in un ospizio per pellegrini nel cui giardino sotterra le reliquie. Sul luogo attualmente sorge la Basilica di Sant’Andrea.

37 Longino (altre fonti parlano del 44 o 45) viene decapitato per non aver abiurato alla fede cattolica. È sepolto nel luogo nel quale aveva nascosto le reliquie.

804 Leone III, a Mantova subito dopo il rinvenimento delle reliquie, ne riconosce l’autenticità.

923 Per paura degli Ungheresi, parte della reliquia viene nascosta vicino al corpo di San Longino e parte in San Paolo.

1048 Le reliquie vengono ritrovate nel luogo indicato da Sant’Andrea apparso in sogno al pio Adalberto.

1053 Leone IX venera la reliquia, ne approva il culto e ne porta a Roma una particella.

1055 L’imperatore Enrico III adora la reliquia portandone una particella con sé. Successivamente la reliquia viene donata al monastero di Weingarten.

1928 Il Preziosissimo è portato in processione per ordine di Bardellone Bonacolsi.

1368 Carlo IV adora la reliquia.

1459 Con bolla Ineffabilis Pio II dichiara autentica la reliquia.

1472 Demolita l’antica chiesa e l’annesso monastero, il marchese Lodovico pone la prima pietra dell’attuale Basilica di Sant’Andrea.

1589 Una grida fa sapere che l’ostensione della reliquia nella festa dell’Ascensione è accompagnata da una fiera della durata di cinque giorni.

1608 Paolo V istituisce in Sant’Andrea l’Ordine cavalleresco del Redentore.

1848 I Vasi, attribuiti a Benvenuto Cellini, vengono sottratti nottetempo da alcuni soldati austriaci. Delle reliquie, terriccio impregnato del sangue del Golgota e la spugna, viene persa ogni traccia.

1876 Parti della reliquia che era in Santa Barbara e in Cattedrale vengono collocate nei reliquiari di Giovanni Bellezza.

1972 Il quinto centenario della morte di Leon Battista Alberti, al quale si deve il progetto della Basilica di Sant’Andrea, è ricordato dall’Italia con un francobollo da 50 lire.

1973 Annullo, il 26 settembre, con la Basilica di Sant’Andrea all’interno della quale si trova la cripta con le reliquie.

1982 Il bicentenario della Cupola di Sant’Andrea è ricordato mediante l’annullo del 23 ottobre.

1998 Fino al 31 maggio la chiesa di San Maurizio in via Chiassi ospita la mostra Sulle orme del Preziosissimo Sangue.
L’inaugurazione, il 12 marzo, coincide con l’ostensione del Preziosissimo.

Per la cirostanza, il 12 marzo e il 10 aprile, vengono utilizzati due annulli speciali. Altrettanti annulli meccanici sono usati in date diverse.

A Mantova sulle orme del Preziosissimo Sangue

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