1943-1946 tre lunghi anni

Il 10 luglio 1943 le truppe alleate sbarcano in Sicilia, dieci giorni dopo gran parte dell’isola è sotto il controllo anglo-americano.
Il 24 luglio viene convocato a Roma il Gran Consiglio del Fascismo che approva la mozione Grandi con cui il Re è invitato ad assumere i pieni poteri (19 voti a favore, 7 contrari). Il 25 luglio Benito Mussolini è arrestato per ordine di Vittorio Emanuele III che nomina Pietro Badoglio capo del Governo.

27 aprile 1946: lettera aerea per gli Stati Uniti con due esemplari da 20 lire imperiale del Regno
27 aprile 1946: lettera aerea per gli Stati Uniti con due esemplari da 20 lire imperiale del Regno

Nel mese di agosto si svolgono i contatti con gli Alleati per raggiungere un armistizio, sottoscritto il 3 settembre a Cassibile, nei pressi di Siracusa.
L’8 settembre gli Alleati, senza avvertire il Governo italiano, rendono pubblica la notizia dell’armistizio. Il Re decide di abbandonare Roma nelle prime ore del 9. Il sovrano, i familiari e il principe Umberto, Badoglio e i ministri della marina e dell’aeronautica, gli alti comandi delle Forze armate lasciano precipitosamente la capitale. Ad Ortona si imbarcano sulla corvetta Baionetta e approdano a Brindisi il 10 settembre 1943.

Il 29 settembre nelle acque di Malta, sulla corazzata Nelson, viene firmato l’ “armistizio lungo”; sono presenti Dwight David Eisenhower e Harold Alexander per gli alleati, Pietro Badoglio, Vittorio Ambrosio e Mario Roatta per l’Italia: il nuovo documento di 44 articoli sostituisce i 12 di Cassibile.

I mezzi di comunicazione terrestri e marittimi (e naturalmente le Poste) sono sotto il controllo degli Alleati, che hanno il completo diritto di censura. Viene imposto il controllo delle banche e la circolazione di una moneta di occupazione. Il 13 marzo 1944 l’Unione Sovietica riconosce il governo italiano, gli Alleati lo faranno subito dopo.

12 giugno 1946: lettera affrancata per 4 lire. ottenute con due pezzi del 2 lire
12 giugno 1946: lettera affrancata per 4 lire. ottenute con due pezzi del 2 lire

Palmiro Togliatti, rientrato in Italia da Mosca il 28 marzo, dichiara che il partito comunista è disposto a collaborare con il governo del Re; e anche gli altri partiti accettano di partecipare al governo stesso subito dopo il proclama del 12 aprile con cui Vittorio Emanuele, per suggerimento di Enrico De Nicola, annuncia la sua intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica e di affidare la luogotenenza al figlio Umberto il giorno in cui gli Alleati entreranno in Roma.

Il 4 giugno 1944 avviene la liberazione di Roma; il 5 giugno, a Ravello, Vittorio Emanuele III firma il decreto sulla Luogotenenza.
Il 9 maggio 1946 il Re abdica a favore del figlio Umberto che sale al trono con il nome di Umberto II ed è per poche settimane l’ultimo re d’Italia.
Il 2 giugno 1946 si svolgono le elezioni politiche e il referendum costituzionale; il 13 dello stesso mese, dopo il proclama della Cassazione in favore della Repubblica, Umberto II lascia l’Italia e parte per l’esilio.

 

Avvenimenti militari.

Nonostante i furiosi combattimenti e i numerosi attacchi alleati l’inverno 1943/44 trascorre senza variazioni della linea del fronte. Gli Alleati rimangono fermi davanti a Montecassino sulla linea del Garigliano e del Sangro, da Gaeta sul Tirreno a 20 chilometri a nord di Vasto sull’Adriatico.

19 febbraio 1946: lettera affrancata per 4 lire
19 febbraio 1946: lettera affrancata per 4 lire

L’offensiva è ripresa in primavera, la linea Gustav viene infranta il 16 maggio 1944, il 18 gli Alleati conquistano Montecassino, il 25 maggio si attua il congiungimento con le truppe della V armata che erano sbarcate ad Anzio, il 2 giugno le truppe americane raggiungono i Colli Albani e il 4 entrano in Roma; il 30 giugno Pescara è raggiunta dall’VIII armata britannica.

Caduta la Linea Gustav, i tedeschi si ritirano in direzione nord per attestarsi sulla Linea Gotica che dalla Garfagnana, passando sulla dorsale appenninica tosco-emiliana, raggiungeva Rimini. Ecco l’avanzata degli alleati: in giugno sono occupate Civitavecchia, Viterbo, Orvieto, Terni, Grosseto, L’Aquila, Teramo, Perugia e Pescara; in luglio Siena, Arezzo, Livorno, Ancona; in agosto Firenze, Fano, Urbino e Pesaro; in settembre Pisa, Lucca, Pistoia e San Marino. La Linea Gotica è sfondata sull’Adriatico: il 22 settembre è occupata Rimini, il 19 ottobre Cesena, il 9 novembre Forlì e il 5 dicembre Ravenna.

L’inverno 1944/45 fa ristagnare il fronte su una linea dal Tirreno, a pochi chilometri a sud di Massa, per San Marcello Pistoiese, il Monte Grande, Casola, Faenza fino all’Adriatico, a nord di Ravenna.

Il 4 aprile gli Alleati iniziano l’offensiva sbarcando a nord di Ravenna; dopo l’impiego di massicci attacchi aerei e imponenti mezzi corazzati la linea tedesca è sfondata dall’VIII armata britannica ad Argenta il 17 aprile e dalla V armata americana il 24 aprile a La Spezia: Bologna viene raggiunta il 21 aprile.
Il 25 aprile 1945 il Cln, Comitato di liberazione nazionale, proclama l’insurrezione contro i tedeschi. L’VIII armata britannica si dirige verso l’Adige e il Veneto; la V armata britannica verso la Lombardia, Genova e Torino.

Il 29 aprile 1945 a Caserta si firma la resa delle armate tedesche operanti sul Nord-Italia.

 

Amministrazione civile.

23 marzo 1946: cartolina da Oderzo (TV) a Firenze
23 marzo 1946: cartolina da Oderzo (TV) a Firenze

Alla conferenza di Casablanca del 24 gennaio 1943 erano stati decisi i piani di invasione dell’Italia e stabilite le norme per la costituzione e il finanziamento di un Governo militare alleato, Amgot (Allied Military government occupied territories) insediato a Palermo il 22 luglio 1943. Capo dell’amministrazione della V armata americana era il colonnello Charles Poletti e capo dell’amministrazione civile dell’VIII armata britannica il commodoro Benson. A seguito dell’armistizio di Cassibile si costituisce la Missione militare Alleata incaricata di trasmettere al governo italiano le disposizioni del comando alleato, in seguito trasformata in Commissione Alleata di controllo (Acc.).

Allora erano quattro le provincie lasciate sotto l’ammimistrazione del governo italiano: Bari, Brindisi, Lecce e Taranto.
In ottobre l’Amgot si trasforma in Amg, Allied Military Government; questo organismo aveva giurisdizione sui territori liberati fintanto che non erano affidati all’amministrazione italiana.

3 maggio 1945: uso improprio di cartolina postale come avviso di ricevimento da parte di un ufficio postale
3 maggio 1945: uso improprio di cartolina postale come avviso di ricevimento da parte di un ufficio postale

I trasferimenti del territorio della giurisdizione della Amg all’ammimistrazione italiana si svolgono secondo le seguenti date: 10 febbraio 1944: Sicilia, Sardegna e tutti i territori a sud delle provincie di Napoli, Avellino e Foggia; 20 luglio 1944: provincia di Napoli (esclusa la città e il porto), Avellino, Benevento, Foggia e Campobasso; 15 agosto 1944: Roma, Latina, Frosinone; 16 ottobre 1944: Teramo, L’Aquila, Chieti, Pescara, Rieti e Viterbo; 9 maggio 1945: Terni, Perugia, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Grosseto, Siena, Arezzo, Ancona (escluse la città e il porto); 18 giugno 1945: Firenze, Pisa, Pistoia e Livorno; 5 agosto 1945: Lucca e Massa Carrara e tutte le provincie dell’Emilia-Romagna, esclusa Ferrara; 31 dicembre 1945: tutte le altre provincie dell’Italia settentrionale esclusi i territori della Venezia Giulia.

 

La Posta.

Nel giugno del 1944 la situazione postale dell’Italia era la seguente: a sud della Linea Gotica erano validi all’affrancatura:

1) I francobolli della serie Imperiale del 1929, tanto di posta ordinaria (con esclusione dei valori da 2c e 7½c), quanto di posta aerea;

17 ottobre 1945: da Oderzo (TV) a Lugano, Svizzera. Uso tardivo dei francobolli della Rsi
17 ottobre 1945: da Oderzo (TV) a Lugano, Svizzera. Uso tardivo dei francobolli della Rsi

2) I francobolli della stessa serie soprastampati P.M., Posta militare, i quali, benché fossero riservati alla posta militare, furono distribuiti agli uffici postali civili e usati fino alla proclamazione della Repubblica, sebbene una circolare ministeriale li avesse posti fuori corso a partire dall’8 agosto 1945;

3) La Lupa capitolina da 50c, detta anche Lupa di Bari, stampata a Napoli dalla Ditta Richter con filigrana (carta di provenienza tedesca) e senza filigrana. Questo francobollo ha il decreto del Regno che avrebbe dovuto (ma non fu così) essere convalidato all’autorizzazione del Governo Militare Alleato;

4) La serie di nove pezzi, con nominali da 15c, 25c, 30c, 50c, 60c, L.1, L.2, L.5, L.10, emessi per la Sicilia dal Governo Militare Alleato, stampati a Washington per il servizio postale gestito dall’amministrazione militare sui territori occupati, che avrebbe dovuto estendersi anche agli altri territori successivamente occupati. Dopo l’armistizio con l’Italia il servizio della posta civile a mano a mano che veniva riattivato, dopo l’occupazione del territorio, passava dal Governo militare Alleato all’Amministrazione italiana.

Infatti i nove valori in Sicilia dal 20 agosto al 20 ottobre del 1943 restarono in corso legale soltanto fino al 30 settembre 1944, dopo che erano stati rimessi in corso dal 1° ottobre 1944 i francobolli del Regno (ecco perché le lettere con affrancature miste Regno-Amgot si trovano legalmente solo nel mese di settembre del 1944);

11 luglio 1945: da Altamura (BA) a Valenza (AL)
11 luglio 1945: da Altamura (BA) a Valenza (AL)

5) La serie Governo Militare Alleato, emessa il 10 dicembre 1943 a Napoli nello stesso giorno in cui fu ripristinato il servizio postale nella provincia (sembra trattarsi però di una emissione privata, tollerata dalle autorità Alleate che mai la convalidarono).
A nord della Linea Gotica, invece, nei territori della Repubblica sociale italiana, Rsi, erano in uso i vecchi francobolli del Regno, come al sud, esclusi quelli con l’effigie del Re, e i francobolli della Rsi che si era costituita il 23 settembre 1943, dopo la liberazione di Benito Mussolini ad opera dei tedeschi. La sovranità di questo stato comprendeva tutti i territori non occupati dagli Alleati, con esclusione di Udine e Gorizia, dell’Istria e della Dalmazia.

Nell’Italia centrale, a mano a mano che le truppe alleate avanzano e i territori vengono liberati, unica preoccupazione è di proibire la distribuzione dei francobolli della Rsi che non sono mai stati distribuiti nel meridione e nelle isole.

Lentamente dapprima, quindi sempre più rapidamente il quadro si complica sino a trasformarsi in bolgia: arrivano nuove carte valori postali, spesso simili, ma non identiche per carta e disegno, stampate in due diverse tipografie, a Novara e a Roma, a cui si aggiungono valori precedenti, anche della Rsi, riutilizzati con soprastampe. Tutto ciò fino alla fine del 1945, quando vedono la luce i primi esemplari della Democratica.

Entrano in vigore nuove tariffe (1° ottobre 1944) di un tipo al Sud, altre al Nord (Rsi). Nuovo scatto tariffario dal 1° aprile 1945, ma nell’Italia del nord le tariffe della Rsi restano in vigore per oltre due mesi dopo la liberazione e gli stessi francobolli vengono tollerati fino alla fine dell’anno (e anche nel 1946), specie nelle provincie venete.

18 gennaio 1946: da Rimini (FO) a Napoli
18 gennaio 1946: da Rimini (FO) a Napoli

Dall’inizio del 1929 i francobolli italiani sono stati stampati dall’Istituto Poligrafico dello Stato di Roma in rotocalco, la carta per stamparli, con filigrana corona, era fornita dalla cartiera Miliani di Fabriano, Ancona, che occupata dai tedeschi nel settembre 1943, venne raggiunta dagli alleati solo nell’agosto del 1944.

Roma, dopo l’8 settembre 1943, fu considerata Città aperta per una ventina di giorni e, occupata dai tedeschi, fece parte integrante della repubblica sociale italiana dalla fine del settembre 1943 al 4 giugno 1944.

Il Poligrafico disponeva in quel periodo di due macchine Goebel per la stampa dei francobolli, una di queste con le relative attrezzature venne trasferita a Novara, presso l’Istituto Geografico De Agostini, nei primi mesi del 1944.

Alcune provviste di francobolli della Rsi furono stampati sicuramente a Roma ed ivi dimenticati dai tedeschi, se si considera la successiva soprastampa luogotenenziale dei due valori della prima emissione (Monumenti distrutti da 20c e 25c). A Novara, assieme ai macchinari, fu trasferita anche una congrua quantità di bobine di carta filigrana corona, visto che si continuò a stampare la prima serie della Rsi Monumenti distrutti e Tamburino, da 20c, 25c, 30c e 75c, e l’espresso da 1.25 lire con tale filigrana.

28 agosto 1944: da Gravina di Puglia (BA) a Bari
28 agosto 1944: da Gravina di Puglia (BA) a Bari

I francobolli citati vennero emessi il 5 giugno 1944. La cartiera Miliani di Fabriano continuò a fornire alla De Agostini di Novara bobine di carta senza filigrana, vista la delibera delle autorità postali della Rsi che ordinava di fornire carta, per la stampa dei francobolli, senza filigrana fino a che fosse pronta quella con l’aquila e il fascio littorio.
Dopo la caduta della Rsi la cartiera Miliani continuò a fornire Novara con carta senza filigrana e Roma con carta filigrana ruota.

Tutto quanto finora detto è avvalorato dal fatto che la prima ondata dei francobolli luogotenenziali senza fasci, con filigrana corona, vide la luce a Roma fra novembre e dicembre 1944, probabilmente con l’uso di rimanenze di carta in deposito al Poligrafico.

Ancona, e perciò la cartiera Miliani, fu liberata nell’agosto del 1944, quando già era stata ordinata dalle autorità della Rsi e messa in lavorazione la carta senza filigrana, così che tale carta fu fornita anche al Poligrafico dal marzo del 1945 per stampare la seconda fornitura di francobolli luogotenenziali da 10c, 60c e 1 lira, mentre veniva approntata la nuova filigrana: la ruota alata.

Subito dopo la liberazione la cartiera continuava a fornire alla De Agostini di Novara solo carta senza filigrana: infatti tutte le emissioni luogotenenziali di Novara sono senza filigrana. Da quanto detto finora appare evidentemente non verosimile che i tre valori a nominali da 15c, 30c e 1 lira forniti dalla De Agostini, ancora riproducenti i fasci ma privi di filigrana, possano essere stati prodotti e distribuiti a tutti gli uffici postali dell’Italia liberata appena otto giorni dopo la resa dei tedeschi.

Sembra molto più realistico che questi tre esemplari siano stati stampati prima della seconda serie dei Monumenti distrutti, appena arrivata la fornitura di carta non filigranata, e accantonati, perché non più necessari, siano stati riesumati immediatamente dopo la caduta della Rsi, distribuiti subito su richiesta popolare per l’urgenza di dare notizie ai propri cari lontani: meglio avere in circolazione francobolli con piccoli fasci appena visibili che quelli dell’odiata “repubblichina”.

1943-1946 tre lunghi anni

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